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Fillea Restauro - Archivio News

  • Aggiornamenti Bando Restauratori - 21/10/2009
    Sono usciti i moduli del bando per le diverse richieste da compilare via telematica:
    sez. A anagrafica
    sez. B restauratore ope legis
    sez. C prova idoneità
    sez. D collaboratore restauratore

    Clicca sui link sottostanti per i moduli e per la circolare 39 in merito alla sospensione degli accessi alla documentazione custodita presso le Soprintendenze

    Moduli Richieste Bando Moduli Richieste Bando
    (documento in formato pdf,192Kb)

    Modelli Attestazione Modelli Attestazione
    (documento in formato pdf,37Kb)

    Circolare 39 Circolare 39
    (documento in formato pdf,878Kb)

    Domande e Risposte Domande e Risposte
    (documento in formato pdf,57Kb)


  • CAMBIO SEDE ASSEMBLEA RESTAURO - 24/10/2009
    Vi informiamo che l’iniziativa sul Restauro del 24 ottobre p.v., vista l’alta richiesta di partecipazione da parte dei lavoratori, avrà luogo alle ore 10,00 presso la sala Congressi del NH Roma Vittorio Veneto - Corso Italia, 1 Roma

    Il Volantino Il Volantino
    (documento in formato pdf,1499Kb)


  • Petizione Restauratori al Presidente - 13/10/2009

    Il Volantino Il Volantino
    (documento in formato pdf,4325Kb)


  • Assemblea dei Restauratori - 15/10/2009
    Il giorno giov 15/10 alle ore 17.30 presso la CGIL "Sala Fredda" Via buonarroti, 12 - 1° piano è convocata l'assemblea dei restauratori con all'Odg:
    - Organizzazione della Manifestazione Nazionale del Restauro e consegna delle firme al Presidente della Repubblica.
    La manifestazione si svolgerà il 24/10/2009 alle ore 10 presso l'Auditorium di via Rieti n° 13.
  • NOTA sulle linee guida per la qualifica professionale del restauratore e del collaboratore restauratore
    Clicca per leggere il testo completo
  • Conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore di beni culturali
    principale

    E’ indetto un bando di selezione pubblica per il conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore di beni culturali, nonché di collaboratore restauratore di beni culturali. Il conseguimento della qualifica di restauratore di beni culturali, in esito all’espletamento delle procedure previste dal presente bando, determina la possibilità di eseguire gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici, riservati ai soggetti in possesso della predetta qualifica. La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2009, esclusivamente in via telematica.

    Il Bando Il Bando
    (documento in formato pdf,peso123Kb)


  • Programma televisivo sui Restauratori - 27/09/2009
    Domenica 27/09/09 RAI3 ore 21 "Presa Diretta" di R. Iacona: "Oro Buttato" puntata sui restauratori
  • Convocazione Assemblea dei Restauratori e Collaboratori - 15/09/2009
    Si informano le lavoratrici e i lavoratori che mercoledì 23/09/2009 alle ore 17:30 presso la Sala Fredda della Cgil in via Buonarroti 12 al primo piano si svolgerà l'assemblea dei Restauratori, collaboratori con all'ordine del giorno:

        - Circolare n.35 del 12 agosto 2009: Linee Guida Applicative dell'art.182

        - Aggiornamenti sull'azione legale in corso

        - Petizione al Presidente della Repubblica: raccolta firme e iniziative sul piano       politico-sindacale: Assemblea Nazionale
  • Restauratori - Linee guida per gli esami di stato - 24/08/2009
    - Decreto
    - Linee Guida Applicative
    - Circolare 35
    - Circolare 229/2009
  • Petizione al Presidente della Repubblica - 29/07/2009
  • Firma per la Petizione - 21/07/2009
    • Informiamo i restauratori che è possibile firmare la petizione presso:
      - la Fillea-CGIL di Latina Via Solferino, 16 Latina dalle ore 09 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 il referente è il segretario generale Ezio Giorgi.
      - la Fillea-CGIL di Frosinone via Mola Vecchia, 2A - Frosinone, per conoscoere orario sede contattare il segretario generale Benedetto Truppa 348/0045041
      - la Fillea-CGIL di Viterbo il sabato dalle ore 9 alle ore 12.30 Via Giuseppe Saragat n. 8 Viterbo, per altri giorni contattare il segretario generale Massimo Guerrini 349/5505802
      - la Fillea-CGIL di Pomezia il martedì dalle ore 15 alle ore 18 Via Lamarmora n. 43, referente Rino Aversa 347/0434900
  • Appello di Mobilitazione - 15/07/2009
    • Informiamo tutti i restauratori che è possibile firmare l'appello di mobilitazione per riaprire la trattativa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali dopo il decreto n. 53 presso la Fillea-CGIL di Roma e Lazio Via Buonarroti, 12 - 3° piano - Roma con il seguente orario: 09-13; 14-18.
      Leggi l'appello
  • Convocazione assemblea - 14/07/2009
    • E' convocata l'assemblea dei restauratori il giorno 14 luglio 2009 dalle ore 17 alle ore 19 presso la cgil regionale in via Buonarroti, 12 - Roma "Sala Fredda" 1 piano per firmare la petizione popolare promossa dalla Fillea-CGIL per contrastare il decreto n. 53/2009.
  • LA FIGURA DEL RESTAURATORE
  • DECRETO SULL'ESAME DI STATO 30/03/2009
  • CIRCOLARE RESTAURO 11/02/2009
    • Il giorno mercoledì 4 febbraio 2009 si è svolto presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali un incontro tra rappresentanti dell’Ufficio Legale del Ministero con le OO.SS. (Feneal-uil, Filca-cisl, Fillea-cgil e Nidil-cgil) in merito ai seguenti argomenti:
    • 1. schema del regolamento attuativo dell’articolo n. 29, comma 7,8,e 9 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio n.42/2004, relativo ai profili professionali del restauratore e delle figure di supporto e dei relativi standard formativi.
    • 2. regolamento della prova di idoneità per l’abilitazione alla professione del restauratore conservatore ( comma1-bis, art. n. 182 del Decreto Legislativo n.42/2004, come modificato nel Decreto Legislativo n. 62/2008)
    • L’incontro si è svolto con una relazione dettagliata dei punti in questione da parte del Dott. Avv. P. F. Ungari e con un confronto sulle questioni più critiche del nuovo regolamento.
    • Nella sostanza riteniamo soddisfacenti le spiegazioni acquisite da cui emerge un’attenzione alle richieste che le OO.SS. hanno più volte sollevato in questi anni.
    • Nello specifico, sul punto -1:
    • - nella descrizione del profilo del Tecnico del restauro/Collaboratore Restauratore è stata acquisita una autonomia decisionale relativa alle proprie competenze nello svolgere le operazioni di restauro determinate e coordinate dal progetto del Restauratore Conservatore.
    • - riteniamo interessante l’attenzione posta sulla figura del Tecnico del restauro di beni Culturali con competenze settoriali che corrisponde ad una figura artigianale specializzata e che fa sopravvivere conoscenze e specializzazioni che rischiano di scomparire.
    • - Standard formativi: l’insegnamento del restauro sarà impartito solo da istituti pubblici (Istituti Centrali, Accademie di Belle Arti ed Università) e privati, purché siano accreditati, cioè siano in grado di impartire una formazione nel rispetto degli standard definiti dal MiBAC, garantendo i livelli di qualità stabiliti.
    • Sul punto – 2:
    • - Facendo seguito alle problematiche più volte denunciate dalle OO.SS., si è riscontrata una maggiore consapevolezza, da parte dell’Ufficio Legale, sulle oggettive difficoltà per gli operatori del settore a reperire le certificazioni dei lavori svolti, utili ai fini dell’attestazione del titolo professionale e/o di accesso all’esame di idoneità. L’Ufficio Legale sta elaborando, quindi, dei criteri più esigibili attraverso l’emanazione di circolari esplicative; si prevede di facilitare il reperimento presso le Sovrintendenze del certificato di buon esito dei lavori.
    • - Poiché la valutazione dei curricula, prima dell’esame, risulterebbe un lavoro estremamente lungo, si prevede di far partecipare alla prima prova tutti coloro che si iscriveranno. La verifica dei requisiti sarà rimandata, solo per coloro che passeranno la prima prova, prima dell’accesso alla seconda. Qualora gli operatori ritenessero di possedere già i titoli per l’attestazione della qualifica, essi potranno comunque, in un secondo momento, farsi valutare la documentazione prodotta a prescindere dall’esame di idoneità.

    • - Problemi ancora aperti sono:
    • il rilascio dell’attestazione di ‘autonomia nella gestione tecnica dell’intervento’
    • la scelta di una commissione d’esame che sia in grado di raggiungere un adeguato rigore di valutazione delle prove svolte
    • la gestione organizzativa della prima prova per cui si prevedono circa 20.000 partecipanti.
    • Rimaniamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando d’esame e di ulteriori sviluppi sul regolamento attuativo.
  • REGOLAMENTO RESTAURATORI 08/01/2009
    • E’ stato licenziato dal Consiglio di Stato il regolamento che prevede la prova di abilitazione per i restauratori.
    • Il regolamento è stato trasmesso al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed ora si attende la pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale”.
    • Il provvedimento interessa tutti coloro che hanno fino ad oggi esercitato la professione del restauro ma non possiedono i titoli per acquisire in via automatica il titolo di restauratore, così come indicato dall’articolo 182 del Codice dei Beni Culturali (DLgs n.42/2004).
    • Il regolamento è stato messo a punto dal Ministero dei beni culturali e dal Ministero dell’Istruzione e prevede una prova di idoneità articolata su tre livelli: la prima consiste in un test di cento quesiti a risposta multipla (le domande sono inerenti alla professione, con la seconda i candidati devono dimostrare di saper progettare un intervento di restauro su un manufatto; la terza ha un carattere teorico-pratico nell’ambito di competenza scelto dal candidato.
    • Per accedere alla terza prova l’aspirante restauratore deve riportare un punteggio di almeno 70/100 risulteranno idonei il candidati che riporteranno anche nella terza prova il punteggio minimo di 70/100.
    • Se nella terza prova il candidato avrà un punteggio inferiore a 70/100 ma raggiungerà almeno il punteggio di 50/100, allora potrà acquisire il titolo di collaboratore restauratore.
    • Poiché fino ad oggi il Ministero per i beni e le Attività Culturali ci ha negato qualsiasi incontro sul merito, aspettiamo di leggere il testo del regolamento sulla “Gazzetta Ufficiale”, per dare indicazioni ai lavoratori ed assisterli nella comprensione e nell’acquisizione della documentazione necessaria sui requisiti di accesso alle prove.
    • Considerando, inoltre, come già detto in più occasioni, che molti dei requisiti d’accesso alle prove, come pubblicati (DECRETO LEGISLATIVO - 26 marzo 2008, n. 62, Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio), risultano poco chiari e in parte contraddittori, il mancato confronto con il MiBAC rende ancor più necessarie la nostra attenzione ed eventuali iniziative a sostegno dei lavoratori del settore.
  • ASSEMBLEA 
    COORDINAMENTO RESTAURO E ARCHEOLOGIA
    FILLEA CGIL ROMA E LAZIO

    Salve a tutti, convochiamo un’assemblea presso la nostra sede per sabato 14 aprile 2007  alle ore 10,00 per parlare dei seguenti argomenti:

    • Finanziaria 2007: Accordi entro fine mese tra lavoratori, imprese e sindacati per stabilizzazioni dei contratti a progetto in contratti dipendenti.
    • Decreto ministeriale sul profilo del restauratore conservatore e delle altre figure del restauro: approvato dalla conferenza stato regioni e prossimo ad essere pubblicato in G.U.
    • Determina della Regione Lazio per la definizione del profilo del collaboratore restauratore e standard formativi. Risultati e obiettivi futuri.
    • Istituzione di una Commissione Tecnica regionale che lavorerà sulla verifica dei curricula per l’accertamento delle qualifiche per  l’acquisizione del titolo di collaboratore restauratore e/o per l’inserimento in corsi di formazione integrati finalizzati al titolo.
    • Corso della provincia di Roma su restauro di materiali lapidei, musivi, litoidi e manufatti derivati. Spiegazioni dettagliate sulle modalità di iscrizione, requisiti per accedere al corso ( equivalente ad un terzo anno di un ciclo triennale) che rilascerà il titolo di collaboratore restauratore  secondo la normativa in vigore. Riapertura delle iscrizioni.
    • Sicurezza: incontro con la commissione speciale per la sicurezza sul lavoro. Le nostre richieste.
    • In preparazione aggiornamenti sui contratti e la sicurezza nei cantieri per archeologi. Confronto per la loro messa a punto.

    COORDINAMENTO Fillea Cgil
    Via buonarroti 12, III piano – tel 06.46206601

    Roma 6 aprile 2007

  • ASSEMBLEA
    Coordinamento Restauro e Archeologia Fillea CGIL Roma e Lazio

    Salve a tutti, convochiamo con urgenza un’assemblea presso la nostra sede per giovedì 22 marzo alle ore 18,00 per parlare dei seguenti argomenti:

    • Determina della Regione Lazio per la definizione del profilo del collaboratore restauratore e standard formativi. Risultati e obiettivi futuri.

    • Istituzione di una Commissione Tecnica che lavorerà sulla verifica dei curricula per il riconoscimento e la certificazione delle competenze per l’inserimento in corsi di formazione integrati e per costruire un processo di attestazione delle qualifiche per l’acquisizione del titolo.

    • Proroga della scadenza all’iscrizione al Corso della provincia di Roma (VEDI MAIL PRECEDENTE) al 26 marzo ore 17.00. Spiegazioni dettagliate sulle modalità di iscrizione, requisiti per accedere al corso (equivalente ad un terzo anno di un ciclo triennale) che rilascerà il titolo di collaboratore restauratore secondo la normativa in vigore.

    • Sicurezza nei cantieri archeologici…news.

    L’urgenza degli argomenti in previsione della scadenza dell’iscrizione al corso per gli interessati e per l’istituzione della Commissione tecnica ha reso necessaria una convocazione con poco preavviso e durante un giorno lavorativo.
    Ci scusiamo, certi che l’importanza degli argomenti varrà il sacrificio…

    COORDINAMENTO Fillea Cgil
    Via buonarroti 12, III piano – tel 06.46206601

    Roma 13 marzo 2007

  • Approvato dalla Regione Lazio lo standard formativo per il
    Collaboratore Restauratore

    La Regione Lazio ha approvato il 13 dicembre 2006 lo standard formativo per la figura professionale del Collaboratore restauratore e del sistema di riconoscimento dei titoli pregressi di studio e lavoro.
    Questa Determina regionale parte dalla considerazione che tale figura professionale svolge un ruolo fondamentale e di alto livello per la conservazione ed il restauro dei beni storici ed artistici, le cui numerose competenze sono legate a tutti i processi lavorativi del ciclo del restauro. Delineandone in modo chiaro i percorsi di accesso, pone le basi importantissime per il riconoscimento di tale professione, che fino ad oggi è rimasta nell’ombra e che di fatto rappresenta per numero e ruolo il cardine del lavoro che si svolge nei cantieri e nei laboratori.
    Lo standard formativo si sviluppa in un triennio di 800 ore l’anno e sarà il percorso da seguire per il futuro.
    Il riconoscimento dei titoli formativi e dell’attività lavorativa pregressa, valutato da una commissione tecnica, permetterà in via transitoria di integrare i titoli mancanti per acquisire la qualifica, con la possibilità di inserirsi nel percorso formativo in itinere.

    La Provincia di Roma ha approvato un progetto cofinanziato dalla Unione Europea per un corso professionale sul restauro dei materiali lapidei, musivi, litoidi e manufatti derivati di 1200 ore promosso dal Formedil Lazio e Il Cefme di Roma.
    Questo corso è stato inserito all’interno di questo progetto formativo e riconosciuto come terza annualità per il conseguimento della qualifica di Collaboratore restauratore, ai sensi della determina della Regione Lazio D4523 del 13/12/2006.
    Ne consegue che per parteciparvi saranno necessari dei requisiti di qualifiche professionali e formative pregresse che verranno verificati e valutati dalla commissione tecnica che si istituirà presso la Regione.

    Questo progetto formativo così come la definizione della figura professionale del Collaboratore Restauratore viene attuato in via sperimentale dalla Regione Lazio che si è posta come obiettivo urgente quello di affrontare in anticipo e risolvere le questioni a lungo disattese del settore del restauro e dei titoli di chi vi opera.
    Come Organizzazione Sindacale riteniamo sia un importante passo in avanti che va seguito con attenzione, per assicurare la piena aderenza alle esigenze del settore e per dialogare attivamente con i programmi istituzionali in tema di formazione e lavoro.
    La nostra partecipazione ai lavori della commissione ci permetterà di vigilare e verificarne l’andamento.

    E’ indubbio che il risultato conclusivo ed il pieno riconoscimento del titolo al livello nazionale sarà raggiunto solo a seguito della conferenza Stato /Regioni e dell’approvazione dello Standard anche da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per consentire un osmosi tra i titoli regionali e le leggi nazionali in materia.

    L’iscrizione al corso della Provincia di Roma scade il 6 marzo 2007.

    Tutti coloro che fossero interessati ad avere informazioni in merito potranno riferirsi alle Organizzazioni Sindacali.
    Per La Fillea Cgil Roma e Lazio : Coordinamento restauro:
    • presso la nostra sede di via Buonarroti 12, III piano.
    • Tel.06/46206601 – fax 06/47825128
    • fillea@lazio.cgil.it

    Saluti
    Fillea Cgil Roma e Lazio

    Roma 21 febbraio 2007

  • Dai cantieri un appello di solidarietà ai lavoratori della cultura.
    Beni e Attività culturali, un problema di tutela del lavoro e delle professioni

    Presidio delle lavoratrici e dei lavoratori
    Sabato 18 novembre ore 10,00
    Via del Collegio Romano

    Le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, da anni stanno denunciando, in relazione al settore dei Beni Culturali, la situazione insostenibile che quotidianamente vivono i lavoratori del restauro e dell’archeologia nei cantieri: elusione dell’applicazione dei CCNL o sottoinquadramento; utilizzo di contratti a progetto e di P. IVA (più del 52% dei lavoratori del settore), che nascondono, sotto forma autonoma, rapporti di lavoro subordinato con conseguente mancanza di ammortizzatori sociali; mancato riconoscimento professionale; precarietà, sfruttamento e forte ricattabilità; elevati rischi per la salute degli operatori.

    Il mancato riconoscimento delle professionalità impegnate nelle attività culturali ha portato fino ad oggi alla diffusione di un lavoro dequalificato e quasi sempre precario e mal pagato.
    Il Decreto Legislativo 156/2006, approvato il 27 aprile scorso, nega a decine di migliaia di lavoratori il riconoscimento della professionalità acquisita e di un dignitoso e riconosciuto inserimento nel sistema lavorativo.

    Chiediamo dunque a tutti i lavoratori della cultura di condividere e appoggiare una mobilitazione che parte da un problema vissuto dai restauratori per chiedere insieme ai sindacati:

    1. La possibilità di accedere alla qualifica professionale attraverso il riconoscimento dei percorsi formativi e lavorativi secondo criteri esigibili che superino l’inadeguatezza delle attuali misure di certificazioni e attraverso la riapertura dei termini per la loro consegna previsti dalle norme transitorie art.182, D.Lgsl. 156/2006.

    2. Ricollocare al centro dell’iniziativa i problemi che riguardano più in particolare il mondo del lavoro del restauro e dell’archeologia, attraverso l’apertura di due tavoli interministeriali sulle regole fra MiBAC e Lavori Pubblici e tra MiBAC e Ministero del Lavoro.


    Dai cantieri un appello di solidarietà
    ai lavoratori della cultura

    Beni e Attività culturali
    un problema di tutela del lavoro e delle professioni

    Dopo anni di abbandono di uno dei settori più importanti per lo sviluppo del Paese e di condizione precaria nella quale sono costretti quanti operano nelle attività culturali chiediamo a tutti i lavoratori della cultura di condividere e appoggiare una mobilitazione che parte da un problema vissuto dai restauratori per chiedere insieme ai sindacati:

    • La possibilità di accedere alla qualifica professionale attraverso il riconoscimento dei percorsi formativi e lavorativi secondo criteri esigibili che superino l’inadeguatezza delle attuali misure di certificazioni e attraverso la riapertura dei termini per la loro consegna previsti dalle norme transitorie

    • Ricollocare al centro dell’iniziativa i problemi che riguardano sia il lavoro del restauro che dell’archeologia, attraverso l’apertura di due tavoli interministeriali sulle regole fra MiBAC e Lavori Pubblici e tra MiBAC e Ministero del Lavoro.

    Uniamoci per far sentire il vero peso del lavoro nella cultura e della cultura nel nostro paese

    Presidio delle lavoratrici e dei lavoratori
    Sabato 18 novembre ore 10,00
    Via del Collegio Romano

    Roma 15 novembre 2006
  • La cultura del lavoro
    APPELLO
    Dai cantieri un appello di solidarietà ai lavoratori della cultura
    Beni e Attività culturali, un problema di tutela del lavoro e delle professioni
    Le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, da anni stanno denunciando, in relazione al settore dei Beni Culturali, la situazione insostenibile che quotidianamente vivono i lavoratori del restauro e dell’archeologia nei cantieri: elusione dell’applicazione dei CCNL o sottoinquadramento; utilizzo di contratti a progetto e di P. IVA (più del 52% dei lavoratori del settore), che nascondono, sotto forma autonoma, rapporti di lavoro subordinato con conseguente mancanza di ammortizzatori sociali; mancato riconoscimento professionale; precarietà, sfruttamento e forte ricattabilità; elevati rischi per la salute degli operatori.

    E’ stato giustamente evidenziato come, in un’economia permeata da valori immateriali le risorse culturali si contrappongono come fonte primaria per una crescita sociale ed economica diffusa.
    Quindi i Beni Culturali recano, come comparto economico, un valore aggiunto: la crescita sociale.
    Per noi un progetto di crescita e sviluppo della cultura non può non riguardare le risorse umane, la loro qualificazione e il loro diritto ad essere tutelate, tema solitamente assente dai grandi e piccoli dibattiti su argomenti che riguardano il settore.

    Qualcuno ha anche giustamente notato come ciò non dovrebbe stupire più di tanto,
    “ se si considera l’ostinazione con la quale il lavoro del settore culturale continua ad essere descritto con dovizia di similitudini religiose quali, la vocazione, l’estasi, la protezione, il dovere – nonché l’eccellenza - tutte espressioni che la dicono lunga sulla visione dominante”.
    E’ evidente, dunque, il forte scollamento del concetto di sviluppo della cultura dalla sua produzione, erogazione e valorizzazione, ossia dal suo essere a tutti gli effetti un segmento di mercato che ha bisogno di un sano ed armonico rapporto tra regole e crescita produttiva.

    Da anni le attività necessarie a recuperare, restaurare e rendere fruibile il nostro patrimonio culturale sono svolte, in misura crescente, da imprese investite di questo delicato compito direttamente dalla pubblica amministrazione.

    Dunque, se fino a qualche tempo fa gli attori del sistema potevano esaurirsi nelle attività svolte dalla sola pubblica amministrazione, oggi è sempre più evidente che la realtà è rappresentata da una pluralità di soggetti.

    Quindi le sfide che ci troviamo di fronte riguardano la capacità della pubblica amministrazione di garantire un’efficace azione di tutela, valorizzazione del nostro patrimonio e produzione culturale, e di gestire un sano sistema di regole per tutti coloro che svolgono tali attività.

    Non va dunque mai perso di vista che il processo produttivo di un’azione di tutela e valorizzazione è il risultato di una stretta ed elaborata collaborazione di più figure professionali, ed è quindi indispensabile, per assicurare il buon esito dell’intervento, che non se ne sottovaluti l’importanza e che si chiarisca bene il riconoscimento di tutte le competenze, i loro percorsi formativi e l’adeguato trattamento economico, con una stretta aderenza alla realtà di tale mercato.

    Il mancato riconoscimento delle professionalità impegnate nelle attività culturali ha portato fino ad oggi alla diffusione di un lavoro spesso dequalificato e quasi sempre precario e mal pagato. Tale situazione si verifica sia che si lavori per un privato, sia che si collabori direttamente per la Pubblica Amministrazione.

    Il problema del riconoscimento della professionalità (anni di lavoro, percorsi formativi, competenze acquisite, crescita professionale) è un problema che possiamo definire “trasversale” all’intero sistema dei beni culturali e affonda le sue radici nella consolidata idea che si ha del lavoro artistico come di un “non lavoro”.
    Non possiamo tuttavia continuare a pensare che i problemi che investono i restauratori, gli archeologi, gli storici dell’arte, gli archivisti, i diagnostici, i lavoratori dello spettacolo – musica, teatro, cinema – siano problemi scollegati tra loro o che riguardano i soli diretti interessati.

    La riduzione di risorse statali e di promozione e produzione culturale, la mancata politica di rinnovamento dei tecnici e del personale specializzato o la loro progressiva riduzione, l’assenza di investimenti per l’adeguamento tecnologico, l’impoverimento e la mortificazione delle professionalità, sono problemi che vanno vissuti come limitazione individuale e collettiva alla cultura come diritto sociale, così come sancito dalla nostra Costituzione.

    Chiediamo dunque a tutti i LAVORATORI DELLA CULTURA di condividere e appoggiare una mobilitazione che parte dal problema vissuto dai restauratori rispetto all’approvazione del DLgs. n. 156/2006, riguardante il riconoscimento professionale, e di tenere alta insieme a loro l’attenzione su questo punto fondamentale che sta mettendo a rischio la loro stessa permanenza nel mercato.

    Chiediamo di sostenere insieme i Sindacati a cui, in questi giorni, è stato dato il mandato di rappresentare il Lavoro in un difficile tavolo di confronto con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e di far sentire la partecipazione e la forte attesa verso i temi che si vanno a discutere.

    Vi invitiamo dunque a partecipare all’iniziative pubbliche che seguiranno e di cui vi daremo notizia tempestivamente.
    Grazie

    Per info: Fillea CGIL – via G.B.Morgagni 27 – Roma – tel.06/441141 www.filleacgil.it

    Roma 23 ottobre 2006

  • COMUNICATO URGENTE
    Ministero beni Culturali.
    Tavolo tecnico sui temi delle qualifiche professionali nel restauro.

    Vi diamo nuove comunicazioni in merito

    Giovedì 19 ottobre era la data fissata dal MiBAC per dare seguito alla richiesta delle Organizzazioni Sindacali di un provvedimento urgente per la riapertura dei termini fissati nel DLgs 156/2006 per rispondere ai requisiti principali di accesso alle qualifiche professionali di restauratore e collaboratore restauratore.
    Abbiamo saputo ieri pomeriggio che è intenzione del Ministero intraprendere la discussione in merito nel tavolo tecnico di confronto che già era stato concesso in occasione dell’incontro del 13 ottobre e che è stato convocato per martedì 24 ottobre.
    Vi abbiamo più volte espresso con decisione l’importanza e la delicatezza di questo momento, in cui si scontrano le nostre richieste e le nostre denuncie, unitamente alle speranze ed all’attesa di migliaia di lavoratori, con l’attuazione di una legislazione che in via definitiva normerà il settore.
    La rilevanza di essere presenti al confronto non deve però farci abbassare la guardia, poiché la battaglia che affronteremo sarà dura e difficile.
    Chiediamo, quindi, di sostenere tutti insieme i Sindacati a cui, in questi giorni, è stato dato il mandato di rappresentare il Lavoro presso il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e di far sentire la partecipazione e la forte attesa verso i temi che si vanno a discutere.
    E’ per questo che siamo costretti a tenere in sospeso un’iniziativa di mobilitazione nazionale che è nostra intenzione continuare ad organizzare.
    Non possiamo certo mancare di ricordare e rendere visibile a quanti sta a cuore il futuro di questo settore e la salute del mondo della cultura, che questo è un mondo fatto di LAVORO DA TUTELARE E RISPETTARE.
    Sarà, quindi, nostro compito tenervi aggiornati tempestivamente sugli sviluppi e vi chiediamo di tenervi in contatto costantemente con noi per preparare insieme l’organizzazione e la logistica dell’iniziativa nazionale e per diffonderla il più possibile.

    COORDINAMENTO FILLEA CGIL RESTAURO E ARCHEOLOGIA

    Roma 23 ottobre 2006

  • Coordinamento Fillea restauro e archeologia roma e lazio

    Care Compagne e cari Compagni,
    è convocata un’ assemblea per sabato 14 ottobre alle ore 10, presso la nostra sede, via Buonarroti 12, III piano.

    L’urgenza degli argomenti necessita di massima partecipazione!!!!!

    Ordine del giorno:

    • preparazione di un’iniziativa pubblica nazionale per fine ottobre che ci deve vedere coinvolti in prima fila per ottenere il riconoscimento professionale e per denunciare l’insostenibile precarietà lavorativa del settore dei Beni e delle Attività Culturali.

    • confronto sulle politiche della fillea cgil per contrastare l’utilizzo improprio dei contratti a progetto e della Partita Iva. L’applicazione del Contratto nazionale.

    • Campagna tesseramento.

    • Metro C: problemi e disagi degli archeologi impegnati sui cantieri per l’indagine archeologica. Linee guida e alcune soluzioni.

    via buonarroti 12, III piano. Tel 06/46206601 – www.filleacgilroma.it - fillea@lazio.cgil.it

    Roma 5 ottobre 2006

  • Beni culturali: Pesante eredità per il nuovo ministro.
    L’approvazione delle modifiche al Codice dei Beni Culturali porterà all’esclusione di migliaia di lavoratori dal settore del restauro e della conservazione.

    Pesante eredità per il nuovo ministro del MIBAC, Ministero Beni e Attività Culturali, lasciata dal precedente governo: l’approvazione delle modifiche al Codice dei Beni Culturali pubblicate a due settimane dalle elezioni politiche 2006, che porterà all’esclusione di migliaia di lavoratori dal settore del restauro e della conservazione
    Nel Comma 6 dell’articolo del DL. N.42/2004, ben più noto come Codice dei Beni Culturali, si legge: “…gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa in materia.”
    “Nel 2000 e nel 2001 ( decreto ministeriale 294, modificato dal 420) – afferma in una nota la FilleaRestauro Cgil - si sono stabiliti i requisiti utili, in base alla formazione ed al lavoro, per la qualifica professionale di chi opera nel restauro, per tentare di dare ordine e coerenza ad anni ed anni di gestione del settore confusa e disorganica.
    Ma proprio a causa di queste norme molti lavoratori sono rimasti fuori dal mercato.
    Il termine, previsto dall’ultimo decreto ministeriale del 2001, entro il quale tale “prestazione d’opera” era considerata valida ai fini delle certificazioni, è retroattivo, cioè regolamenta l’esperienza pregressa. Per il futuro ci sarebbero stati nuovi percorsi formativi chiari e riconosciuti”.
    “Dopo il 2001, però, in Italia – continua FilleaRestauro - si è continuato a fare formazione in modo confuso e disordinato, creando aspettative tra i giovani che poi si sono ritrovati con titoli di studio inutili. Gli operatori già attivi a questa data hanno di fatto continuato, indipendentemente dal titolo, ad essere utilizzati dalle imprese per svolgere attività di restauro a tutti gli effetti, spesso vedendosi affidata ufficiosamente la gestione dei cantieri, assistendo così alla proliferazione di sfruttamento e precarietà.
    Questa contraddizione ha portato, giustamente, migliaia di lavoratori a pretendere il diritto ancora disatteso di poter, ancora dopo il 2001, dimostrare la propria posizione lavorativa e professionale.
    Il nuovo Codice e le modifiche apportate hanno complicato ulteriormente la situazione.

    Nella Parte Quinta del Codice, relativa alle disposizioni transitorie, finalizzate a regolamentare la complessa situazione in cui lavora la maggior parte degli operatori del settore, prima che vadano in vigore i nuovi standard di riferimento per le qualifiche professionali e per la formazione, i criteri di certificazione si ispirano alle norme precedentemente in vigore, ereditandone i difetti e oltre ad essere difficilmente esigibili, adesso risultano anche inaccessibili.
    La vera novità, infatti, è che è stato confermato dal Ministero che il termine previsto dal nuovo codice per certificare e presentare il lavoro di restauro svolto con "responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento", requisito specifico richiesto dalla legge per ottenere la qualifica di restauratore, è il 12 maggio 2006, cioè la data di entrata in vigore delle norme indicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2006, in cui sono state pubblicate tali modifiche al Codice ( articolo 182, comma 1-ter, B)”.
    “Dare solo due settimane di tempo ai lavoratori del settore – conclude la Fillea Cgil - e senza diffusione ufficiale della notizia, per sistemare e presentare la documentazione di anni e anni di lavoro, con tutte le difficoltà nel reperirla, è lesivo dei diritti più elementari di questi lavoratori e impedisce di fatto alla maggioranza di accedere ad un futuro lavorativo nel settore.
    Ricordiamo a tale proposito che nel comma 1-bis dell’articolo 182 viene specificato che le certificazioni sono anche necessarie come requisiti per l'accesso alla prova di idoneità, prevista per coloro che non avendo i titoli indicati nel comma 1, a,b,c, vogliano, in fase transitoria farsi riconoscere il titolo di restauratore di Beni culturali.
    Osserviamo quindi stupefatti l’efficacia dell’esame una-tantum, che è riuscito a risolvere il problema eliminandolo alla base ed in modo definitivo, stabilendo dei requisiti di accesso che nessuno avrà mai.
    I sindacati delle costruzioni impegnati nella tutela di questo settore, chiedono il prolungamento dei tempi di consegna delle certificazioni e interlocuzioni con il nuovo ministro e la sua Segreteria perché si arrivi alla risoluzione della questione attraverso la revisione di questi articoli del Codice”.

    Roma 21 giugno 2006

  • Modifica Codice Beni culturali: poca chiarezza
    Controversa interpretazione sui termini di presentazione della certificazione del lavoro svolto per la qualifica di restauratore

    Abbiamo saputo che una società SOA veneta ha diffuso la notizia che il termine per certificare il lavoro di restauro svolto con "responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento" sia il 12 maggio 2006, cioè la data di entrata in vigore delle modifiche del decreto legislativo n.42/2004, pubblicate nella G.U. del 27 aprile.
    La mancanza di chiarezza ci ha impedito in tempi utili di dare una risposta adeguata, giacchè anche i legali interpellati hanno dato in diversi tempi pareri discordanti, ritenendo poco esaustivo quanto specificato nella norma.

    Il punto in questione riguarda l'articolo 182, comma 1-ter, B, del decreto legislativo del 27 aprile 2006, n. 156:
    il requisito della responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento deve risultare esclusivamente da atti di data certa anteriore all'entrata in vigore del presente decreto, emanati, ricevuti o comunque custoditi dall'autorità preposta alla tutela del bene oggetto dei lavori o degli istituti di cui all'art. 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368; i competenti organi ministeriali rilasciano agli interessati le necessarie attestazioni entro trenta giorni dalla richiesta.
    Se l’interpretazione diffusa è vera, tale norma non tiene in considerazione lo stato di fatto e la complessa e confusa situazione in cui i lavoratori del settore operano.
    Come abbiamo avuto modo di constatare in questi anni, infatti, molti lavoratori operano per le imprese svolgendo un ruolo in cui la responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento non viene mai certificata e riconosciuta a chi di fatto tale ruolo ha svolto.
    Pertanto se i tempi previsti dal decreto suddetto sono sufficienti per certificare l'attività di quanti oggi hanno avuto un rapporto diretto con le Soprintendenze, risulta invece escludente ed assolutamente non sufficiente per quanti si trovano costretti a dover documentare il loro curriculum rispondendo ai requisiti previsti nelle norme transitorie di cui all'art.182.
    Fermo restando che il passo della legge è controverso e poco chiaro, invitiamo i lavoratori che abbiano già a disposizione le attestazioni relative alla loro attività a farle vidimare con la data di oggi alla posta e spedirle alla soprintendenza, a titolo cautelativo poichè non c'è nulla che chiarisca come questa documentazioni siffatta possa essere recepita dagli organi competenti.
    In ogni caso riteniamo scandaloso che proprio nella Parte Quinta del Codice, relativa alle disposizioni transitorie, non sia stato chiaro se i lavoratori del settore abbiano o meno il tempo necessario per recepire quanto contenuto nella norma e quindi avere la possibilità di raccogliere tutta la documentazione utile per certificare la propria attività e quindi di rientrare nelle maglie delle disposizioni transitorie stesse.
    Ricordiamo a tale proposito che nel comma 1-bis viene specificato che le certificazioni sono necessarie come requisiti per l'accesso alla prova di idoneità prevista per coloro che non avendo i titoli indicati nel comma 1, a,b,c, vogliano, in fase transitoria farsi riconoscere il titolo di restauratore di Beni Culturali.
    I criteri di certificazione per tali requisiti, che si ispirano alle norme precedentemente in vigore, ereditandone i difetti, oltre ad essere difficilmente esigibili, adesso potrebbero risultare inaccessibili.
    Aggiungiamo che la situazione viene ulteriormente complicata dal fatto che siamo in un momento di passaggio di incarichi al governo e quindi risulta difficile avere degli interlocutori.
    La FilleRestauro Cgil si impegna a chiedere chiarimenti al più presto al Ministero riguardo questa controversa situazione. Qualora i timori diffusi trovassero conferma FilleaRestauro procederà anche con l’appoggio dei lavoratori a denunciare e trovare soluzioni a questa continua esclusione e indifferenza verso gli operatori del settore.

    Coordinamento FilleaRestauro Cgil

    Roma 12 maggio 2006

  • Assemblea Generale Restauratori e Archeologi di Roma e del Lazio
    Convocazione per sabato 6 maggio alle ore10,00
    Fillea CGIL Roma e Lazio Via Buonarroti 12, III piano

    Le modifiche al Codice dei Beni Culturali: “qual è il nostro parere?!”
    In occasione dell’approvazione delle modifiche del Dlgs n.42/2004 e dell’imminente decreto attuativo ministeriale per l’attività di restauro, vi invitiamo a discuterne insieme per costruire democraticamente una posizione comune ed a continuare, dopo la mobilitazione nazionale del 2005, l’urgente azione di rivendicazione.

    Piattaforma rivendicativa
    E’ stato sottoscritto e presentato alle forze politiche dalla Fillea Nazionale, dalla Confederazione Archeologi Italiani e dalla Lega Coop Nazionale un documento sulle problematiche del settore e di proposta di modifica del decreto legislativo n. 30/2004 sugli appalti pubblici nei Beni Culturali. Al centro è stata posta l’importanza della professionalità di quanti operano nel settore e del suo riconoscimento, per stabilire il giusto valore del lavoro, recependolo nei costi previsti dalle gare d’appalto e come base fondamentale per la qualità dell’impresa, per contrastare lo sfruttamento e per lottare contro la precarietà dei lavoratori del settore.

    Parleremo del modo con cui intendiamo utilizzare questo documento e con quali prospettive.

    La sicurezza sul lavoro: alcune soluzioni…..programma delle attività.

    COORDINAMENTO RESTAURO E ARCHEOLOGIA FILLEA CGIL ROMA E LAZIO

    Roma 27 aprile 2006

  • Comunicato stampa della Provincia di Roma su Mobilitazioni restauratori di Roma e Provincia.
    Lavoro: Rinaldi e Vita, "Tutelare la professionalita' dei restauratori di Roma e provincia".

    "Condivido e sostengo le ragioni che hanno portato i sindacati del settore Restauro a indire mobilitazioni in tutta Italia sulle problematiche dei lavoratori del comparto, di cui quella odierna rappresenta una tappa di tutto rilievo, per il significato e la dimensione che il patrimonio artistico e dei Beni Culturali ha in un territorio come quello di Roma e della sua provincia".
    E' questo il commento della vicepresidente della Provincia di Roma e assessore alla Formazione Professionale, Rosa Rinaldi sulla iniziativa "Non tutti sanno cosa c'è sotto..." , organizzata questa mattina, a Piazza Farnese a Roma, dalle segreterie di Fillea- Cgil, Filca- Cisl , Feneal – Uil di Roma e del Lazio per manifestare contro il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed avere un chiarimento sul percorso formativo riconosciuto ai restauratori.
    "L’Amministrazione Gasbarra - spiega la Rinaldi - fa dei beni culturali uno dei punti centrali della sua politica nel territorio e in qualità di vicepresidente e assessore alla Formazione Professionale, ho individuato il comparto Restauro tra le cinque priorità della progettazione e programmazione dell’offerta formativa del polo pubblico provinciale per la formazione".
    "La rovinosa politica di tagli delle risorse economiche, voluta dall’attuale governo - dichiara l'assessore provinciale alle Politiche Culturali, Vincenzo Vita - ha provocato pesanti conseguenze sull’occupazione di circa 30mila lavoratori del settore. Una crisi occupazionale aggravata dalla mancanza di una legislazione chiara in materia, specialmente sul fronte della formazione. Vengono così penalizzati gli autentici artefici della tutela e del recupero del nostro patrimonio artistico, un bene fondamentale e unico dell’Italia, oltre che una voce decisiva per le attività produttive del nostro paese".
    "La Provincia di Roma - conclude Vita - che ha dirette competenze istituzionali e una lunga tradizione di interventi nel campo del restauro vuole essere vicina alla mobilitazione dei restauratori e tutelare le altissime professionalità presenti sul nostro territorio che da anni fanno scuola nel mondo".

    Roma 7 maggio 2005

  • Mobilitazione dei restauratori contro il decreto Beni culturali
    30.000 cartoline di protesta pronte ad “invadere” il ministero
    La protesta inizierà a Roma il 7 maggio a Campo dei Fiori.

    Protestano i restauratori della Capitale. Insieme ai colleghi di tutta Italia hanno indetto una mobilitazione contro il decreto del ministro dei Beni Culturali, Urbani, che ridefinisce i profili dei restauratori e degli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro, attraverso una definizione delle competenze talmente generica da snaturare l’inquadramento professionale del Contratto Nazionale degli Edili.
    A Roma e nel Lazio lavorano circa 10.000 restauratori dei 30.000 presenti in tutt’Italia, l’80 per cento donne. La maggior parte è costituito da giovani: l’età media è di 32 anni.
    L’ iniziativa unitaria nazionale, promossa dai sindacati degli edili, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, partirà da Roma il 7 maggio a Piazza Campo dei Fiori e proseguirà nelle principali città d’arte del nostro Paese: Bologna, Catania, Firenze, Napoli, Perugia e Venezia, città nelle quali per tutto il mese di maggio le organizzazioni territoriali unitarie di categoria organizzeranno appositi presidi nei punti di maggior incontro con l’opinione pubblica.
    L’iniziativa sarà caratterizzata dalla raccolta di firme e dalla distribuzione di 30 mila cartoline da far sottoscrivere ai lavoratori del restauro che verranno inviate al Ministro dei Beni Culturali.

    Roma 20 aprile 2005

  • Cambia la figura del restauratore:
    mobilitazione contro il decreto Beni culturali
    30.000 cartoline di protesta pronte ad “invadere” il ministero.
    Nel 2004 la diminuzione degli investimenti per il settore è stata pari al 30%

    Parte da Roma la protesta dei restauratori italiani, che hanno indetto per oggi una mobilitazione contro il decreto del ministro dei Beni Culturali, Urbani, che ridefinisce i profili dei restauratori.
    In Italia lavorano circa 30.000 restauratori, l’80 per cento sono donne. La maggior parte è costituito da giovani: l’età media è di 32 anni.
    L’ iniziativa unitaria nazionale è promossa dai sindacati degli edili, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.
    Nel corso dell’incontro sono state illustrate le modifiche proposte dai sindacati al Decreto del Ministero Beni Culturali, che definisce troppo genericamente i profili degli addetti al restauro e degli altri operatori che svolgono attività complementari al settore, snaturando l’inquadramento professionale del Contratto Nazionale degli Edili.
    L’iniziativa sarà caratterizzata dalla raccolta di firme e dalla distribuzione di 30 mila cartoline da far sottoscrivere ai lavoratori del restauro che verranno inviate al Ministro dei Beni Culturali.

    Nonostante le dichiarazioni fatte sull’importanza economica e strategica dei Beni Culturali nel nostro paese, il Governo in realtà non punta e non investe adeguate risorse per lanciare un’economia di settore.
    A partire dal 2000 si è assistito ad una progressiva contrazione della spesa, come si deduce dai dati relativi ai finanziamenti destinati alla conservazione, nel 2004 si è infatti registrata una diminuzione degli investimenti pari al 30% su base nazionale rispetto all’anno precedente.

    La scelta di tagliare così drasticamente i fondi non è giustificabile e corrisponde ad una pericolosa deresponsabilizzazione da parte del governo verso un settore strategico come questo.
    E’ necessario sottolineano i sindacati degli edili che l’intero sistema venga preso in considerazione anche come sistema produttivo che promuove cultura.
    Bisogna puntare ad un insieme di regole che pur tenendo fermi i principi di tutela, conservazione e fruizione, garantiscano alle imprese ed agli operatori del settore il riconoscimento della professionalità, dei diritti e delle tutele.

    Le principali disfunzioni nascono, oltre che dai motivi sopra indicati, da un problema di fondo che è quello della mancanza di strumenti di riconoscimento omogenei delle professionalità operanti nel settore.
    Un problema che investe tutte le figure che operano nei beni culturali; dall’Archeologo, allo Storico dell’Arte, al laureato in Beni Culturali, al Tecnologo della Conservazione fino ad arrivare al Restauratore, per il quale il problema è ulteriormente complicato dalla mancanza di percorsi formativi chiari e dalla totale assenza di standard formativi di riferimento.
    Il problema dell’individuazione di chi è restauratore e chi no è certamente uno dei grandi nodi nel settore della conservazione. Tale problematica, scaturita dalla necessità di garantire interventi di alta qualità, sulle opere d’arte che costituiscono il nostro patrimonio culturale, ha catalizzato l'interesse e la discussione degli ultimi anni all'interno del mondo del restauro. A queste discussioni non ha corrisposto da parte delle Istituzioni un atteggiamento responsabile che portasse a fare chiarezza sulle professionalità necessarie al settore, ritardando di fatto l’elaborazione di standard formativi che permettessero di realizzare corsi di studio uniformi per tipologia e titoli rilasciati.
    In Italia esistono tre Istituti statali, che dipendono direttamente dal Ministero per i beni e le attività culturali; l’Istituto Centrale per il Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per la Patologia del Libro (l’Istituto per il Restauro del Mosaico sta cercando di ottenere da anni il riconoscimento ufficiale del titolo).

    I primi due Istituti sono attivi e formano in tutto 36 restauratori all’anno. I titoli rilasciati sono gli unici riconosciuti dalle Soprintendenze per il conseguimento della qualifica professionale di restauratore.
    Da queste due scuole sono usciti dal dopo guerra ad oggi circa 1.300 restauratori.
    Esistono poi moltissime scuole regionali, provinciali e private che hanno già licenziato circa 10mila restauratori ai quali però le Soprintendenze non riconoscono la formazione.
    Bisogna sottolineare che l’esiguo numero di Restauratori diplomati e riconosciuti nel nostro Paese non è sufficiente a soddisfare la richiesta di lavoratori nel settore.
    Aggiungiamo a questa lista anche molti lavoratori privi di formazione specifica, che hanno acquisito la loro professionalità direttamente sul cantiere, in alcuni casi attraverso contratti di formazione lavoro.
    Tutti questi lavoratori non sono mai stati considerati, dalle Soprintendenze e dalle imprese del settore, restauratori di beni culturali malgrado i titoli ottenuti dai diversi centri di formazione.
    Il Ministero calcola che non vi siano in Italia più di 600 restauratori di beni culturali, mentre ignora il numero dei così detti collaboratori restauratori di beni culturali.
    E’ in via di pubblicazione un nuovo Decreto che stabilisce i profili di competenza dei restauratori e degli operatori che svolgono attività complementari al restauro o altre attività di conservazione dei beni culturali mobili e delle superfici decorate di beni architettonici, adottato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 d’intesa con la Conferenza Stato - Regioni.
    Vengono individuati quattro profili professionali:

    Il Restauratore conservatore di beni culturali
    L’Operatore qualificato sui beni culturali
    L’Operatore specializzato sui beni culturali
    Altre attività complementari e integrative di conservazione dei beni culturali e delle superfici architettoniche decorate.

    Il Progetto di Decreto definisce per il momento solo la figura del Restauratore conservatore di beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici, mentre individua solo i contenuti essenziali delle competenze degli altri operatori.
    L’approfondimento di questi ultimi profili di competenza viene rimandata ad un successivo decreto da concordare con le Regioni.
    Inoltre la descrizione delle competenze professionali previste per la figura dell’operatore qualificato di beni culturali non corrisponde all’attività fino ad oggi svolte dalle figure di collaboratori restauratori nei cantieri e nei laboratori di restauro, dove hanno sempre svolto, sotto le indicazioni metodologiche di un restauratore accreditato presso le Soprintendenze, tutte le operazioni di restauro conservativo, talvolta gestendo interamente il cantiere.
    Tutte queste figure non possono venire ignorate, va loro riconosciuto il ruolo svolto in tutti questi anni a sostegno della salvaguardia del nostro patrimonio culturale.

    Dopo l’iniziativa di Roma, alla quale hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del settore restauro, il Segretario Generale di Feneal Uil Franco Marabottini, il Segretario Generale aggiunto di Filca Cisl Giuseppe Virgilio e il Segretario Generale di Fillea Cgil Franco Martini, la mobilitazione proseguirà nelle principali città d’arte del nostro Paese: Bologna, Catania, Firenze, Napoli, Perugina e Venezia, città nelle quali per tutto il mese di maggio le organizzazioni territoriali unitarie di categoria organizzeranno appositi presidi nei punti di maggior incontro con l’opinione pubblica.

    Roma 18 aprile 2005

  • Mobilitazione dei lavoratori del Restauro.
    “ Urbani cambi il Decreto che definisce i profili dei restauratori”.
    30.000 cartoline di protesta pronte ad “invadere” il ministero dei Beni Culturali.

    Si terrà il 18 aprile a Roma l’ Iniziativa unitaria nazionale Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil per lanciare la mobilitazione nazionale sulle problematiche professionali delle figure operanti nel settore del Restauro, a sostegno delle modifiche proposte dai sindacati al Decreto del Ministero per i beni e le attività culturali. Un Decreto che definisce i profili dei restauratori e degli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro, i cui contenuti vanificano i risultati raggiunti nel Contratto Nazionale degli Edili.

    L’iniziativa sarà caratterizzata dalla raccolta di firme e dalla distribuzione di 30 mila cartoline da far sottoscrivere ai lavoratori del restauro che verranno inviate al Ministro dei Beni Culturali. A seguito dell’Iniziativa di Roma, la raccolta di firme continuerà nelle principali città d’arte del nostro Paese: Bologna, Catania, Firenze, Napoli, Peruga, Roma e Venezia, città nelle quali per tutto il mese di maggio le organizzazioni territoriali unitarie di categoria organizzeranno appositi presidi nei punti di maggior incontro con l’opinione pubblica.
    All’incontro parteciperanno oltre ai rappresentanti del settore restauro i Segretari Generali di Fillea Cgil, Franco Martini, Filca Cisl, Domenico Pesenti e Feneal Uil, Franco Marabottini.

    Lunedì 18 aprile 2005, ore 9.30-13.00
    Casa internazionale delle Donne,
    Palazzo del Buon Pastore, Via della Lungara n. 19 Roma

    L’Iniziativa sarà un’occasione per fare il punto sul settore del Restauro
    e dei Beni Culturali in Italia.

    Roma 12 aprile 2005

  • 8 MARZO - Restauro a Roma: Il Lavoro è Donna
    Sono 8.000 le donne restauratrici che lavorano nella Capitale - L’età media è di 32 anni.
    Sandro Grugnetti (Fillea Cgil Roma e Lazio): “ Lavoro precario e poco sicuro”

    Nell’immaginario comune un cantiere edile è un luogo di lavoro del tutto estraneo alla presenza femminile. Ma la presenza delle donne, anche se in maniera impercettibile, è in leggero aumento. Esistono sempre più donne geometra, donne ingegnere, donne architetto o che si occupano di particolari lavorazioni (design, bioarchitettura e recupero urbano).
    La Fillea Cgil di Roma e Lazio stima nella Capitale una presenza di personale femminile nel settore intorno al 3 -4 %. Sono soprattutto impiegate che lavorano negli impianti fissi.
    Ma in edilizia la parte del leone la fanno le donne restauratrici. A Roma e nel Lazio se ne contano più di 8.000 unità.
    Sono uscite dalle scuole private, dai corsi regionali e dall’Istituto centrale del Restauro. L’età media è di 32 anni.
    Le figure professionali più diffuse sono: la restauratrice di quadri, affreschi, monumenti. Ma anche le restauratrici di mobili antichi, addette alle botteghe del restauro. Figure altamente specializzate che hanno particolari conoscenze tecnico-scientifiche e un patrimonio culturale di tutto riguardo. Molte di esse lavorano con contratti atipici e sono disperse nelle società edili che fanno restauro. Sono poche invece le restauratrici inserite nell’organico del ministero dei Beni Culturali o che lavorano negli Enti locali.
    “A costoro – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti - bisogna dare maggiori tutele e percorsi formativi e professionali certi e riconosciuti.
    Per le migliaia di donne che lavorano in questo settore – aggiunge Grugnetti – si pone anche un altro problema:: quello della sicurezza. L’attività della restauratrice si svolge spesso all’aperto ed in qualsiasi stagione dell’anno, su ponteggi, in scavi archeologici, e in ambienti malsani. Il rischio di ammalarsi è piuttosto alto”.

    I rischi più frequenti per le donne sono:

    problemi di vista
    esposizione agli agenti atmosferici (pioggia, caldo, ecc)
    lesioni traumatiche accidentali
    azione (a volte oncogena) cutanea delle radiazioni ultraviolette dei raggi infrarossi
    azione irritante, tossica ed oncogena delle sostanze utilizzate nel restauro
    problemi per inalazione di polvere ambientali
    contaminazione da funghi, miceti, bacilli, stafilococchi, pseudomanas
    rischi di infezioni con uova di parassiti, spore di carbonchio, tetano, leptospira

    L’incidenza degli infortuni sul lavoro si attesta su una percentuale molto alta (circa il 39%), testimoniando l’elevato livello di rischio e la non sufficiente gestione delle situazioni e delle problematiche proprie dello specifico campo di attività.
    La Fillea Cgil di Roma e Lazio, impegnata da tempo nelle battaglie dei restauratori ha intenzione di costituire un Osservatorio sui Restauratori e sulle loro condizioni di lavoro.

    Roma 7 marzo 2005

  • A Roma due Corsi di Restauro

    Il Comune di Roma, Scuole serali, ha organizzato 2 Corsi diretti, il primo a neofiti, appassionati, studenti universitari, il secondo a restauratori più esperti.
    Il corso inizia a completamento delle classi, circa 8 persone ognuna, all'inizio di ottobre e l'orario è pomeridiano.
    Il costo varia dai 77 Euro per chi ha un reddito basso, sino ai 300 Euro, per i redditi maggiori.
    L'attestato ha valore di pratica di bottega certificata dal Comune.

    L’Indirizzo della scuola è Via Bavastro, il numero di telefono 06 6865976.

    PROGRAMMA DI RESTAURO DELLA CERAMICA
    Scuola ZABAGLIA p.zza S. Paolo ala Regola 41

    Materie e argomenti:

    1. TEORIA DEL RESTAURO : DA RUSKIN A BRANDI , i teorici che elaborarono le teorie del restauro dal secolo dei Lumi al secolo appena trascorso e ai quali dobbiamo gli attuali criteri di intervento sui BB.CC.
    2. LEGISLAZIONE DEI BB.CC. LE LEGGI DI TUTELA E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DELLO STATO E DELLE AMMINISTRAZIONI PERIFERICHE. L'attuale legislazione sulla conservazione dei BB.CC. e gli enti preposti ad attuarla sia in ambito statale che negli ambiti delle amministrazioni locali.
    3. TECNICA DI RESTAURO : PULITURA, CONSOLIDAMENTO, INTEGRAZIONE E ASSEMBLAGGIO: i più moderni sistemi di intervento sui materiali fittili derivati dalla grande esperienza degli artigiani italiani e degli istituti pubblici preposti alla formazione professionale dei restauratori ed al controllo degli interventi di conservazione.
    4. CHIMICA DEL RESTAURO : SOLVENTI, SOLUZIONI. ACIDI, BASI , RESINE:
    nozioni pratiche di chimica applicata ai BB.CC. per consentire ai discenti
    di comprendere le ragioni scientifiche della scelta di un prodotto chimico
    rispetto ad un altro e gli effetti che si intendono ottenere nel restauro.
    5. STORIA DELLA CERAMICA E TIPOLOGIA DEI MANUFATTI CERAMICI : DALLA CERAMICA PRESITORICA A QUELLA GRECA, ETRUSCA, ROMANA, MEDIEVALE E RINASCIMENTALE. CENNI SULLA PORCELLANA : Un viaggio nella storia dell'arte e dell'artigianato relativa alle tecnologie impiegate ed ai risultati formali che gli antichi ceramografi volevano ottenere dalla argilla cotta, sino alla scoperta della formula della porcellana cinese.
    6. CATALOGAZIONE DEI MANUFATTI CERAMICI DI PREGIO: I SISTEMI DI CATALOGAZIONE PIU' USATI , CENNI AL SISTEMA DRESSEL E ALLE TAVOLE DEL C.V.A. Gli attuali sistemi di classificazione usati dagli enti preposti alla catalogazione ed al restauro dei BB.CC. partendo dale ricerche dell'archeologo che classificò i reperti del monte Testaccio e le tavole del Corpus delle ceramiche archeologiche.
    7. TECNOLOGIA DEI MATERIALI: TIPOLOGIA DELE ARGILLE, TIPOLOGIA DI COTTURA E DI DECORAZIONE, SISTEMI DI FORMATURA Nozioni di tecnologia delle argille partendo dalle località estrattive ai più moderni sistemi di formatura a tasselli mobili, a tornio e a colaggio e le tecniche di cottura in ambiente chiuso.
    8. DIAGNOSTICA DEL RESTAURO:CENNI dei più moderni sistemi di osservazione dello stato di conservazione effettuati direttamente dall'occhio umano che dalle moderne tecnologie derivate dalla fisica dei materiali.
    9. STORIA DEL RESTAURO : DAL '700 AL '900. Le più celebri scuole di restauro italiane dall'età dei lumi ai nostri giorni.
    10. CENNI DI RESTAURO ANTIQUARIALE . Cenni sui sistemi di restauro estetico che vengono operati nelle botteghe di restauro al di fuori dell'ambito scientifico.
    11. SISTEMI DI RICONOSCIMENTO. I trucchi del mestiere per riconoscere gli interventi di falsificazione e di rifacimento nel mondo antiquariale.
    12. NORME DI SICUREZZA IN LABORATORIO. Nozioni sulle leggi vigenti nel campo della sicurezza dei laboratori e dei cantieri di restauro (Lg 494 e 626)
    13. LABORATORIO DI RESTAURO: CATALOGAZIONE A COMPUTER, MISURAZIONE E RICOSTRUZIONE GRAFICA, PULITURA. CONSOLIDAMENTO, INTEGRAZIONE E ASSEMBLAGGIO Tutto ciò che è stato appreso teoricamente dalla bocca dell'insegnante viene realizzato dagli allievi sotto lo sguardo dei docenti preposti e dei responsabili della scuola.
    14. VISITE GUIDATE A MUSEI, MOSTRE E LABORATORI Ina visione complessiva della evoluzione dei manufatti ceramici e dei sistemi di musealizzazione. Quindi una disamina de visu degli interventi di restauro scientifico nei laboratori autorizzati.

    Il programma verrà svolto in due periodi di uguale durata:

    1) nei primi 4 mesi si svolgerà la parte teorica riguardante la storia della ceramica, del restauro, le tipologie decorative e tipologiche, la teoria e la storia del restauro con interventi di pulitura , ricostruzione grafica e documentazione e i principi giuridici.

    2) Nella seconda parte si effettueranno i restanti interventi di restauro e la parte pratico- scientifica in campo applicativo.

    Le visite guidate e i sopralluoghi si svolgeranno durante tutto il corso dell'anno a causa della cadenza delle mostre e delle manifestazioni ed ove sarà possibile si otterrà la gratuità degli ingressi.

    I materiali fittili su cui intervenire verranno forniti da privati e da pubbliche istituzioni e sovente delle copie di manufatti antichi sui quali gli allievi potranno fare esperienza diretta.


    Programma del secondo anno di specializzazione di Restauro della Ceramica

    Si allega qui di seguito il programma sintetico del nuovo Corso:

    Analisi scientifiche sui prodotti ceramici
    La catalogazione dei materiali archeologici: la schedatura in uso nelle Soprintendenze
    Tecniche di recupero dei materiali ceramici sullo scavo archeologico
    Tecniche di ritocco pittorico sulla ceramica
    La fotografia nel restauro della ceramica
    Esecuzione di stampi per la ricostruzione dei manufatti ceramici.
    Il restauro della maiolica invetriata
    Il restauro della porcellana
    Il consolidamento della ceramica monumentale
    Il restauro della ceramica moderna
    Il disegno degli oggetti ceramici mediante il p.c.
    Tecniche di trasporto e imballaggio dei materiali ceramici
    Visita del museo archeologico di Tarquinia
    Visita del Museo della Ceramica di Civitacastellana
    Varie ed eventuali suggerite dagli allievi

    Roma 30 settembre 2004

  • “Il Restauro visto da vicino”.
    Un Convegno ed una Ricerca della Fillea di Roma e Lazio.

    Il 18 e 19 giugno p.v. si terranno a Roma, all’Università La Sapienza, un Convegno ed un Seminario organizzati dalla Fillea Cgil di Roma e Lazio, dal titolo “Il Restauro visto da Vicino”.
    Nel corso del convegno verranno presentati i dati di una Ricerca della Fillea di Roma e Lazio sul settore, si discuterà inoltre di cifre, problemi e proposte sul mestiere di chi conserva l’arte. Il seminario tratterà metodologie di lavoro nel restauro per l’acquisizione di strumenti formativi su sicurezza, prevenzione e rispetto ambientale.
    Per le tematiche trattate l’iniziativa è stata sponsorizzata anche dalla European Agency for Safety and Health at Work e compresa nella Settimana Europea per la Sicurezza.

    Roma 4 giugno 2004

    scarica la brochure

  • Alle RESTAURATRICI e ai RESTAURATORI
    sapete che….
    – E’ stata ottenuta con l’ultimo accordo provinciale l’integrazione al 100% dello stipendio per le lavoratrici in maternità iscritte in Cassa Edile.

    – In occasione del rinnovo del contratto dell’edilizia torna la discussione sulla definizione delle figure professionali del restauro.
    Attraverso la tua partecipazione alle nostre iniziative puoi contribuire al miglioramento.

    – La Fillea CGIL con l’Università la Sapienza di Roma sta portando avanti una ricerca conoscitiva sui problemi del restauro e sulla sicurezza e prevenzione.
    Contribuisci anche tu a questa indagine compilando il questionario che la Fillea CGIL ti fornisce presso la propria sede, nei cantieri e.sul sito internet.

    – La Fillea CGIL è a disposizione tutti i martedì dalle 16,00 alle 19,00 con lo SPORTELLO RESTAURO, per le seguenti consulenze:

    formazione
    certificazioni e qualifica professionale
    sicurezza e prevenzione
    previdenza e previdenza complementare
    consulenze fiscali
    ufficio vertenze e legali
    indagini conoscitive sul settore restauro
    informazioni sui cantieri in partenza

    Roma 13/02/2004


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