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Sicurezza


Infortuni in edilizia

Riportiamo l'intervista rilascia dal segretario della Fillea CGIL di Roma e Lazio Sandro Grugnetti, pubblicata martedì 16 gennaio 2007 sul Corriere della Sera.

Leggi l'intervista

Roma 16 gennaio 2007


Infortuni nel posto di lavoro
Sandro G
rugnetti Fillea CGIL Roma e Lazio: "bene la proposta di Veltroni
per un tavolo sulla sicurezza".

La Fillea cgil di Roma e Lazio accoglie con grande soddisfazione l’intenzione del sindaco di Roma Walter Veltroni di attivare al più presto un tavolo di confronto tra istituzioni, imprese e sindacati per discutere delle misure da adottare per sconfiggere la piaga delle morti bianche .
Nell’edilizia di Roma e del Lazio – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio Sandro Grugnetti – il fenomeno degli infortuni nei cantieri sta assumendo contorni molto preoccupanti. Quest’anno – aggiunge Grugnetti – sono morti 22 lavoratori. Praticamente uno ogni quindici giorni . Il tavolo proposto da Veltroni deve essere un’occasione per mettere insieme le sinergie e le competenze delle istituzioni - ricorda Grugnetti – ma servono misure nuove, nuove soluzioni , una nuova cultura della prevenzione per arginare questo triste fenomeno.

Roma 16 novembre 2006


Morti bianche in edilizia:
Non bastano più le parole e non sono sufficienti gli impegni presi.

Non facciamo in tempo a denunciare l’infortunio mortale di un lavoratore edile che subito dopo dobbiamo denunciarne un altro. Siamo angosciati da un fenomeno, sottolinea il segretario generale della Fillea CGIL Roma e Lazio Sandro Grugnetti, contro il quale non bastano più le parole, non sono sufficienti gli impegni presi. La morte dell’operaio edile di 54 anni, avvenuta oggi a Torvajanica, è la ventesima in dieci mesi, e mette la capitale ai primi posti nella triste classifica degli infortuni mortali in edilizia. La Fillea CGIL di Roma e Lazio ha deciso la mobilitazione di tutti i lavoratori edili nei cantieri di Roma e del lazio.

Roma 23 ottobre 2006


Un’altra vittima nei cantieri edili – Sono 18 nel 2006
Sandro Grugnetti, Fillea Cgil di Roma e Lazio : "è come lavorare ogni giorno su un campo minato"

Dopo quella di lunedì scorso oggi un’altra vittima nei cantieri edili romani. Ormai lo stillicidio è quotidiano. La morte di Pietro Osnelli edile di 59 anni, causata dal ribaltamento del camion mentre scaricava ghiaia e sabbia in una cava a Ponte Galeria, dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che siamo come in guerra. Una guerra che i lavoratori non hanno dichiarato a nessuno e che invece porta già a 18 le vittime nel 2006.
“E’ come se i nostri lavoratori edili – sostiene il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti – lavorassero ogni giorno camminando su un campo minato.
“La Fillea Cgil di Roma e Lazio – sostiene Grugnetti – chiede che in caso di recidiva le ditte coinvolte siano escluse dalle gare di appalto pubbliche. Gli enti locali devono svolgere un ruolo nel campo della sicurezza – avverte Grugnetti - non si può più delegare agli organismi tecnici. Servono normative serie – conclude Grugnetti – che costringano le imprese ad un maggior rispetto della sicurezza.

Roma 6 settembre 2006


A Roma ennesimo incidente mortale in edilizia: il 2006 registra record negativi
Fillea Cgil Roma e Lazio: faremo un Libro Bianco sulle imprese che non rispettano le norme di sicurezza
.

La morte di un giovane edile di Aprilia, Marco Bortolomeotti di 37 anni
causata dal ribaltamento della betoniera carica di cemento a Roma nel quartiere di Tor de Cenci è l’ennesima tragedia che si compie nei cantieri del Lazio nel 2006. Sono ormai 17 gli edili rimasti vittima di un infortunio mortale quest’anno e molti sono giovani. Da sottolineare che lo scorso anno gli infortuni mortali totali sono stati complessivamente 20, tre in piu’ rispetto al 2006, ma siamo solo a settembre e con la ripresa delle attività nei cantieri c’è da aspettarsi una ripresa del triste fenomeno delle morti bianche.
“Nei cantieri del Lazio e della Capitale – sostiene il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio Sandro Grugnetti – le norme di prevenzione sugli infortuni spesso non vengono rispettate. Molte imprese edili preferiscono rischiare la vita dei loro dipendenti, piuttosto che investire in sicurezza.
Il sindacato degli edili romani – aggiunge Grugnetti - sta preparando un “Libro Bianco” , che verrà pubblicato prossimamente nel quale annotiamo e denunciamo pubblicamente tutte quelle imprese che non rispettano le norme di sicurezza.
Quello delle morti bianche in edilizia – conclude Grugnetti - è un tributo troppo alto per i lavoratori e un prezzo troppo oneroso per il nostro settore che va addebitato a quei datori di lavoro, purtroppo sempre più numerosi, che per risparmiare sulla sicurezza mettono a rischio la vita dei loro lavoratori.”

Roma 5 settembre 2006


Ennesima morte a Roma di un lavoratore edile

Ancora un incidente mortale sul lavoro. Un operaio italiano di 56 anni e' morto mentre stava lavorando in un cantiere edile in via Saronno, nella zona di Prima Porta. Il lavoratore e' caduto dal primo piano di un palazzo in costruzione dove stava effettuando delle saldature.

Roma 4 agosto 2006


Incidente sul lavoro a Terracina: 2 operai morti folgorati
La Fillea Cgil di Roma e Lazio :”Pronti alla mobilitazione”
Sandro Grugnetti : “Basta con i bollettini di guerra in edilizia!”
La tragedia di oggi a Terracina, dove hanno perso la vita un giovane edile romeno di 16 anni ed il titolare della ditta di ristrutturazioni, mette in evidenza una situazione ormai insostenibile per il nostro settore. Quest’anno ci sono stati già 15 morti nei cantieri edili di Roma e del Lazio: 3 solo negli ultimi due giorni. Un record tristemente negativo rispetto al 2005 quando gli infortuni sul lavoro erano stati 12 nello stesso periodo e rispetto al 2004 quando erano state 11 le vittime in tutto l’anno.
La Fillea CGIL di Roma e Lazio, sottolinea il segretario generale Sandro Grugnetti, è pronta a mobilitarsi e dice basta a questo stillicidio. Quello degli infortuni sul lavoro in edilizia è un vero e proprio bollettino di guerra.
La Fillea CGIL di Roma e Lazio, aggiunge Grugnetti, si adopererà con tutte le proprie forze per arginare queste tragedie; è un prezzo troppo alto per il settore che non possiamo e non vogliamo pagare.

Roma 20 luglio 2006


Continua la strage nei cantieri del Lazio
Sandro Grugnetti, Fillea Cgil di Roma e Lazio: "ancora una morte annunciata"

“Continua la strage nei cantieri del Lazio. E’ di un’ora fa la notizia dell’infortunio mortale avvenuto in un cantiere di Via Anagnina, dove un lavoratore edile di 50 anni dipendente della ditta Sorac SRL, è precipitato nella tromba dell’ascensore di una palazzina in costruzione, dall’altezza del quarto piano. Non c’è stato nulla da fare, l’operaio è morto sul colpo.”
E’ quanto afferma Sandro Grugnetti, segretario generale della Fillea – Cgil Roma e Lazio, che aggiunge “siamo alla tredicesima vittima dall’inizio dell’anno nel settore edile della nostra regione. E si tratta ancora una volta di una morte annunciata per assenza di rispetto delle norme in materia di sicurezza. Quanto ancora dovremo aspettare per vedere la politica fare il suo mestiere, cioè imporre il rispetto delle leggi e delle normative in materia di sicurezza sul lavoro, estendere i controlli e punire – conclude Grugnetti - in modo esemplare quelle ditte che continuano a mettere a rischio la vita umana in nome del profitto?”

Roma 18 luglio 2006


Non bastano più le assurde morti dei lavoratori delle costruzioni, a questo dobbiamo aggiungere le “morti nascoste” all’opinione pubblica e agli organismi di controllo.

Giugno 2006 sarà ricordato come il mese nero delle morti bianche nel settore delle costruzioni. A tutte le vittime nei cantieri, dobbiamo aggiungere la morte di un operaio di 29 anni, Morini Luigi di Colleferro, morto presso una cava per l’escavazione del basalto in Località Laghetto, nel comune di Montecompatri (Rm), il giorno 24\06\2006, alle prime ore dell’alba.
La cava è denominata “Valle Romanella” del gruppo “SCHINA” in Via dell’Acquedotto Felice.

“Non bastano più le assurde morti dei lavoratori delle costruzioni, a questo dobbiamo aggiungere le “morti nascoste” all’opinione pubblica e agli organismi di controllo.
Della morte di questo lavoratore, avvenuta Sabato scorso, nessuno né ha saputo nulla, compreso il servizio della Asl Rm H, sino a questa mattina.
Vogliamo protestare per il mancato coordinamento tra la polizia mineraria, la polizia giudiziaria intervenuta e il servizio ispettivo della ASL Rm H.
La Regione Lazio deve assolutamente intervenire, favorendo un tavolo di coordinamento sulla sicurezza nei Luoghi di lavoro,e in particolare in quelli delle costruzioni, che sia agile e che dia risultati tangibili immediatamente..
E’ necessario che, la Regione Lazio intervenga prontamente, dotando di mezzi e uomini tutti gli organi ispettivi deputati al controllo del rispetto delle norme per la tutela dei lavoratori.
Dell’infortunio specifico al momento abbiamo pochissime informazioni, sappiamo però, che la cava coinvolta ha sempre avuto delle difficoltà, sia nel rispetto delle norme sulla coltivazione della cava stessa, che nell’applicazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori. La polizia mineraria, competente in materia, cosa ha fatto sino ad ora?
La FILLEA CGIL Comprensoriale, si attiverà a tutti i livelli per fare chiarezza sui fatti e non esclude la possibilità di costituirsi parte civile, perché vogliamo che chi ha eventuali responsabilità nell’infortunio, risponda nelle sedi opportune e per verificare che lo “strano silenzio” sull’incidente mortale, non sia figlio di eventuali omertose connivenze.”

Queste sono le dichiarazioni del Segretario Generale della FILLEA CGIL del Comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco, il Sig Marco Carletti.

Roma 30 giugno 2006


Ennesima morte oggi a Frosinone di un lavoratore edile
Fillea Cgil di Roma e Lazio:
basta con i cantieri della vergogna!
Sandro Grugnetti:
il Lazio, la regione che si avvia a battere un triste primato in Italia

Con la morte dell’operaio edile Angelo Boccadamo di 45 anni oggi a Frosinone siamo arrivati a dieci infortuni mortali nel settore dell’edilizia del Lazio nel 2006.
“Il Lazio risulta una delle regioni più colpite dal fenomeno degli infortuni nel settore – sottolinea il Segretario Generale Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti. Neanche di fronte alla denuncia del Presidente della Repubblica Napolitano – continua il Segretario della Fillea Cgil di Roma e Lazio - si interrompe questo stillicidio. Cosa dobbiamo fare? Come possiamo bloccare questi cantieri della vergogna?
Non ci vengano a dire che si tratta di fatalità. La cosiddetta “fatalità” non esiste: ogni infortunio, soprattutto se grave, è sempre determinato da più cause, singolarmente prevedibili. La sicurezza – aggiunge Grugnetti - comincia dall’organizzazione del lavoro e dalla qualità della stessa impresa, fattori che sembrano sempre più estranei a molte imprese.
Insieme ai morti, come nel caso di Frosinone, si accompagnano infortuni gravi che spesso lasciano le persone invalide. Non si può continuare a lavorare così – continua Grugnetti. Spesso le responsabilità non vengono accertate e si rimane senza un futuro, senza giustizia e senza adeguati risarcimenti”.

Roma 27 giugno 2006


Ennesima vittima oggi a Roma di un lavoratore edile in un cantiere della Roma Fiumicino.
Sandro Grugnetti: chi paga ora per la morte del giovane edile?

La morte di edile di 24 anni Carlo Merola, rimasto vittima di un infortunio mortale in un cantiere della Roma - Fiumicino obbliga le imprese edili ad una riflessione rigorosa: che prezzo debbono pagare i lavoratori edili per lavorare? Perché le imprese non mettono in sicurezza i lavori e i lavoratori? Perché tanta sordità e negligenza?
“L’edilizia paga un tributo troppo alto. Nel 2006 si sono registrati già 8 incidenti mortali nel Lazio di cui 5 a Roma – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti. E’ un vero e proprio stillicidio – aggiunge Grugnetti – nonostante il sindacato abbia più volte sensibilizzato del problema le imprese e le istituzioni. Il sindacato degli edili della Cgil di Roma e Lazio farà di tutto, utilizzando gli strumenti in suo possesso – aggiunge Grugnetti - per arginare il fenomeno degli infortuni mortali in edilizia a Roma e nel Lazio che lo scorso anno ha registrato la perdita di 20 vite umane, molte delle quali hanno lasciato le loro famiglie senza un sostegno economico su cui contare.
La Fillea Cgil di Roma e Lazio denuncia anche il continuo ricorso al subappalto in edilizia. L’impresa SIF dove lavorava la giovane vittima aveva ottenuto il subappalto dalla società Tonini per la realizzazione di opere specialistiche (la messa in opera di pali per costruzioni). Soprattutto nella realizzazione delle opere pubbliche, le grandi società – sottolinea Grugnetti - una volta acquisiti grandi lavori, impegnano direttamente una quantità di lavoratori che si possono contare sulle dita di una mano. Il resto è formato da una catena di sub appalti, fuori dai limiti del normale e da ogni pur ragionevole comprensione dell’uso proprio di tale strumento”.

Roma 20 giugno 2006


“Basta con i morti nei cantieri del Lazio!”

Dall’inizio del 2006 sono già otto le vittime di incidenti sul lavoro nel Lazio, un numero troppo elevato nonostante la questione sia stata ripetutamente sottoposta all’attenzione delle istituzioni competenti.
È di oggi pomeriggio la notizia della morte di un operaio di 36 anni che ha perso la vita precipitando dall’impalcatura di un palazzo in via dell’Olmata 9, nel quartiere Esquilino a Roma.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo stava svolgendo dei lavori di ristrutturazione in un convento appartenente ad un ordine religioso, quando improvvisamente ha perso l’equilibrio. E’ morto sul colpo cadendo da un’altezza di circa otto metri.
L’incidente è avvenuto nel cortile interno dell’edificio, ma le cause sono ancora da accertare. Ancora una volta un operaio paga con la propria vita la mancanza di rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Roma 15 maggio 2006


Sicurezza: 23 cantieri sequestrati a Roma
Diffusi i risultati della campagna straordinaria di vigilanza per la sicurezza sul lavoro nei cantieri edili di Roma e provincia, messa in campo, dal primo al 15 marzo, dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma. Nel corso dei controlli sono stati ventitre' i cantieri sequestrati (il 5% del totale di quelli ispezionati), 1.142 denunciate all'autorita' giudiziaria, 11 gli extracomunitari espulsi.
''Questa e' la strada giusta'', ha commentato l'assessore regionale alla Sanita' Augusto Battaglia illustrando i dati. ''Vogliamo che le norme sulla sicurezza - ha proseguito - siano garantite non solo nei cantieri delle grandi opere ma anche in quelli piu' piccoli. Saremo rigorosi e non tollereremo violazioni alla normativa vigente''.
In due settimane di lavoro sono stati impegnati 102 operatori che hanno costituito 51 squadre di ispezione. Sono stati effettuati 643 sopralluoghi e visitati 569 cantieri, nei
quali erano complessivamente presenti circa 3.600 lavoratori.
''Da un lato - ha continuato a spiegare Battaglia - sono state impegnate risorse finanziarie per interventi sulla sicurezza; dall'altra e' stato riattivato il confronto e la collaborazione con gli altri organi della pubblica amministrazione ricostituendo il comitato regionale di coordinamento. Inoltre tutte le parti sociali sono state coinvolte per definire programmi, obiettivi e priorita' degli interventi nel loro complesso''.
La sanzione piu' ricorrente (intorno al 35%) ha riguardato il pericolo di caduta dall'alto, seguono l'insabbiamento e la mancata protezione di macchinari in movimento. Inoltre risulta che il 25% dei verbali sono stati contestati a committenti e coordinatori, ossia ai soggetti responsabili dell'organizzazione della sicurezza nel cantiere.

Roma 22 marzo 2006


Continua la strage quotidiana nei cantieri della Capitale
Un morto e due feriti in poche ore. Sono quattro le vittime dall’inizio dell’anno.

Un giovane operaio rumeno ha perso la vita in cantiere ad Ostia, travolto dal braccio di una pompa che si è ribaltato, altri due a Tivoli sono rimasti gravemente feriti mentre trasferivano delle lastre di marmo in un laboratorio, tutto in poche ore. Continua la strage quotidiana nei cantieri di Roma, che ormai dallo scorso anno è diventata la Capitale delle morti bianche.
Dall’inizio dell’anno sono quattro le vittime di infortuni sul lavoro nel Lazio e tre a Roma; a febbraio del 2005 la Fillea Cgil aveva registrato solo un infortunio mortale.
“Roma cresce, crescono le imprese edili e il fatturato, cresce il numero dei progetti e dei lavori appaltati, di pari passo raddoppiano, triplicano le vittime di questa crescita, alla quale dovrebbe seguire una crescita della qualità del lavoro. – E’ quanto afferma in una nota Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil.
“Abbiamo finito le parole e non abbiamo più voce per denunciare questo stillicidio quotidiano - continua il Segretario Generale - , le istituzioni continuano a rispondere che mancano i fondi da spendere per la sicurezza, ma la vita dei nostri operai non può dipendere dalla non volontà di tutti di assumersi responsabilità e competenze.
Una Capitale che possa dirsi tale – conclude Grugnetti - non può permettersi di dimenticare le condizioni di lavoro di chi ogni giorno esce da casa e non sa se la sera tornerà dalla sua famiglia. La qualità di una città si misura soprattutto sulla sicurezza di chi ci vive e lavora.”
“Lo sciopero generale del settore delle costruzioni, che si terrà il 14 marzo prossimo – conclude Grugnetti – sarà a Roma uno sciopero per il contratto, ma soprattutto uno sciopero per difendere con forza la salvaguardia della vita dei lavoratori.

Roma 22 febbraio 2006


Tre morti nei cantieri edili in un mese: sono cifre da guerra!!
La Fillea Cgil di Roma e Lazio non darà più tregua a nessuno
Dichiarazione del Segretario Generale, Sandro Grugnetti

Tre morti in un mese nei cantieri edili del Lazio: dove vogliamo arrivare? Sono cifre da guerra queste, non riconducibili a quella che dovrebbe essere una normale attività di lavoro dentro un cantiere.
“La Fillea Cgil di Roma e Lazio non può accettare questa situazione – sottolinea il Segretario Generale Sandro Grugnetti – commentando l’ennesimo incidente sul lavoro che si è verificato oggi a Roma in Via Barberini e in cui ha perso la vita un lavoratore di soli 29 anni. Dove sono finiti i nostri appelli? Perché chi deve assumersi delle responsabilità ancora non lo fa?
La Fillea neanche qualche settimana fa – continua Grugnetti - aveva chiesto un intervento risolutivo da parte delle istituzioni di intervenire subito per fermare questo stillicidio. Prima tra tutte – avverte Grugnetti – deve intervenire la Regione Lazio, che ha nei suoi compiti istituzionali, quello importante di tutelare e salvaguardare la salute dei lavoratori, e di prevenire con adeguate misure i possibili infortuni sul lavoro”.
Basta con le morti nei cantieri. Sono stati 20 gli infortuni mortali nel 2005 contro gli 11 del 2004.. La battaglia per un lavoro più sicuro sarà da oggi maggiormente rafforzata. La Fillea Cgil di Roma e Lazio non darà più tregua a nessuno: né alle istituzioni, né alle associazioni delle imprese, né agli enti preposti per la sicurezza nei cantieri. Vogliamo i fatti non più le promesse. Il sindacato degli edili ha deciso di incrementare la campagna sulla sicurezza per salvaguardare il diritto alla vita dei lavoratori edili.

Roma 31 gennaio 2006


La Fillea Cgil di Roma e Lazio: lotta ai cantieri edili illegali
Nel 2005 aumentati vertiginosamente gli infortuni mortali e il lavoro nero
Serve un intervento immediato della Regione Lazio.

Nella Capitale sono quasi 8.000 le imprese edili attive e oltre 41.000 i lavoratori regolari iscritti alla Cassa Edile. I lavoratori irregolari sono almeno 40 mila. La stragrande maggioranza di chi lavora in nero è straniero. Tra gli immigrati edili si conta una presenza massiccia di romeni e albanesi..
E’ quanto è emerso nel III Congresso della Fillea Cgil di Roma e Lazio che si è aperto oggi a Roma presso Hotel Holiday Inn - Parco dei Medici. Il Congresso si chiuderà domani.
Il settore delle costruzioni della Capitale - afferma il Segretario Generale della Fillea di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti - anche quest’anno ha avuto una funzione anticongiunturale, registrando, rispetto ad altri comparti dell’economia romana, una crescita.
Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) un vero e proprio certificato di trasparenza contributiva e previdenziale che attesta la regolarità di un’impresa edile per quanto concerne gli adempimenti nei confronti della Cassa Edile, dell’Inps e dell’Inail. è già entrato in funzione nel Lazio.
“E’ un grande risultato voluto fortemente dal sindacato ma – afferma Grugnetti - è tutt’altro che acquisito, se non verrà raggiunto obiettivo di legare il DURC alla congruità.
Le imprese edili – rileva la Fillea Cgil di Roma e Lazio - negli ultimi cinque anni, solo nella Capitale, sono aumentate di oltre 2.000 unità passando dalle 5.623 nel 2000 alle 7.660 di quest’anno. I lavoratori denunciati in questo intervallo di tempo sono passati da 32.726 a 41.725 (+28%). Più di un lavoratore edile su tre è straniero. La presenza più significante di stranieri riguarda i rumeni (più di 8.000 quelli regolari solo a Roma). al secondo posto gli albanesi seguiti dai polacchi dagli ex Urss e dagli ex jugoslavi.
Molti gli stranieri che lavorano in nero: la maggior parte di loro non ha nemmeno il permesso di soggiorno. “Lo sfruttamento degli immigrati in edilizia – aggiunge Grugnetti - è quasi totale. Un immigrato lavora per 20-30 euro al giorno. E se si infortuna sul lavoro deve dire che si è fatto male cadendo a casa o per strada. Se non lo fa è minacciato e a volte pestato. E quando non ce la fa più è buttato fuori dal sistema”.
Spesso sono proprio loro le prime vittime degli incidenti mortali nei cantieri.
Nel 2005 – rileva la Fillea cgil – si è toccato il massimo storico con 20 incidenti mortali. Quest’anno dopo appena 20 giorni si contano già due vittime.
La Fillea chiede alle istituzioni di intervenire subito per fermare questo stillicidio.
“Prima tra tutte – avverte Grugnetti – deve intervenire la Regione Lazio, che ha nei suoi compiti istituzionali, quello importante di tutelare e salvaguardare la salute dei lavoratori, e di prevenire con adeguate misure i possibili infortuni sul lavoro.
La Fillea Cgil di Roma e Lazio denuncia anche il continuo ricorso al subappalto. Nella realizzazione delle opere pubbliche le grandi società – sottolinea Grugnetti - una volta acquisiti grandi lavori, impegnano direttamente una quantità di lavoratori che si possono contare sulle dita di una mano. Il resto è formato da una catena di sub appalti, fuori dai limiti del normale e da ogni pur ragionevole comprensione dell’uso proprio di tale strumento. Un esempio? I lavori per l’allargamento della terza corsia del G.R.A. per 15 Km di strada da realizzare sono stati utilizzati più di 150 sub appalti.

Roma 19 gennaio 2006


venti morti nei cantieri edili 2005
Sandro Grugnetti Fillea Cgil Roma : "Basta con questo stillicidio"

“L’incidente mortale che si è verificato oggi presso un cantiere di scavi archeologici in Via Casal Boccone al Nomentano rileva ancora una volta che purtroppo avevamo ragione. Da anni chiediamo misure energiche contro gli infortuni, ma il nostro grido di allarme rimane senza risposta. . E’ quanto afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti “Se non si mette fine a questo stillicidio di morti nei cantieri edili e non si interviene in modo radicale – continua Grugnetti - le vittime nei cantieri aumenteranno ogni giorno di più Troppi cantieri edili di Roma e Lazio non sono messi in sicurezza. Nel 2005 sono stati ben 20 i morti nei cantieri edili. Un record a cui – continua Grugnetti – vorremmo fare proprio a meno.

Dichiarazioni di Sandro Grugnetti Segretario della Fillea Cgil di Roma e Lazio :
"Occorre un'unica cabina di regia che coordini tutte le ispezioni. Serve una consulta regionale con associazioni, imprese e sindacati per monitorare il territorio in modo che ognuno si prenda le proprie responsabilità ed infine bisogna fermare il fenomeno del sub-appalto."

Roma 11 gennaio 2006


Fillea Cgil di Roma e Lazio: “Roma Capitale delle morti bianche.
Le imprese italiane favoriscono la nascita di imprese straniere”

Ancora un infortunio mortale nei cantieri di Roma. Con quella di oggi, in cui ha perso la vita nel quartiere di Centocelle un operaio egiziano, sono salite a 16 le morti bianche nei cantieri della Capitale e a 20 nel Lazio, un triste primato tra le province italiane.
“A Roma – commenta in una nota Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio - la nascita di imprese edili con titolari stranieri è favorita dalle imprese italiane che le utilizzano a costi bassissimi, facendo venir meno tutte le garanzie e le regole, specie quelle riguardanti la sicurezza sul lavoro”.
“La piaga degli infortuni sul lavoro non si sconfigge soltanto con le denunce, ma isolando dal mercato le imprese che speculano sui costi del lavoro e della sicurezza. Chiediamo una ferma presa di responsabilità di tutti gli imprenditori, che per primi devono impegnarsi in questa battaglia.
Più importante delle opere da consegnare in tempo e del dovuto guadagno – conclude Grugnetti - è la sicurezza e la vita di chi quelle opere le realizza, il capitale umano, senza il quale crollerebbe l’intero settore delle costruzioni”.

Roma 19 dicembre 2005


Commissione d’inchiesta del Senato.
Audizione dei sindacati delle costruzioni di Roma su TAV.
I lavori della TAV e della Metro B e C nella capitale.

I lavori della Tratta ferroviaria Alta Velocità, che a Roma e nel Lazio prevede un più veloce collegamento con la città di Napoli, stanno per essere ultimati e l’entrata in vigore della linea è prevista per i primi mesi del 2006. Resta da concludere solo il rifacimento della Stazione Tiburtina.
Dall’inizio di quest’opera il tributo di infortuni sul lavoro pagato da operai edili è stato alto;
5 morti e molti infortuni con invalidità e postumi permanenti.
Oggi la nostra attenzione si concentra sui lavori della Metropolitana B e C; la linea B è già iniziata e per quanto riguarda la linea C, sono iniziate le procedure per la gara d’appalto per il Contraente Generale.
E’ dei giorni scorsi la notizia che la Capitale è la prima città italiana per capacità di investimenti in opere pubbliche; 193 gare d’appalto con un aumento del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In pochi giorni anche il numero degli infortuni mortali nel settore delle costruzioni è aumentato vertiginosamente; le morti bianche a Roma sono arrivate a 14, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 100%, nel Lazio sono 18.
Nei prossimi mesi il lavoro per il nostro settore aumenterà notevolmente, chiediamo che le istituzioni e le imprese si facciano presto carico di affrontare il
“dramma sicurezza” con la dovuta responsabilità; la Regione riapra immediatamente la discussione riguardo i punti del coordinamento ex art 27/ 626 e commissione consultiva con tutti i soggetti interessati al tema, senza deroghe e senza accettare che la Capitale d’Italia sia anche la Capitale delle morti bianche.
Il grande problema per il settore delle costruzioni a Roma e nel Lazio è la selvaggia proliferazione dei subappalti; se nella tratta di 15 Km della terza corsia de G.R.A ci sono 140 imprese che lavorano in subappalto, quante ne conteremo in 35 Km di metropolitana?
Se nei lavori del Grande Raccordo Anulare abbiamo contato già 3 infortuni mortali, quanto è alto il rischio per i lavoratori che saranno impegnati nella realizzazione delle linee metropolitane?
Lo scorso anno il Lazio era quarto nella triste classifica degli infortuni mortali nei cantieri italiani, ad oggi il numero delle morti bianche nella Capitale è già raddoppiato, cosa accadrà nei prossimi mesi?

Il problema della sicurezza nei cantieri è per la nostra città un’emergenza con la quale quotidianamente il sindacato si deve confrontare, ma certo lo strumento dello sciopero o della mobilitazione a seguito di infortuni mortali non basta. Occorre mettere mano a controlli più serrati, ad ispezioni coordinate, che seguano una strategia mirata, al fine di monitorare costantemente i cantieri aperti e quelli che si apriranno. Occorre vigilare sull’uso dei subappalti a catena per evitare, anche negli appalti pubblici, di perdere il controllo o non conoscere le imprese che effettivamente stanno realizzando i lavori.
Gli infortuni sul lavoro non sono tragiche fatalità, incidenti. La “fatalità” non esiste, se non come alibi per non coinvolgere le coscienze e non trovare precise responsabilità, poiché ogni infortunio è sempre determinato da più cause, singolarmente prevedibili. La sicurezza comincia dall’organizzazione del lavoro e dalla qualità della stessa impresa, mentre, da diversi anni, un falso concetto di “modernità” e di “efficienza” economica sta provocando uno scadimento qualitativo delle nostre maggiori imprese, sempre più sganciate dall’attività produttiva vera e propria. E’ una efficienza senza innovazione, senza formazione ne’ valorizzazione del capitale umano, che fa crescere fatturati e utili a fronte di una caduta verticale dell’occupazione, e dell’ affidamento a terzi della realizzazione delle opere, sicurezza compresa. L’appaltatore tende sempre di più a somigliare ad un sub-committente, mentre per il committente si complica il suo ruolo di controllore, tra la miriade di imprese che contemporaneamente operano e interferiscono nei cantieri.
Tornando alla pratica di lavoro attuata nei lavori del G.R.A., su otto imprese aggiudicatrici degli appalti, tranne tre sole eccezioni (per le quali andrebbero fatte osservazioni non oggetto di questa nota), la maggioranza di queste, almeno fino ad oggi, impegna sul cantiere un numero esiguo di operai (anche due sole unità) a fronte di cinquanta-ottanta operai presenti su ciascun lotto. E’ più che evidente che chi ha vinto le gare di appalto, di fatto, non esegue l’opera e, col tempo, se questa situazione risulterà redditizia, sarà sempre meno una impresa edile e sempre più una scatola vuota.
Per spiegare quanto sopra, a parte gli interrogativi che possono permanere, non è sufficiente chiamare in causa i sub-appalti, comunque regolamentati e controllati, ma occorre tener presente che esistono altri sub-contratti, quali la “fornitura” e i “nolo”, non soggetti all’autorizzazione della stazione appaltante (se volessimo estendere di più il discorso, ma non si tratta del nostro caso, potremmo aggiungere che non sono sottoposti neppure all’obbligo della certificazione antimafia), i cui passaggi sono resi possibili da margini ricavati probabilmente anche comprimendo i costi della sicurezza, gli unici non assoggettati al ribasso fin dall’origine.
In questa situazione il Committente, che deve controllare la qualità dell’opera e contemporaneamente garantire la sicurezza dei lavoratori deve prendere atto delle mutate condizioni, cioè del fatto che il suo naturale interlocutore, l’appaltatore, si sta progressivamente deprofessionalizzando, essendo meno impegnato nella esecuzione dei lavori e, di conseguenza, anche oggettivamente meno affidabile nell’assolvere direttamente gli impegni assunti sulla sicurezza dei lavoratori, soprattutto se ne ha ceduto a terzi le risorse.
In questa battaglia per una crescita qualitativa del settore e contro gli infortuni sul lavoro, occorre coinvolgere ed impegnare tutti: istituzioni, forze sociali, imprese. Il comparto delle costruzioni è sempre vissuto in un contesto privo e disgiunto da interlocutori politici e istituzionali che potessero promuovere e gestire provvedimenti normativi finalizzati alla ristrutturazione, riconversione e innovazione tecnologica degli apparati produttivi e delle modalità lavorative. A tal fine ci sembra utile allegare a queste nostre considerazioni la proposta di Articolato normativo presentato dai sindacati delle costruzioni al Parlamento e agli operatori del settore.

Roma 7 novembre 2005


Infortuni lavoro. Fillea Cgil:
“Roma Capitale di investimenti in opere pubbliche, Capitale di morti bianche".

E’ di questi giorni la notizia che la Capitale è la prima città italiana per capacità di investimenti in opere pubbliche; 193 gare d’appalto con un aumento del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In pochi giorni anche il numero degli infortuni mortali nel settore delle costruzioni è aumentato vertiginosamente; con l’infortunio in cui oggi ha perso la vita un operaio romeno di 27 anni a Pomezia, le morti bianche a Roma sono arrivate a 14, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 100%, nel Lazio sono 18.
“ Ormai le vittime del lavoro nei nostri cantieri non fanno più notizia – afferma in una nota Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio -, registriamo anche da parte dei lavoratori un preoccupante assuefazione al rischio di infortuni. Rischiare la vita fa parte del lavoro, è messo in conto quando si esce da casa la mattina”.
“ Nei prossimi mesi – conclude Grugnetti - il lavoro per il nostro settore aumenterà notevolmente, chiediamo che le istituzioni e le imprese si facciano carico di affrontare il
“dramma sicurezza” con la dovuta responsabilità; la Regione riapra immediatamente la discussione riguardo i punti del coordinamento ex art 27/ 626 e commissione consultiva con tutti i soggetti interessati al tema, senza deroghe e senza accettare che la Capitale d’Italia sia anche la Capitale delle morti bianche”.

Roma 3 novembre 2005


A Rieti un Convegno su “La Sicurezza sul lavoro non è un gioco”
La Fillea Cgil di Rieti con la Fillea Cgil di Roma e Lazio hanno organizzato il 12 ottobre 2005, presso l’Hotel Quattro Stagioni, Piazza C.Battisti 14, un Convegno sul tema “ La sicurezza sul lavoro non è un gioco ”.
Nel corso dell’iniziativa che si propone di affrontare il problema della sicurezza nel settore delle costruzioni, verrà proiettato il DVD “Sicurezza in gioco”, realizzato dall’Inail per la Fillea Cgil di Roma e Lazio.
L’ideatore e l’illustratore del DVD presenteranno il gioco ai presenti e agli alunni dell’Istituto Geometri di Rieti.
Presiederà Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea di Roma e Lazio, introdurrà Dante Palluzzi, Segretario Generale della Fillea di Rieti, interverranno il Direttore dell’Inail della Provincia di Rieti, Tommaso De Nicola; il Presidente dell’Urcel, Claudio Sette; l’Assessore al Lavoro Regionale Lazio, Alessandra Ribaldi; il Presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli; il Sindaco di Rieti, Giuseppe Emili e il Segretario Generale Silp-Cgil di Rieti, Cosmo Bianchini.
Concluderà i lavori del convegno il Segretario Generale della Fillea Cgil, Franco Martini.

RELAZIONE INTRODUTTIVA
DEL SEGRETARIO GENERALE FILLEA CGIL RIETI

DANTE PALLUZZI

26/09/05 - Napoli
CIRO LEONARDO – 17 anni - è morto cadendo dal 7° piano di un edificio dove stava lavorando
28/09/05 - Pisa
COSTANTIN FLORENTIN – 24 anni – operaio rumeno , è morto per le ferite riportate in un infortunio sul lavoro.
29/09/05 - Nuoro
GIOVANNI MARIA MULA –operaio di 20 anni ha perso la vita tra le porte accatastate in un laboratorio di falegnameria
29/09/05 - Campobasso
ANTONIO BALDASSARRE – 43 anni di Termoli è morto cadendo dal tetto della fornace dove stava effettuando delle riparazioni.
29/09/05 - Fiano Romano (RM)
ADRIANO TIRSU – rumeno 46 anni fulminato da una scarica elettrica mentre utilizzava un martello pneumatico.
04/10/05 - Enna
GIUSEPPE SALMERI – operaio di 54 anni ha perso la vita mentre stava lavorando alla saldatura di alcuni tubi.
06/10/05 - Massa Carrara
Un Operaio moldavo di 48 anni C.N. è morto precipitando dallo stabile che stava ristrutturando.
06/10/05 - Reggio Calabria
Un operaio edile di 20 anni è morto cadendo dall’impalcatura di 6 metri.
09/10/05 - Poggio Mirteto (RI)
Un operaio di 54 anni è caduto dal tetto, stava sistemando le tegole posto, versa in gravissime condizioni è ricoverato al Gemelli di Roma.

INFORTUNI MORTALI NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

2003: 215 - stranieri: 32
2004: 231   più 7,4% - stranieri: 38  più 18%
primi nove mesi 2005: 152 :

Gennaio 15

Febbraio 8

Marzo 19

Aprile 17

Maggio 15

Giugno 18

Luglio 24

Agosto 13

Settembre 19

1° settimana Ottobre 4


Nel Lazio
2003 : 16
2004 : 11
Settembre 2005 : 16 di cui 12 nella sola capitale – 3 a Latina - 1 a Frosinone

INFORTUNI COMPLESSI DECUNCIATI ALL’INAIL IN ITALIA

2003 – 977,310
2004 - 966,568 MENO 1,1 %
MORTALI : 2003 - 1430
MORTALI : 2004 - 1278
DATI NON ANCORA DEFINITIVI: STIMA CIRCA 1400 tutto ciò equivale a 2500 infortuni sul lavoro al giorno 4 infortuni mortali al giorno - 100 lavoratori al giorno che rimangono invalidi permanenti. con un costo morale inalcolabile e un costo sociale stimato a 28 miliardi di euro – un dato che se si aggiunge a quello delle giornate perse, 17,7 milioni. rischia oggettivamente di mettere in difficolta’ la stessa economia del paese.

DETTI DATI VANNO PRESI CON LE MOLLE.


L'Inail infatti si basa sul lavoro ufficiale ovviamente non tiene conto del lavoro irregolare che nei cantieri arriva al 50%. , si ipotizza che il 40% di casi che sfuggono a qualsiasi tipo di statistica perche nessuno li denunciai. inoltre il 75% delle aziende impiega operai irregolarie questo significa un frequente occultamento degli incidenti.(stime del ministero della sanita).

Rieti: nr. imprese attive in edilizia iscritte in cassa edile 471,sostanzialmente come anno precedente : di cui:
nr. 386 fino a 5 dipendenti
nr.   56 da 6 a 9
nr.   25 da 10 a 19
nr.     3 da 20 a 49
nr.     1 da 50 a 99

a Rieti: denunciati all’Inail:
2003 – 2615
2004 – 2527
aprile 2005 - 755 di cui 254 = 25% in edilizia
su un totale di 1900 addetti.

Mortali – zero - sono anni che a rieti non si realizzano piu’ grandi opere pubbliche.
2527 denunciati nell’ultimo anno sono un’ infinita’ per una provincia che conta soltanto 154.000 abitanti. inoltre proprio per le cose che
dicevamo prima, nel 2005 ci sono stati 4 incidenti mortali in agricoltura, di cui si conoscono nome e cognome delle vittime, e questi decessi
non risultano da nessuna parte.

Un altro dato che testimonia l’aumento degli infortuni sul lavoro nella nostra provincia, e’il rapporto annuale della cassa edile. Detto rapporto sottolinea come nell’anno 2003 siano stati persi 800 giorni per infortunio mentre nell’anno successivo ne siano stati persi 1880: piu del doppio.
Inoltre, sempre nel rapporto della cassa edile si evince chiaramente che nell’ultimo anno l’indenizzo a causa di malattia ed infortunio e’ notevolmente aumentato, e’ passato infatti da euro 80.332,68 a euro 95.106.71 pur in presenza dello stesso numero di addetti ed ore lavorate.
I dati nei primi 9 mesi del 2005 sono certamente preoccupanti sia in termini di infortuni che di malattie professionali .

Ora se il quadro e’ questo, se la fotografia corrisponde al vero, a nostro modesto avviso la prima cosa da fare e’ superare l’abitudine all’orrore, considerando un infortunio mortale una tragica fatalita’. Questa abitudine, questa assuefazione , questo modo di concepire le cose sono state sicuramente favorite dal comportamento dei mass media e dei giornali.
Infatti, negli ultimi tempi nonostante si siano verificati incidenti in continuazione, quattro in pochi giorni- all’Ilva di Taranto, di cui uno mortale, altri feriti e morti lungo la corsia del grande raccordo anulare, sui giornali nazionali sono apparse pochissime righe, qualche flash e veloci passaggi nei telegiornali delle emittenti pubbliche e private. Ci sembra francamente un silenzio incivile.

Un comportamento questo assurdo, incomprensibile e da condannare senza mezzi terminie. Tutto cio’ dimostra chiaramente l’assuefazione alla morte e alla tragedia della societa’ in cui viviamo. Ci sembra che siano fallite quelle politiche sociali che dovevano essere in grado di mettere la tecnologia e la politica a disposizione dei ceti piu deboli, sia dal punto di vista sociale che economico. Bisogna invece ricominciare a costruire lo stato sociale, partendo dall’etica del lavoro e dalla dignita’ delle persone.

Dobbiamo, prima di tutto, pretendere fino in fondo l’applicazione ed il rispetto integrale delle norme sulla sicurezza. la caratteristica di questo nostro paese e’ la capacita’ di fare ottime leggi, salvo poi l’incapacita’ e l’impotenza al rispetto delle stesse.
Infatti pur disponendo di leggi adeguate ed all’avanguardia,rimane tra quelli piu’ industrializzati, il paese con il maggior numero di incidenti sul lavoro ed infortuni mortali.
La sicurezza non puo non cominciare dall’organizzazione del lavoro e dalla valorizzazione del capitale umano.
Abbiamo bisogno di una cultura della prevenzione che, a partire dai giovani lavoratori, investa tutti e a tutti i livelli.
Lle imprese serie e responsabili devono investire risorse in questo settore, avendo come obiettivo prioritario l’incolumita’ dei propri lavoratori. tutto cio’ indipendentemente dai controlli e dalle
ispezioni degli enti preposti .
E’ altresi’ indispensabile dichiarare guerra al lavoro nero rescindendo il contratto a quelle imprese che impiegano costantemente lavoratori irregolari, soprattutto nel settore degli appalti pubblici.
Va comunque sottolineato che le operazioni di controllo e di repressione nella nostra provincia sono da anni del tutto inadeguate ed insufficienti, anche a causa delle poche risorse a disposizione degli uffici ispettivi.
E’di alcuni mesi l’invio di una lettera aperta ai giornali e alle tv locali da parte di un numero consistente di ispettori del lavoro nella quale denunciavano la mancanza di fondi per qualsiasi forma di intervento e di controllo nei cantieri .
Anche nella nostra provincia il lavoro nero ed irregolare supera abbondantemente il 50%. non si puo’ seguitare a morire per cause banali.
La stragrande maggioranza degli incidenti mortali e’ dovuta alle cadute dall’alto, ai crolli ed agli schiacciamenti. Basterebbero semplici accorgimenti per evitare tragedie a ripetizione.
Inoltre e’ indispensabile che la formazione nei cantieri sia continua e permanente. Oggi tutto cio’ non esiste – quel poco che si fa e’ del tutto insufficiente .
Un altro punto sul quale va fatta chiarezza fino in fondo e’ la trasparenza e la regolarita’ degli appalti. Come e’ possibile aggiudicarsi un opera con il ribasso del 50% e portare avanti una seria politica sulla sicurezza?
Ci sembra ovvio che quel ribasso vada a scapito della sicurezza stessa.
Oggi le imprese risparmiano proprio in questo settore.
La presenza di decine e decine di imprese subappaltatrici in un unico lotto, senza un minimo di coordinamento tra le stesse, la fretta per la realizzazione delle opere, il risparmio costante sulla sicurezza sono indubbiamente le cause principali degli incidenti mortali.

Ecco perche’ da diversi anni la nostra organizzazione ha lanciato il progetto : “il cantiere qualita.
questa idea, sicuramente difficile da realizzare, ci deve vedere impegnati continuamente e dovra’ essere inserita in tutte le nostre piattaforme.
Se avra’ successo garantira’ un futuro piu’ decente ai lavoratori del settore.
Siamo infine convinti che la strada maestra per ridurre significativamente gli infortuni soprattutto nelle grandi opere e’ la contrattazione d’anticipo, sede di confronto fra tutti i soggetti interessati che stabiliscono a priori le condizioni con le quali si autorizza l’apertura del cantiere. Nelle regioni in cui tale sperimentazione ha avuto luogo, gli incidenti sul lavoro sono diminuiti notevolmente.

Infine, vorrei dire semplicmente che un paese serio, democratico, civile un paese che spesso si vanta di essere la quinta o la sesta potenza industriale del mondo, non puo non affrontare con determinazione il problema degli incidenti mortali dei lavoratori. lavoratori che con il loro impegno, il loro sacrificio contribuiscono significativamente alla creazione della ricchezza. ricchezza di cui tutti quanti noi beneficiamo. A questi lavoratori non solo va garantita l’incolumita’ va riconosciuto un salario equo e ridata quella dignita’, che ci sembra mancare in questi ultimi tempi.

Roma 14 ottobre 2005


Morti bianche. Parte da Taranto e proseguirà nei cantieri romani del Grande raccordo anulare l’ indagine di Palazzo Madama.

Al via l'indagine di Palazzo Madama in varie città italiane sugli infortuni sul lavoro. La prima tappa sarà Taranto, in particolare gli stabilimenti dell'Ilva, poi sarà il turno dell’Enichem di Brindisi. Previste anche indagini nei cantieri aperti lungo il Grande raccordo anulare di Roma.
E' quanto deciso e reso noto dal senatore dei Democratici di sinistra Antonio Pizzinato, che spiega: ''Rappresentanti della commissione d'inchiesta sulle morti bianche del Senato saranno in missione il prossimo martedi' mattina a Taranto. Il pomeriggio della stessa giornata i commissari visiteranno l'Enichem di Brindisi''.
''Queste – prosegue l'esponente della Quercia - sono le prime due tappe di un'indagine serrata, di cui e' stato fissato oggi il calendario. Oltre alle missioni in diverse citta' italiane, ascolteremo tecnici ed esperti nel corso di numerose audizioni". Il nostro obiettivo - spiega Pizzinato - e' quello di fare il
punto sul livello di sicurezza nei luoghi di lavoro e sul rispetto delle norme vigenti per la prevenzione degli infortuni. Faremo un monitoraggio anche sui cantieri aperti lungo il Grande
raccordo anulare di Roma''.
''Il numero degli incidenti, anche gravissimi e mortali, - conclude Pizzinato - infatti, e' nel nostro paese ancora troppo alto e non si intravedono cenni di miglioramento''.

Roma 21 settembre 2005


Dichiarazione congiunta Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal-Uil di Roma
Ancora una vittima, un’ ulteriore tragedia sul lavoro nella Capitale.
Sciopero generale dei quattro lotti della TAV.

Presso il cantiere della Tav di viale della Serenissima, si è perpetuato l’ennesimo infortunio mortale, un giovane padre di famiglia morto in modo agghiacciante sotto gli occhi del figlio, ventenne, che lavorava nello stesso cantiere, con gli stessi ritmi esagerati e senza le dovute misure di sicurezza.
Quel cantiere non è nuovo a incidenti mortali, già ne era accaduto uno un paio di anni fa, nonostante ciò le misure di sicurezza non sono state approntate in maniera adeguata.
La prima responsabilità è della fretta con la quale i lavoratori sono costretti a lavorare, i ritmi insostenibili da tenere per effettuare le consegne dei lavori nei tempi previsti.
Non stiamo parlando di piccoli cantieri, ma della realizzazione dell’alta velocità ferroviaria un’opera gigantesca per la cui realizzazione sono investite enormi ricchezze pubbliche, e di cui la TAV se ne deve assumere la responsabilità, e per questo motivo chiediamo ad essa un incontro urgente.
Lavori che sono stati aggiudicati a grossi consorzi di cui fanno parte aziende di rilievo nazionale, in questo caso la cooperativa emiliana Coopsette.
Solo che queste aziende, una volta aggiudicato il lavoro, a loro volta lo dirottano a una miriade di piccole aziende che tra loro non si conoscono e no si coordinano, che non hanno altro scopo che quello di fare presto e di non avere, quindi,costi aggiuntivi come quelli rappresentati dall’applicazione, pur obbligatoria, di misure di sicurezza.
Aziende che in occasione dell’ultimo sciopero indetto proprio sui problemi della sicurezza, proprio in quel cantiere hanno diffidato i lavoratori dal parteciparvi, pena la minaccia di perdere il lavoro.
E in questo clima che si arriva a tragedie come quella odierna, dove il lavoratore Caputo Renato, dipendente della TECNOEDIL impresa subappaltatrice del consorzio Serenissima, viene fatto arrampicare su una scala semplice appoggiata su una parete di terra, senza nessun sostegno stabile e senza nessuna cintura di sicurezza, alla base del terrapieno una fitta rete di tondini sporgenti e aguzzi sui quali il povero Renato è caduto rimanendo trafitto.
Non abbiamo più parole per esprimere la nostra rabbia e il nostro dolore per quello che è accaduto e ancora accade, debbono essere individuate le responsabilità, e a coloro che non rispettano le regole si faccia pagare il giusto prezzo.
Si facciano più ispezioni nei cantieri, si scoprirà un mondo dove i diritti non sono ancora patrimonio di tutti i lavoratori, si scopriranno uomini rotti dalla fatica dopo dieci ore di lavoro contro ogni regola contrattuale, si vedranno ogni giorno rischi che solo la fatalità non trasforma in tragedie, si vedrà, in ultimo, che oltre il taglio dei nastri e le belle parole di circostanza, in questo Paese in questa città bisogna ancora impegnarsi molto, tutti, per dare dignità e fiducia ai tanti che la vedono sbriciolarsi giorno dopo giorno.

Feneal, Filca e Fillea proclamano per martedì 6 settembre 2005 alle ore 7.00, presso il piazzale del cantiere di Via di Serenissima, uno sciopero generale dei 4 lotti della TAV di Roma con assemblea, interverranno i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali di categoria.

Roma 2 settembre 2005

SCHEDA INFORTUNI MORTALI LAZIO, SETTORE COSTRUZIONI,
ULTIMI CINQUE ANNI
Gli infortuni mortali nel settore costruzioni negli ultimi cinque anni sono stati 76

• Nel 2000 sono stati 17
• nel 2001 sono stati 16
• nel 2002 sono stati 7
• nel 2003 sono stati 16 di cui 10 a Roma, 4 a Frosinone, 1 a Viterbo e 1 a Latina
• nel 2004 sono stati 11 di cui 8 a Roma, 2 a Viterbo ed 1 a Latina
• Nel 2005, dal 1° gennaio ad oggi, gli infortuni mortali nel Lazio sono già 9, di cui 7 a Roma e 2 a Latina.

Nel 2005 Roma, con 7 vittime, è la città d’Italia con il più alto numero di infortuni mortali in edilizia, seguono Milano e Napoli con 5.
A livello regionale il Lazio è la terza regione con 9 vittime, preceduta dalla Lombardia con 15 e la Toscana con 11, segue la Campania con 8.

Negli ultimi 30 mesi sono 8 gli operai stranieri deceduti nei cantieri del Lazio, 6 rumeni e 2 polacchi.
Ben 17 infortuni mortali sono avvenuti in estate, tenendo conto che per il 2005 siamo ancora a giugno.

COSTRUZIONI - INFORTUNI MORTALI NEL LAZIO DAL 1° GENNAIO 2005
 
1
15/01/2005
Latina Vincenzo Petrucci, 57 anni
- Caduto da un ponteggio
2
04/03/2005
Latina
Ercole Dovizia , 54 anni
- Caduto da un ponteggio
3
04/04/2005
Castel di Guido (Roma) Costantin Cefratanu operaio romeno, 30 anni
- Caduto da un ponteggio
4
11/05/2005
Roma
Carmine Di Francesco, 51 anni
- Caduto dall’alto
5
14/05/2005
Roma
Maurizio Brasili , 42 anni
- Folgorato da una scarica elettrica
6
26/05/2005
Roma
Antonio Cassarà, operaio,42 anni,
- Folgorato da una scarica elettrica
7
08/06/2005
Ariccia (Roma) Santino Amodio, 60 anni
- Caduto da un ponteggio
8
10/06/2005
Roma, (cantiere GRA) Antonio Gizzi, 65 anni
- Investito da un camion in retromarcia
9
13/06/2005
Roma, (cantiere GRA) Francesco Blanco, 23 anni
- Schiacciato da un pannello di cemento

COSTRUZIONI - INFORTUNI MORTALI NEL LAZIO DAL 1° GENNAIO 2004
 
1
23/04/2004
Viterbo Fabrizio Feoli , 25 anni
- Schiacciato dal cedimento di un solaio
2
11/06/2004
Villalba (RM)
Marcus Dumitru, 33 anni
- Colpito da un carter
3
16/06/2004
Bracciano (RM)
Pietro Bianchi , 63 anni
- Caduto da un ponteggio
4
17/06/2004
Roma
Stanislaw Swietkowsky, 32 anni
- Picchiato dal datore di lavoro
5
07/07/2004
Roma Mario Seva, 58 anni
- Schiacciato da un carico di ponteggi di ferro
6
28/07/2004
Tuscania (Viterbo) Domenico Bentivegna, 46 anni
- Schiacciato da un camion
7
30/07/2004
Roma Operaio polacco di 34 anni, Dariusk Sarzinski, - Caduto da un’ impalcatura
8
03/09/2004
Roma Dunitro Leotescu, 53 anni
- Schiacciato da una ruspa
9
15/09/2004
Guidonia (Roma) Carlo Gallo, 40 anni
- Sepolto da un costone in una cava
10
12/10/2004
Roma Pierino Temperini
- Caduto da una scala
11
16/12/2004
Latina Marcello Bergamo, 46 anni
- Caduto da un’impalcatura

COSTRUZIONI - INFORTUNI MORTALI NEL LAZIO DAL 1° GENNAIO 2003
 
1
29/01/2003
Roma Alessandro Tolli, 28 anni
- Sepolto da un cumulo di terra
2
28/03/2003
Ripi (Frosinone) Operaio di 56 anni
- Caduto da un’ impalcatura
3-4
23/04/2003
Roma Fabrizio Pellegrini, 30 anni e
Massimiliano Carapellotti
- Folgorati da una scarica elettrica
5-6
25/07/2003
Frosinone Raffaele Lanfranco, 58 anni e
Pietro Erario, 57 anni
- Trovati morti in due cantieri diversi
7
30/07/2003
Onano (Viterbo) Maurizio Bottarini, 37 anni
- Caduto da un’ impalcatura
8
30/08/2003
Anagni (FR) Sante Manicuti, 37 anni
- Caduto da una scala
9
1/09/2003
Roma Costantino Marchionni, 52 anni
- Caduto da un ponteggio a S.Pietro
10
2/09/2003
Roma Marian Rosala, 30 anni
- Caduto da un ponteggio
11
28/10/2003
Roma Franco Silvi , 35 anni
- Schiacciato da una gru
12-13
31/10/2003
Guidonia (RM) Marco Amorino, 18 anni e
Giancarlo Favoriti, 46 anni
- Schiacciati dal crollo di un solaio
14
15/12/2003
Roma Gorge Tirtau, 37 anni
- Ribaltamento del mezzo che guidava
15
16/12/2003
Roma Oancea Son, 35 anni
- Caduto da un ponteggio
16
19/12/2003
Formia (LT) Giuseppe Pellizzari, 46 anni
- Inghiottito dal terreno in uno scavo

Intervento di Antonio Cucculelli, Responsabile Sicurezza
Fillea Cgil di Roma e Lazio.

“Siamo fiduciosi nell’impegno della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma di potenziare gli strumenti e gli organi di vigilanza, ma attendiamo i fatti”.

Quante volte, a seguito di un infortunio mortale, abbiamo sentito dire che si è trattato di un“incidente”, di una tragica “fatalità”.
Eppure le dinamiche, che sono all’origine di ciascuno di questi lutti, si somigliano un po’ tutte: c’è una casistica documentata delle varie cause di infortunio, delle diverse percentuali di incidenza e delle norme (ancora esigibili, essendo fallito il tentativo di snaturarle nel Testo Unico) eventualmente violate.
La cosiddetta “fatalità” non esiste, se non come alibi per non coinvolgere le coscienze, poiché ogni infortunio, soprattutto se grave, è sempre determinato da più cause, singolarmente prevedibili. E’ la loro concomitanza che coglie di sorpresa, che trasforma la leggerezza in tragedia.
La sicurezza comincia dall’organizzazione del lavoro e dalla qualità della stessa impresa, mentre, da diversi anni, un falso concetto di “modernità” e di “efficienza” economica sta provocando uno scadimento qualitativo delle nostre maggiori imprese, sempre più sganciate dall’attività produttiva vera e propria. E’ una efficienza senza investimenti, senza innovazione, senza formazione ne’ valorizzazione del capitale umano, che fa crescere fatturati e utili a fronte di una caduta verticale dell’occupazione, e dell’ affidamento a terzi della realizzazione delle opere, sicurezza compresa. L’appaltatore tende sempre di più a somigliare ad un sub-committente, mentre per il committente si complica il suo ruolo di controllore, tra la miriade di imprese che contemporaneamente operano e interferiscono nei cantieri.
Queste considerazioni traggono spunto dall’esempio concreto dei lavori, tuttora in corso, della terza corsia nel “Quadrante Nord-Ovest” del Grande Raccordo Anulare di Roma, ove il fenomeno non solo è evidente, ma, triste conferma, ha prodotto ben quattro vittime di infortuni mortali.
Su otto imprese aggiudicatrici degli appalti, tranne tre sole eccezioni (per le quali andrebbero fatte osservazioni non oggetto di questa nota), la maggioranza di queste, almeno fino ad oggi, impegna sul cantiere un numero esiguo di operai (anche due sole unità) a fronte di cinquanta-ottanta operai presenti su ciascun lotto. E’ più che evidente che chi ha vinto le gare di appalto, di fatto, non esegue l’opera e, col tempo, se questa situazione risulterà redditizia, sarà sempre meno una impresa edile e sempre più una scatola vuota.
Per spiegare quanto sopra, a parte gli interrogativi che possono permanere, non è sufficiente chiamare in causa i sub-appalti, comunque regolamentati e controllati, ma occorre tener presente che esistono altri sub-contratti, quali la “fornitura” e i “nolo”, non soggetti all’autorizzazione della stazione appaltante (se volessimo estendere di più il discorso, ma non si tratta del nostro caso, potremmo aggiungere che non sono sottoposti neppure all’obbligo della certificazione antimafia), i cui passaggi sono resi possibili da margini ricavati probabilmente anche comprimendo i costi della sicurezza, gli unici non assoggettati al ribasso fin dall’origine.
In questa situazione il Committente, che deve controllare la qualità dell’opera e contemporaneamente garantire la sicurezza dei lavoratori deve prendere atto delle mutate condizioni, cioè del fatto che il suo naturale interlocutore, l’appaltatore, si sta progressivamente deprofessionalizzando, essendo meno impegnato nella esecuzione dei lavori e, di conseguenza, anche oggettivamente meno affidabile nell’assolvere direttamente gli impegni assunti sulla sicurezza dei lavoratori, soprattutto se ne ha ceduto a terzi le risorse. E’ quindi necessario che il committente adegui la propria presenza in cantiere alla nuova realtà e garantisca una presenza ed un controllo quotidiano.

E’ di questi giorni la notizia dell’impegno della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma per il potenziamento degli strumenti e degli organi di vigilanza, proprio a seguito delle recentissime e ulteriori vittime delle condizioni di lavoro sulla terza corsia del G.R.A.. Siamo fiduciosi, ma attendiamo i fatti.
Bene hanno fatto le organizzazioni sindacali F.I.L.L.E.A., F.I.L.C.A., F.E.N.E.A.L. di Roma e del Lazio a stipulare con l’A.N.A.S. il protocollo sulla sicurezza e a dare concretezza all’intesa con sopraluoghi nei cantieri tramite gli R.L.S.T..
A questo proposito, sarebbe opportuno che da parte delle organizzazioni imprenditoriali si recepisse, anche nella contrattazione collettiva, quanto, di fatto, è già riconosciuto da gran parte delle imprese loro associate circa ruolo, che esse stesse giudicano positivo, che gli R.L.S.T. svolgono tanto nell’edilizia privata, quanto negli appalti pubblici e che, se potenziati, potrebbero svolgere di più e meglio.

Concludo riportando il pensiero alle vittime degli infortuni mortali, a quelle persone che diventano numeri da ricordare nelle statistiche. Non è mai superfluo ribadire che dietro quei numeri c’erano persone in carne ed ossa, con i loro affetti e i loro progetti e che vivevano con il proprio lavoro. Ora quegli affetti sono stati privati dei loro cari.
A quelle famiglie rivolgiamo la nostra solidarietà.

                                                                                             Antonio Cucculelli
                                                                         Responsabile Sicurezza Fillea Cgil Roma e Lazio

Roma 23 giugno 2005


A Viterbo un Convegno regionale per affrontare il problema della sicurezza nel settore delle costruzioni.
Intervento del Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio Sandro Grugnetti.

E’ stato organizzato dalla Fillea Cgil Lazio un Convegno a Viterbo sui problemi legati alla sicurezza sul lavoro nel settore delle costruzioni.
Un tema, quello della salute e sicurezza, sempre più doloroso per la categoria dei lavoratori delle costruzioni.
“ Avrei voluto iniziare il mio intervento con una buona notizia – sostiene il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, che presiede il Convegno di oggi - ma con gli infortuni sul lavoro purtroppo non si scherza.
Nel 2005 stiamo registrando nel Lazio un’impennata degli infortuni. l’anno scorso i morti sono stati 11, mentre quest’anno sono già nove. Senza contare quegli infortuni non mortali, infortuni “dimenticati”, che non fanno notizia, ma che pesano sulle spalle dei lavoratori.
E siamo solo a metà dell’anno. A chi millanta spesso che il problema delle morti bianche è in diminuzione ecco la smentita.
Il sindacato degli edili quotidianamente lancia appelli sulla sicurezza, ma spesso ci sentiamo soli in questa battaglia di civiltà.
Eppure il problema è di tutti: imprese, sindacati ed istituzioni”.
“ Abbiamo deciso insieme a Filca e Feneal – continua il Segretario - di indire una giornata di protesta per il prossimo 28 giugno. Uno sciopero che pesa quello indetto per protestare contro i morti sul lavoro. Uno sciopero che non vorremmo mai proclamare. Ma che siamo costretti a fare.

La Fillea Cgil di Roma e Lazio insieme alla Fillea di Viterbo non mollerà la guardia. Saremo sempre vigili e continueremo a batterci per:
- L’applicazione e il rispetto delle leggi sulla sicurezza
- La trasparenza e responsabilità negli appalti e subappalti pubblici e privati
- L’attivazione dell’Osservatorio regionale per le opere pubbliche
- Il coordinamento e potenziamento delle ASL che oprano suil territorio
- L’esclusione dagli appalti pubblici delle imprese irregolari
- Il rispetto del contratto e l’applicazione da parte del governo dell’avviso comune sottoscritto dalle parti sociali”.

“La lotta contro gli infortuni – conclude Grugnetti - si vince anche contrastando il lavoro nero che nel nostro settore raggiunge e forse supera il 50%.
E allora si usi il pugno duro. Alle imprese che regolarmente impiegano i lavoratori in nero e che hanno in appalto lavori pubblici si rescinda il contratto. Le sanzioni da sole purtroppo non bastano.
Questa giornata dedicata alla formazione e l’informazione, che coinvolge gli studenti di Viterbo vuole svolgere una funzione attiva.
Siamo qui anche per sensibilizzare. Un problema che riguarda oggi i nostri lavoratori, ma che un domani riguarderà anche i loro figli. Educare i giovani alla prevenzione, vuol dire vincere una battaglia importante, la battaglia per la vita”.

Roma 21 giugno 2005

A Viterbo un Convegno regionale sulla sicurezza :
" La sicurezza sul lavoro NON è un gioco".


CONVEGNO


" La sicurezza sul lavoro
NON è un gioco"

VITERBO

21 GIUGNO 2005 - ORE 9,30

Palazzo della Provincia - Via Saffi 49
Sala Conferenze


Presiede
Sandro Grugnetti, Segretario Generale Fillea Cgil Roma e Lazio

Introduce
Mauro Portone, Segretario Generale Fillea Cgil Viterbo

Proiezione DVD " Sicurezza in gioco" realizzato dall'Inail per
la Fillea Cgil di Roma e Lazio

Saranno presenti l'ideatore e l'illustratore


Intervengono
Alessandro Risca, Direttore Inail Provincia di Viterbo

Claudio Sette, Presidente URCEL

Alessandra Tibaldi, Assessore al Lavoro Regione Lazio

Franco Martini, Segretario Generale Fillea Cgil


Conclusioni
Carla Cantone, Segretario Confederale Cgil

Roma 17 giugno 2005


Sicurezza: Il 28 giugno Sciopero Generale Regionale
di tutti i lavoratori delle costruzioni.

Uno sciopero generale di 8 ore per la sicurezza che coinvolgerà tutti i lavoratori del settore delle costruzioni del Lazio. E’ quanto hanno deciso per il giorno 28 giugno prossimo le Segreterie generali regionali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, unitamente a Cgil, Cisl e Uil, a seguito del vertiginoso aumento degli infortuni mortali nei cantieri edili di Roma e del Lazio.
“ Le imprese devono assumersi le loro responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro e le istituzioni tutte devono vigilare e prevenire gli infortuni che nella nostra regione continuano a crescere. – Affermano Fillea, Filca e Feneal - Siamo stanchi di promesse mai mantenute e di norme e regole sistematicamente disattese nei nostri cantieri”.
Lo sciopero sarà anticipato da una serie di assemblee nei posti di lavoro; modalità e luoghi saranno decisi dalle Segreterie nei prossimi giorni.

Roma 15 giugno 2005

ROMA E LAZIO

CONTRO
LE MORTI BIANCHE e IL LAVORO NERO

TRENTASEI
INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO NEI CANTIERI DEL LAZIO
DAL 2003 A GIUGNO 2005

I LAVORATORI DEL SETTORE DELLE
COSTRUZIONI CHIEDONO:

  • APPLICAZIONE E RISPETTO DELLE LEGGI SULLA SICUREZZA
  • TRASPARENZA E RESPONSABILITA’ NEGLI APPALTI E SUBAPPALTI PUBBLICI E PRIVATI
  • COSTITUZIONE OSSERVATORIO REGIONALE OPERE PUBBLICHE
  • COORDINAMENTO ART. 27 L. 626 E POTENZIAMENTO DELLE ASL CHE OPERANO SUL TERRITORIO
  • ESCLUSIONE DAGLI APPALTI PUBBLICI DELLE IMPRESE IRREGOLARI
  • RISPETTO DEL C.C.N.L. E APPLICAZIONE DA PARTE DEL GOVERNO DELL’AVVISO COMUNE SOTTOSCRITTO DALLE PARTI SOCIALI NAZIONALI
SCIOPERO GENERALE REGIONALE DI SETTORE DI 8 ORE
IL GIORNO 28 GIUGNO 2005

PRESIDIO AL COLOSSEO
DALLE ORE 17.00 ALLE ORE 21.00


Nessuna proroga alla delega sul T.U.
Il Sottosegretaio Sacconi assicura che per tutta la restante legislatura non vi sarà alcuna riproposizione del Testo Unico sulla sicurezza

Nei giorni scorsi il sottosegretario al Welfare Sacconi, nel riferire alla Commissione Lavoro del Senato le motivazioni della decisione del Governo di ritirare lo schema del testo unico in materia di sicurezza del lavoro, ha precisato che non vi saranno proroghe alla delega al Governo, prevista dall’articolo 3 della legge n. 229 del 2003, la cui scadenza è fissata per il mese di giugno 2005. Pertanto è ufficiale che per tutta la restante legislatura non vi sarà alcuna riproposizione del Testo Unico sulla sicurezza. Il successo del sindacato e di quanti si sono opposti fin dall’approvazione della delega alla impostazione di questo provvedimento è, quindi, completo. Restano immutati tutti i problemi in materia di sicurezza, anche questa legislatura si conclude senza un Testo Unico, ma soprattutto da questo Governo sono stati gettati via quasi tre anni di lavoro nel tentativo di stravolgere le norme sulla sicurezza, anziché risolvere i problemi reali che provocano tanti infortuni e malattie professionali.
Alleghiamo il resoconto delle comunicazioni del Sottosegretario.

Comunicazioni del sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi sull'esercizio della delega di cui all'articolo 3 della legge 29 luglio 2003, n. 229, riguardante il riassetto normativo in materia di salute e sicurezza del lavoro.

Il sottosegretario SACCONI fa preliminarmente presente che la decisione del Governo di ritirare lo schema di decreto legislativo recante il testo unico delle norme in materia di sicurezza del lavoro è tuttora in corso di comunicazione alle Presidenze delle Camere. Per quanto riguarda le motivazioni di tale scelta, occorre in primo luogo ricondursi alla distanza tra l'impostazione che il Governo ha posto alla base della redazione dello schema di decreto legislativo e le tesi espresse dal Consiglio di Stato e dalle regioni - nell'ambito della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997 - in sede di espressione dei previsti pareri. In particolare, il Consiglio di Stato e le regioni non hanno condiviso la tecnica legislativa adottata dal Governo, che, nel rispetto del vigente ordinamento costituzionale, ha inteso però anche tenere conto della condizione di transizione determinata dalla presenza di un testo di riforma del Titolo II della Costituzione, attualmente in fase avanzata di esame da parte delle Camere, nel quale, tra l'altro, la materia della sicurezza del lavoro viene ricondotta alla competenza esclusiva dello Stato. Questa impostazione, peraltro, è stata condivisa dalle parti sociali, concordi nel ritenere che una lettura troppo rigida della competenza legislativa attualmente attribuita alle regioni in materia di sicurezza del lavoro avrebbe prodotto effetti non desiderati di dumping sociale.
Nel definire l'ambito delle competenze statali, il Governo ha ritenuto in primo luogo che, anche in coerenza con la più recente giurisprudenza costituzionale, per le parti in cui la normativa in materia di sicurezza rientra nella definizione legislativa del rapporto di lavoro, essa è riconducibile nell'ambito dell'ordinamento civilistico che l'articolo 117, secondo comma, della Costituzione attribuisce in via esclusiva alla competenza legislativa dello Stato. In tale ambito rientrano poi ad avviso del Governo tutte le disposizioni assistite da una sanzione penale, nonché la disciplina che attiene ai profili del coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale, ai sensi del citato secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione. Sempre per quanto attiene alla definizione del riparto costituzionale delle competenze legislative, non si può ignorare la responsabilità dello Stato per quanto concerne il recepimento delle direttive comunitarie, che sono all'origine di gran parte della normativa più recente in materia di sicurezza del lavoro. Va evidenziato quindi che alla competenza legislativa delle regioni, in base alla tesi sostenuta dal Governo, sono ascrivibili – relativamente alla materia in questione - esclusivamente le normative primarie attinenti alle politiche pubbliche per la salute e la sicurezza.
L'impostazione qui brevemente illustrata dello schema di decreto in questione, in particolare per quel che concerne i profili attinenti al riparto delle competenze legislative tra Stato e regioni, non è stata accolta dal Consiglio di Stato, il quale nel parere espresso ha manifestato la propria contrarietà rispetto a tale impianto giuridico, seguito in tale approccio critico anche dalle regioni.
Alla luce di tali rilievi il Governo ha preferito optare per il ritiro dello schema di decreto – che si auspica potrà essere predisposto nella prossima legislatura - in quanto il recepimento degli stessi avrebbe comportato una modifica radicale dell'impostazione complessiva sottesa a tale provvedimento, in relazione al quale peraltro l'Esecutivo sarebbe stato disponibile ad accogliere, riguardo alle singole disposizioni, i suggerimenti prospettati su profili di merito dalle regioni stesse, nonché dalle parti sociali.
Il senatore BATTAFARANO (DS-U) osserva che dalle comunicazioni rese dal Sottosegretario si evince che il Governo esclude di proporre al Parlamento una proroga del termine per l'esercizio della delega riguardante il riassetto normativo in materia di salute e sicurezza del lavoro, di cui all'articolo 3 della legge n. 229 del 2003. Anche per la legislatura in corso, dunque, occorre prendere atto del fallimento, già registratosi nella precedente legislatura, del tentativo di giungere alla predisposizione di un testo unico delle norme in materia di sicurezza del lavoro. Un'attenta lettura del parere reso dal Consiglio di Stato e delle proposte di modifica avanzate dalle regioni - alcune delle quali, come il Sottosegretario ha chiarito, sarebbero state peraltro recepite nel testo definitivo - indica con chiarezza che l'Esecutivo ha elaborato lo schema di testo unico sulla base del progetto di riforma costituzionale ancora all'esame delle Camere e non sulla base della Costituzione vigente, nel presupposto, rivelatosi infondato, che almeno da parte delle regioni sarebbe giunto un sostanziale assenso a tale scelta. Per effetto di questa valutazione erronea del Governo, i lavoratori, le imprese e gli operatori saranno privati ancora per questa legislatura di un essenziale strumento di tutela quale avrebbe potuto essere il testo unico sulla sicurezza del lavoro. Al di là del merito del provvedimento trasmesso alle Camere dall'Esecutivo, non si può evitare di prendere atto con forte disappunto delle deplorevoli conseguenze di una scelta sbagliata.
Il sottosegretario SACCONI, dopo aver precisato che il Governo non proporrà proroghe del termine previsto dall'articolo 3 della legge n. 229 del 2003, fa presente che un testo unico delle norme in materia di sicurezza del lavoro sarebbe risultato effettivamente utile solo nella misura in cui non si fosse limitato ad una mera compilazione. Per quanto riguarda l'interpretazione dell'attuale assetto delle competenze legislative tra Stato e regioni, occorre peraltro rilevare che il parere del Consiglio di Stato contrasta per alcuni aspetti con la recente giurisprudenza della Corte Costituzionale relativa al contenzioso sollevato da alcune regioni sul decreto legislativo n. 276 del 2003, e anche l'attuale posizione delle regioni stesse contrasta con quelle assunte in passato su temi analoghi. Ad esempio, per quanto riguarda la disciplina di recepimento della normativa comunitaria sull'orario di lavoro - che pure è considerata parte integrante della legislazione in materia di sicurezza - le regioni nulla ebbero ad obiettare circa l'affermazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato, giustamente ritenendo che la legislazione sull'orario di lavoro rientrasse nella sfera della disciplina del rapporto di lavoro, e quindi nell'ambito dell'ordinamento civile, che l'attuale testo della Costituzione devolve alla competenza esclusiva dello Stato.
In linea generale, occorre sottolineare che la materia della sicurezza del lavoro non può trovare soluzioni adeguate nell'ambito dell'attuale disciplina costituzionale: in tale senso si sono espresse anche le parti sociali, che hanno manifestato un orientamento in larga misura favorevole all'attribuzione allo Stato della competenza legislativa esclusiva in tale materia, poiché temono, come si è già sottolineato, che una lettura eccessivamente rigida delle competenze regionali possa dare luogo a discipline della sicurezza del lavoro territorialmente differenziate e, pertanto, ad indesiderati fenomeni di dumping sociale.
Poiché non vi sono altre richieste di intervenire, il presidente ZANOLETTI ringrazia il Sottosegretario per avere sollecitamente accolto l'invito rivoltogli dalla Commissione e dichiara conclusa l'audizione.

Roma 30 maggio 2005


Nel 2005 sono gia' cinque gli infortuni mortali nei cantieri del Lazio

L'operaio morto folgorato in via Casilina, e' il quinto a subire un incidente mortale in cantieri
edili a Roma e nel Lazio, ''e l'andamento e' peggiore che nello scorso anno, quando gli incidenti mortali, in 12 mesi, sono stati 11''.
E’ quanto ha dichiarato il Segretario regionale della Fillea Cgil Sandro Grugnetti secondo il quale e' necessario creare un osservatorio regionale nel settore edile che monitorizzi le imprese, gli
appalti pubblici e privati, le condizioni di lavoro, la regolarizzazione delle imprese e degli addetti, e garantisca la sorveglianza sull'applicazione delle norme di sicurezza.
“ Su proposta del sindacato - ha detto Grugnetti - e' stato possibile realizzare l'Osservatorio comunale, ora speriamo che la nuova giunta della regione Lazio costituisca quello regionale''.
Secondo il Segretario della Fillea , nel 2004 il Lazio era al quarto posto, dopo Lombardia, Toscana e Veneto, nella classifica degli infortuni sul lavoro nei cantieri edili. Fra le cause degli incidenti la mancata applicazione delle norme di sicurezza e il lavoro nero, riservato soprattutto ai molti immigrati impiegati irregolarmente nei cantieri edili che quasi sempre ''evitano -
dice Grugnetti - il controllo delle Asl e degli Ispettori del lavoro e per paura di perdere il posto, o di un provvedimento di rimpatrio, non denunciano le irregolarita' dei datori di lavoro.''
Fino al 2004 gli incidenti mortali erano stati 17 nel 2000, 16 nel 2001, 7 nel 2002. Nel 2003 i morti sono stati 16 di cui 10 a Roma, 4 a Frosinone 1 a Viterbo e 1 a Latina. Undici i decessi nel 2004. Gli operai coinvolti sono al 70% italiani, 15% africani, 10% dei paesi dell'est e 5% di altri paesi 5%.
negli incidenti fatti registrare fino al 31 maggio 2004 gli Italiani coinvolti erano il 65%, gli Africani il 18%, 15% dei paesi dell'est e 2% degli altri paesi.
Grugnetti ha ricordato che ''i lavoratori in nero scoperti a Roma e provincia nei primi cinque mesi del 2004 sono stati 472 (in media tre al giorno), contro i 745 scoperti dalle forze dell'ordine nella capitale nel 2003''.
Secondo il Segretario della Fillea, su 160 cantieri ispezionati nel primo semestre del 2004, nei quali operano circa 240 imprese (appaltatrici e subappaltatrici), sono state intervistate circa 780 maestranze. nel corso dei controlli e' emerso che nel 30% dei casi le ditte appaltatrici e/o
subappaltatrici operavano in violazione delle norme in materia di salute e sicurezza all'interno dei cantieri.
Il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio ha concluso che ''sono state presentate 50
segnalazioni agli organismi competenti, sono state applicate sanzioni pecuniarie per circa 20.000,00 euro complessivi. 80 lavoratori operavano senza regolare contratto di lavoro e sono
stati regolarizzati successivamente all'intervento ispettivo''.

Roma 14 maggio 2005


Ctp di Roma. Corsi di formazione per nuove figure professionali per la sicurezza

Il Ctp, Comitato paritetico territoriale, di Roma e provincia ha presentato un corso che prevede la formazione di otto nuove figure professionali, per un totale di 1.300 unità, in ambito di sicurezza e salute sul lavoro.
I corsi saranno destinati ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Rls, ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione, Rspp, agli addetti alle emergenze quali pronto soccorso, antincendio ed evacuazione.
La formazione di questi profili avverrà attraverso uno stanziamento di 700 milioni di euro destinati dalla Regione Lazio ai corsi di formazione e prevenzione per i lavoratori del settore edile, per l’anno 2005.
Sarà inoltre avviato un corso di base per la prevenzione degli infortuni e la sicurezza in madre lingua per i lavoratori stranieri e infine verrà elaborato un monitoraggio del settore della formazione con verifica dell’azione svolta dal 2002 ad oggi.
Il Ctp di Roma e provincia ha rilasciato 1.800 attestati o diplomi formativi a lavoratori edili attivi nel territorio. Nel 2003 sono state formate dal Ctp a fronte di un investimento della Regione di 500 mila euro, circa 1.200 figure professionali, di cui 734 solo a Roma e nel 2004 575 unità.

Roma 13 dicembre 2004


Prima Conferenza cittadina sulla sicurezza nei cantieri edili.
Sindacati degli edili romani: “Fermare le morti bianche”

Si è tenuta oggi presso il Museo d’arte contemporanea di Roma la Prima Conferenza cittadina sulla sicurezza nei cantieri edili, organizzata dall’Assessorato al Lavoro del Comune di Roma e dall’Osservatorio Comunale sull’occupazione e le Condizioni di lavoro a Roma.
La Conferenza visto l’alto numero di incidenti che si sono verificati nei cantieri edili di Roma e del Lazio negli ultimi due anni è stata fortemente voluta dai sindacati di categoria degli edili romani Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil,
Complessivamente sono state 29 le morti bianche nei cantieri del Lazio dal 1 gennaio del 2003 ad oggi (10 nel 2004)
“Nonostante l’alto numero di ispezioni (circa 300) nel territorio romano effettuate nel 2004 dall’Osservatorio comunale – affermano i tre segretari generali dei sindacati edili romani, Sandro Grugnetti (Fillea Cgil), Stefano Macale (Filca Cisl) e Francesco Sannino (Feneal Uil) – occorre intensificare l’attività di coordinamento tra tutti gli organi preposti ai controlli aumentando anche numericamente il numero degli ispettori. Particolarmente preoccupante – concludono i tre segretari generali degli edili romani - è l’aumento degli infortuni di cui sono state vittime i lavoratori immigrati, sicuramente l’anello debole del settore delle costruzioni.”

Roma 15 novembre 2004


La Carovana Nazionale Antimafie 2004 anche a Roma.
Il 17 novembre organizzato nella Capitale un Convegno per la Sicurezza, per la Legalità, per lo sviluppo contro il Mercato Nero delle braccia.

Continua il viaggio per la legalità, la democrazia e la giustizia sociale.della Carovana Nazionale Antimafie 2004 che, dal 17 al 19 novembre, farà tappa nel Lazio.
L’ iniziativa, promossa da Libera, Arci, Avviso Pubblico in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil Nazionali, ha visto nelle varie regioni che ha attraversato la partecipazione di associazioni, sindacati e isituzioni, enti locali e cittadini.
In occasione della presenza a Roma della Carovana, il 17 novembre 2004, si terrà al Centro Congressi Cavour – Via Cavour 50/A, un Convegno per la Sicurezza, per la Legalità, per lo sviluppo contro il Mercato Nero delle braccia.
Il Convegno organizzato da Cgil, Cisl e Uil regionali, Fillea, Filca e Feneal regionali e provinciali sarà concluso da Franco Martini, Segretario Generale della Fillea Cgil.

La Carovana, dopo la tappa nel Lazio, proseguirà il suo viaggio e arriverà in Abruzzo il 22 novembre, in Molise il 23, in Campania dal 24 al 27 novembre. Dal 29 novembre al 2 dicembre sarà in Puglia, il 4 dicembre in Basilicata, dal 6 al 7 dicembre in Calabria e infine, in Sicilia dal 9 al 19 dicembre.

Roma 12 novembre 2004


Roma 11 novembre 2004 : Conferenza sulla sicurezza nei Cantieri Edili
di Roma

Si terrà a Roma, il giorno 15 novembre 2004, presso il Museo D’Arte Contemporanea – Sala Conferenza MACRO, in via Reggio Emilia 14, la “Prima Conferenza Cittadina sulla Sicurezza nei cantieri edili” promossa dal Comune di Roma.
L’emergenza sicurezza nei cantieri della Capitale ha sollecitato l’impegno e la partecipazione di tutti, istituzioni, sindacati, organi preposti al controllo e alla tutela della salute nei posti di lavori, ad ogni tipo di iniziativa che abbia come finalità la sicurezza dei lavoratori.
La Conferenza inizierà alle ore 9.30 con un intervento del Sindaco di Roma Walter Veltroni e proseguirà fino alle ore 16.30.
Nel pomeriggio il programma prevede una Tavola rotonda sul tema “Parti sociali ed Enti locali: strategie di contrasto al lavoro irregolare, nero e insicuro”.
Previsto, tra gli altri, l’intervento di Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio.
Durante la Conferenza sarà esposta la mostra fotografica “ Vite di cantiere” a cura di Remo Casilli.

leggi la locandina
leggi la locandina


Roma 19 ottobre 2004 : Infortuni sul lavoro: su 4 morti in Europa, uno e' in Italia. Rapporto della Commissione lavoro del Consiglio regionale Lazio.

Il nostro Paese registra un triste primato in Europa: una morte sul lavoro ogni quattro decessi avviene infatti in Italia. Lo rende noto la Commissione d'indagine conoscitiva sul fenomeno della sicurezza e prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro del Consiglio regionale del Lazio, che da oggi ha un sito on line: www.prevenzioneinfortuni.it
Nel 2003 - si legge nel nuovo sito - In Europa sono stati denunciati circa 5.000 incidenti mortali sul lavoro: di questi 1.395 sono avvenuti in Italia. Per quanto riguarda il Lazio, il 2004 ha visto finora dieci morti in dieci mesi nei cantieri edili.
L'aumento degli infortuni mortali nell'industria negli ultimi anni e' stato del 31,5%, mentre nelle piccole aziende l'aumento e' stato del 71,5%.
Nel 2003 in Italia l'incidenza dei casi mortali e' stata di 44 vittime ogni 1.000 lavoratori assunti a tempo indeterminato contro 77 vittime ogni 1.000 lavoratori cosiddetti atipici.
Nel 2003 in base alla nazionalita', gli operai complessivamente coinvolti in incidenti sul lavoro nell' edilizia sono stati il 70% italiani, il 15% africani, il 10% dei Paesi dell'Est Europa, il 5% di altri Paesi.
Al 31 maggio 2004 le percentuali sono diventate 65% italiani, 18% africani, 15% di Paesi dell'Est, 2% di altri Paesi.
Molti immigrati assunti irregolarmente - rileva la Commissione - evitano i controlli, per paura di perdere il posto o di eventuali provvedimenti di rimpatrio, non denunciando gli incidenti subiti o le inadempienze dei datori di lavoro.
I lavoratori in nero scoperti a Roma e provincia sono stati 745 nel 2003 e 472 nei primi cinque mesi del 2004, con una tendenza ad un aumento considerevole rispetto all'anno precedente. Secondo i dati dei sindacati, nei circa 160 cantieri edili ispezionati a Roma nei primi sei mesi del 2004, il 30% delle ditte appaltatrici o subappaltatrici (circa 240) operava in violazione delle norme in materia di salute e sicurezza dei cantieri. In questo senso - viene sottolineato - va bene l' istituzione di un gruppo operativo di controllo presso la Procura della Repubblica di Roma, come strumento di repressione delle violazioni, ma - commenta la Commissione - ''se in due giorni sono stati sequestrati tre cantieri, tra cui quello del viadotto del Gra nel tratto Aurelia-Boccea, se un terzo dei lavoratori (tra cui anche alcuni minorenni) controllati era in nero, viene ulteriormente dimostrato che l'attuale sistema di prevenzione e controllo dei servizi delle Asl e degli ispettori del lavoro ha grosse lacune che vanno assolutamente colmate.
In Italia e nel Lazio il numero maggiore di infortuni, in particolare quelli mortali, si verifica nell'edilizia, nelle piccole imprese e nei cosiddetti lavoratori atipici, col 25% degli infortuni nel settore delle costruzioni. L'aumento degli infortuni mortali nell'industria negli ultimi anni e' stato del 31,5% e ben del 71,5% nelle piccole aziende. Nel 2003 in Italia l'incidenza dei casi mortali e' stata di 44 vittime ogni 1.000 lavoratori atipici.
Lo scorso anno nel Lazio sono stati denunciati 56.929 infortuni, con un aumento di circa 200 casi rispetto al 2002.
Gli infortuni mortali sono stati 92. In questi dati - sottolinea la Commissione - bisogna tener conto di un ulteriore livello di incidenti non denunciati da lavoratori irregolari.
Secondo la Commissione, ''l'organizzazione gestionale della Regione Lazio in questo settore e' assolutamente insufficiente''. ''Queste competenze - afferma - in un primo tempo erano state accorpate con la medicina veterinaria e ancora oggi non c'e' alcun dirigente responsabile poiche' da oltre un anno e' vacante la Direzione dell'Area. Inoltre, nell'assetto delle Asl, i dipartimenti di prevenzione sono sottodotati dal punto di vista delle risorse e del personale. I controlli sono effettuati da diversi soggetti (Asl, Ispettorato del lavoro, carabinieri, Inail, vigili urbani) senza un coordinamento tra loro''.
La Commissione presenta una serie di proposte per affrontare la questione: bisogna aumentare le risorse e almeno il 6% del Fondo Sanitario Regionale deve essere destinato alla prevenzione; occorre completare le dotazioni organiche degli ispettori delle Asl (nel Lazio mancano circa 300 unita'); occorre un unico livello di coordinamento regionale e una centrale operativa a cui segnalare le situazioni di inadempienza e pericolo, al pari del 113, 115, 118; maggiore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei rappresentanti delle imprese; creare un sistema di bonus-malus, per quanto riguarda i lavori pubblici, che privilegi le aziende rispettose delle normative e con un minor livello di infortuni; contrastare il lavoro nero attraverso un aumento dei controlli su dati incrociati e con una maggiore qualificazione professionale del lavoro; maggiore attenzione soprattutto ai settori piu' a rischio come quello edile, in cui l'apporto di manodopera extracomunitaria e' molto rilevante.


Roma 12 ottobre 2004 : E’ morto l’operaio ferito nell’infortunio della terza corsia del GRA - Dieci vittime in dieci mesi.
Domani un’ora di sciopero nei cantieri di tutta la tratta.

Dopo cinque giorni di ricovero nell’ospedale Gemelli di Roma, è morto Pierino Temperini, l’operaio che si era gravemente ferito cadendo da una scala in un infortunio sul lavoro a Roma. I sindacati delle costruzioni hanno deciso per domani un’ ora di sciopero nei cantieri che stanno realizzando la terza corsia del GRA, luogo dell’infortunio.
Dieci morti in dieci mesi: ecco la triste classifica della mortalità nei cantieri edili del Lazio.
“Ben venga – sottolinea Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio - il gruppo speciale istituito in Procura che continua ad ispezionare i cantieri della Capitale. Ma non può bastare solo questo. Serve un impegno di tutte le istituzioni per arginare questa piaga che sta diventando vero e proprio fenomeno sociale. Bisogna creare una cultura della sicurezza. Come sindacato – ha aggiunto Grugnetti – abbiamo denunciato con toni sempre più forti questo triste primato in edilizia, ma spesso i nostri appelli sono rimasti inascoltati”.
Fra le cause degli incidenti vi sono la mancata applicazione delle norme di sicurezza, il lavoro nero e la fretta nella realizzazione dei lavori.


Roma 6 ottobre 2004 : Grande Raccordo Anulare: Infortunio grave in un cantiere edile

Grugnetti (Fillea Cgil Roma):

“Ormai siamo alla vera e propria ’emergenza sociale. L’incidente accaduto oggi a Roma all’interno del cantiere per la realizzazione della terza corsia del Grande Raccordo Anulare, dove un operaio è rimasto gravemente ferito dopo la caduta da una scala mentre montava dei pannelli ripropone - commenta Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio – l’ennesimo problema: quello della sicurezza, questione diventata ormai prioritaria per un settore come quello delle costruzioni, che è uno dei più a rischio.
Il sindacato degli edili – continua Grugnetti – sulle grandi opere, come è quella della terza corsia del GRA di Roma ripropone all’Anas un protocollo sulla sicurezza e sulla contrattazione d’anticipo.
Quest’anno, per quanto riguarda gli incidenti mortali nei cantieri di Roma e del Lazio la tendenza è quella (dati aggiornati) dello scorso anno.
Nei cantieri edili del Lazio nel 2004 sono morti 9 operai, di cui 7 a Roma e 2 a Viterbo e la regione e' al quarto posto, dopo Lombardia, Toscana e Veneto, nella classifica degli infortuni sul lavoro nei cantieri edili. Fra le cause degli incidenti vi sono la mancata applicazione delle norme di sicurezza, ed il lavoro nero.


30 Settembre 2004 : Una Campagna Nazionale contro il lavoro nero e gli infortuni in edilizia.
Numero Verde 800981800 “Emergenza cantieri” a disposizione di tutti

Parte il 1° ottobre il NUMERO VERDE (800981800) gratuito per accogliere le denunce dei lavoratori, cercare di prevenire il continuo ripetersi di infortuni mortali e promuovere la regolarizzazione nei cantieri edili.
E’ la nuova iniziativa lanciata dalla Fillea Cgil, il sindacato delle costruzioni, contro il lavoro nero e gli infortuni in edilizia.
Al Numero Verde (800981800) risponderà un Call Center che provvederà a far dare risposte rapide e ad intervenire nel modo più opportuno.
“Molte sono le denunce che pervengono al sindacato – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil, Franco Martini - ma tante altre potrebbero aggiungersi rompendo il muro di ricatti e condizionamenti dietro il quale si cela il vasto esercito dei lavoratori in nero e clandestini. Anche per questo – continua Martini - il numero verde si offre come strumento di tutela in più per coloro che subiscono le peggiori condizioni di vita nei cantieri. Dietro ogni risposta che verrà dal numero verde, c’è un sindacato pronto ad intervenire per affrontare e risolvere i problemi concreti in cantiere e per affermare i diritti dei lavoratori, a partire da quello della sicurezza.”
E proprio a proposito di sicurezza, la Fillea Cgil rileva che la piaga degli infortuni nei cantieri continua a corrodere il settore delle costruzioni: ad oggi sono 169 le morti bianche in edilizia, lo stesso numero di vittime riscontrato nel 2003. Dunque questa piaga nel settore delle costruzioni non diminuisce; anzi, negli ultimi giorni si sono registrati diversi incidenti mortali in varie parti del Paese, aumentando così il livello di guardia.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato le modifiche, proposte dai sindacati, al decreto legislativo 276/2003 sul sommerso e gli infortuni, ma ancora non basta, oltre all’impegno delle istituzioni e delle parti sociali, anche i lavoratori e i singoli cittadini devono partecipare e contribuire ad arginare il lavoro nero e prevenire gli infortuni sul lavoro.
La Campagna Nazionale della Fillea Cgil contro il lavoro nero e gli infortuni in edilizia con l’istituzione del Numero Verde si inserisce nell’ambito della Settimana della sicurezza che si terrà a Bilbao dal 18 al 22 ottobre. Quest’anno la Settimana è dedicata al settore delle costruzioni.


14 Settembre 2004 : Roma, crollo del solaio Palazzo delle Esposizioni.
I sindacati chiediamo un incontro urgente con il Sindaco Veltroni “.

Un incontro urgente con il Sindaco Veltroni per alzare il tiro sull’emergenza sicurezza nei cantieri edili della Capitale. E’ quanto chiedono unitariamente i tre Segretari Generali dei sindacati delle costruzioni di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti Fillea Cgil, Stefano Macale Filca Cisl e Francesco Sannino Feneal Uil, a seguito del grave incidente avvenuto questa mattina al Palazzo delle Esposizioni, in cui sono rimasti feriti cinque operai.
” La sicurezza –sostengono i sindacati – deve essere un tema primario nell’agenda del Comune, della Provincia e della Regione, non soltanto un momento di riflessione in concomitanza con gli infortuni, ma tema di discussioni e decisioni condivise e costruttive, al fine di trovare soluzioni adeguate per porre fine a questa piaga “.
Fillea, Filca e Feneal si riservano nei prossimi giorni di decidere ed organizzare mobilitazioni ed assemblee nei cantieri edili della Capitale.


1 Luglio 2004 : Mancata tragedia a Castelnuovo di Porto
la Fillea di Roma denuncia: “troppe vite a rischio nei cantieri edili del lazio”

Il crollo di un solaio di una palazzina a Castelnuovo di Porto vicino Roma, dove lavoravano alcuni operai edili è un’altra tragedia mancata dopo quella dei giorni scorsi alla TAV a Casalbertone. L’incidente ripropone ancora una volta il problema della sicurezza nei cantieri edili .
Il Lazio è una delle regioni più colpite dal fenomeno degli infortuni nel settore delle costruzioni, al quarto posto nella triste classifica nazionale. Nel 2003 ci sono stati 16 casi mortali, e quattro nel 2004.
“Mentre il governo diminuisce con la legge delega l’attenzione nei confronti della sicurezza di chi lavora, nei cantieri edili si continua a rischiare la vita. Il Sindacato – ha detto il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti – è mobilitato ogni giorno per far rispettare nei cantieri tutte le norme di sicurezza.
Ricordiamo – sostiene Sandro Grugnetti, - le indicazioni della Commissione europea, che ha confermato la ripetizione anche nell' estate del 2004 della campagna di vigilanza straordinaria gia' realizzata l' anno scorso''
Dall' analisi degli eventi stilata dal sindacato emerge con evidenza come sia la caduta dall' alto la principale causa di infortuni gravi e mortali registrati nella nostra Regione: cio' impone un' azione piu' decisa da parte di tutte le componenti del sistema di prevenzione, dei datori di lavoro e dei lavoratori stessi, per determinare una svolta sull' andamento del fenomeno infortunistico.
Come sindacato degli edili – conclude Grugnetti – abbiamo chiesto la creazione di un Osservatorio regionale del settore edile, che monitorizzi le imprese, gli appalti sia pubblici che privati, le condizioni di lavoro, la regolarizzazione di imprese e addetti e uno scrupoloso controllo del rispetto delle norme di sicurezza. Bisogna attivarsi tutti, associazioni imprenditoriali, sindacati, Enti, forze dell’ordine, istituzioni, Comune e Regione, perché si possa vincere la battaglia della sicurezza nei posti di lavoro.


11 Giugno 2004 : Fillea Cgil di Roma e Lazio :
“ Intollerabile il susseguirsi di infortuni mortali nel settore delle costruzioni a Roma. Siamo stanchi di contare morti sul lavoro”.

Ennesimo infortunio mortale sul lavoro a Roma. Un giovane operaio romeno ha perso la vita in un nuovissimo laboratorio per la lavorazione del travertino a Villalba di Tivoli.
Impegnato nelle operazioni di manutenzione di una macchina levigatrice, l’operaio, immigrato e regolarmente impiegato, è stato colpito al petto da un carter.
“ Quello delle morti bianche nei nostri cantieri, nelle cave e nei laboratori – commenta Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio – continua ad essere un fenomeno troppo frequente, sottovalutato dalle istituzioni e da tutti gli Enti preposti al controllo. Siamo stanchi di contare morti mentre Regione, Comune, Asl e Prefettura continuano a farci promesse vane e inconcludenti”.
" Il problema della sicurezza per un settore come il nostro, che è uno dei più a rischio,
–continua Grugnetti - non è più solo un tema con il quale giornalmente ci confrontiamo, siamo all’emergenza sociale e come tale ci aspettiamo che le Istituzioni la affrontino, ma non è così.
Guardando il rapporto tra morti ed occupati, Il settore dell’edilizia è quello più colpito, con il 38% del totale degli infortuni sul lavoro. Nelle costruzioni si registrano 20 morti al mese.
Più di un incidente mortale su dieci riguarda cittadini stranieri.
In questo settore il Lazio nel 2003 ha contato 16 vittime, 10 infortuni mortali sono avvenuti a Roma, 4 a Frosinone , 1 a Viterbo e 1 a Latina.
Nel 2004 quello di oggi è il secondo, il primo è avvenuto a Viterbo lo scorso 26 aprile”.
“ Ci auguriamo – conclude il sindacalista – che si faccia qualcosa prima che questa triste lista si allunghi ulteriormente”.


26 Aprile 2004 : Fillea Cgil di Roma e Lazio
Sandro Grugnetti: “Incidente mortale a Viterbo, fino ad ora solo parole e promesse”.

L'incidente di Viterbo dove, a causa del crollo di un solaio, ha perso la vita un ragazzo di 23 anni ed altri tre operai sono rimasti feriti, è senza dubbio riconducibile alla scarsissima attenzione alle norme di sicurezza e alla fretta nel realizzare i lavori.
" Il problema della sicurezza per un settore come il nostro, che è uno dei più a rischio,
–commenta Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio - non è più solo una priorità, un tema con il quale giornalmente ci confrontiamo, siamo all’emergenza sociale e come tale ci aspettiamo che le Istituzioni la affrontino.
L’Inail continua a sbandierare il calo degli infortuni sul lavoro e mentre la Regione , le Asl, la Prefettura e gli Enti preposti alla vigilanza e ai controlli in materia di sicurezza sul lavoro continuano a cercare una strada per arginare il fenomeno, il sindacato continua a contare le vittime sul lavoro. Fino ad ora abbiamo avuto solo parole e promesse, mentre occorrono soluzioni serie e la ferma volontà di prendere nella dovuta considerazione quest’emergenza”.

Il settore dell’edilizia è quello più colpito guardando il rapporto tra morti ed occupati, con il 38% del totale degli infortuni sul lavoro il settore registra 20 morti al mese.
In Italia nel 2003 gli infortuni mortali nel settore delle costruzioni registrati dalla Fillea Cgil sono stati 215 .
Più di un incidente mortale su dieci riguarda cittadini stranieri.

Il Lazio, nel settore delle costruzioni, con 16 vittime nel 2003, è al quarto posto nella triste classifica degli infortuni mortali, dopo la Lombardia, la Toscana e il Veneto.
A Roma ci sono stati 10 infortuni mortali, a Frosinone 4, a Viterbo 1, a Latina 1.

Infortuni mortali Roma e Provincia
2003
10
2002
2
2001
6
2000
9

01 novembre 2003

Abbiamo chiesto all’ On. Alessio D’Amato, Presidente della Commissione sulla sicurezza e prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro del Lazio, un incontro urgente con i Capigruppo del Consiglio Regionale del Lazio per discutere sull’emergenza sicurezza nei cantieri.


01 novembre 2003

La Fillea, Filca e Feneal hanno organizzato per il 4 novembre, alle ore
15.00 un Presidio davanti alla Clinica di Guidonia


01 novembre 2003: Sandro Grugnetti, Fillea Cgil di Roma: " Nei nostri cantieri contiamo i morti come in una guerra!
In meno di un anno sono 11 le vittime del lavoro nel settore delle costruzioni nel Lazio. Quattro negli ultimi due mesi. Saremo in prima fila nel Presidio che è stato organizzato davanti alla struttura ospedaliera di Tivoli."

Due morti e due feriti, è questo il tragico bilancio dell'incidente sul lavoro avvenuto nella serata di ieri a Tivoli che è costato la vita a due operai, uno, Marco Amorini, di appena 18 anni. Salgono così a 11 le vittime sul lavoro nel settore delle costruzioni nel Lazio dall'inizio dell'anno. Ricordiamo che l’anno scorso sono state 2.
L'incidente di ieri è senza dubbio riconducibile alla scarsissima attenzione alle norme di sicurezza, alla fretta nel realizzare i lavori, agli orari e ai ritmi di lavoro inaccettabili.
I lavori per la posa del solaio della cabina elettrica di 100 metri quadrati in costruzione all'ingresso della clinica convenzionata Italian Hospital Group, erano stati eseguiti con troppa fretta e poca attenzione, il tetto è crollato schiacciando gli operai. Altro particolare è che gli operai, pendolari da Frosinone, lavoravano dalla mattina presto, erano già dodici ore che erano lì e sicuramente erano troppo stanchi. inoltre si stava lavorando di sera.
"Soprattutto i lavori in subappalto – afferma Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Lazio - sono quelli in cui meno si rispettano le norme di sicurezza perché ci si deve sbrigare, le opere vanno realizzate in fretta, per risparmiare. Occorre inoltre debellare il fenomeno del pendolarismo al risparmio!"
" Il problema della sicurezza per un settore come il nostro, che è uno dei più a rischio,
–continua Grugnetti - non è più solo una priorità, un tema con il quale giornalmente ci confrontiamo, siamo all’emergenza sociale e come tale ci aspettiamo che le Istituzioni la affrontino.
L’Inail continua a sbandierare il calo degli infortuni sul lavoro nel nostro Paese e mentre il Comune, la Provincia, la Regione , le Usl, la Prefettura e gli Enti preposti alla vigilanza e ai controlli in materia di sicurezza sul lavoro continuano a cercare una strada per arginare il fenomeno, il sindacato continua a contare le sue vittime, vittime sul lavoro, come in una guerra ! "
Aspettiamo fiduciosi che il Coordinamento per la sicurezza sul lavoro, presieduto dal Prefetto di Roma, dia i suoi frutti, ma vogliamo che sia chiaro per tutti che non c’è più tempo per sperimentare e tentare soluzioni, occorre passare ai fatti e nel più breve tempo possibile.
I nostri lavoratori di tempo non ne hanno, visto che è a rischio, giornalmente, la durata della loro vita!”
La Fillea Cgil di Roma e Lazio continuerà con ogni mezzo la sua battaglia contro questo tristissimo fenomeno e oggi sarà in prima fila nel Presidio che è stato organizzato davanti alla struttura ospedaliera di Tivoli, teatro dell'ennesima tragedia sul lavoro.


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