salta il menu principale



Ufficio Stampa


CONTATTI

Addetta Stampa : Francesca Marcucci : cell.333.3876830
tutti i pomeriggi dopo le ore 17.00 al numero 06.93801036
email : francescamarrucci@paconline.it

  Telefono   06 46.20.66.01

   Fax            06 47.82.51.28
   fillea@lazio.cgil.it

COMUNICATI STAMPA
24/02/2010   -   Denuncia episodio di intolleranza
05/12/2009   -   La Nuvola di Fuksas parte con 50 milioni in meno di base d'asta
18/07/2007   -   Due edili morti in poche ore a Tivoli e Anagni
17/04/2007   -   Morti bianche in edilizia, Grugnetti : Roma oggi ha un nuovo martire".
13/04/2007   -   Morti bianche in edilizia: "A Roma e nel Lazio sono stati troppi i martiri in questi anni"
09/03/2007   -   Protesta lavoratori edili a Tor Pignattara
15/01/2007   -   Roma capitale delle morti bianche in edilizia
16/11/2006   -   Infortuni nel posto di lavoro, Grugnetti Fillea Roma e Lazio: "bene proposta di Veltroni"
02/11/2006   -   Morti in edilizia: promuovere il 2 novembre la giornata della memoria
23/10/2006   -   Morti bianche in edilizia: Non bastano più le parole e non sono sufficenti gli ...
06/09/2006   -   Un'altra vittima nei cantieri edili sono 18 nel 2006
05/09/2006   -   Ennesimo incidente mortale in edilizia: il 2006 registra record negativi
20/07/2006   -   Incidente sul lavoro a Terracina: 2 operai morti folgorati
18/07/2006   -   Continua la strage nei cantieri del Lazio.
30/06/2006   -   Non bastano più le assurde morti dei lavoratori delle costruzioni...
27/06/2006   -   Ennesima morte oggi a Frosinone di un lavoratore edile
20/06/2006   -   Ennesima vittima oggi a Roma di un lavoratore edile in un cantiere...
15/05/2006   -   "Basta con i morti nei cantieri del Lazio!"
02/05/2006   -   Fermo il settore legno per il contratto scaduto
06/04/2006   -   Legno: rotte le trattative sul 2° biennio economico
05/04/2006   -   Lavoratori Metro B1: grandissima adesione allo sciopero
03/04/2006   -   Roma, Metro B: due ore di Sciopero
29/03/2006   -   Appalti : Fillea CGIL Roma e Lazio :"Anomalo ribasso del 31,24% per gara lavori..."
14/03/2006   -   Sciopero Generale dell'Edilizia: alta l'adesione
22/02/2006   -   Continua la strage quotidiana nei cantieri della capitale
22/02/2006   -   Contratto Edilizia: Rotte le trattative con l'Ance - Lo sciopero a Roma
31/01/2006   -   Tre morti nei cantieri edili in un mese: sono cifre da guerra!!!  ...
19/01/2006   -   Fillea CGIL di Roma e Lazio : lotta ai cantieri edili illegali
11/01/2006   -   Venti morti nei cantieri edili nel 2005. Grugnetti Fillea Cgil Roma: "Basta con questo..."


24/02/2010 - Denuncia episodio di intolleranza
Siamo in presenza di un nuovo episodio di intolleranza non solo verbale ma anche fisica nei confronti di un nostro funzionario mentre svolgeva la sua normale attività sindacale nei cantieri edili della capitale. Il fatto è avvenuto in Via Grotte di Gregna nel territorio del V° municipio in un appalto del comune di Roma per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Il committente è la soc. LORUS e l’impresa esecutrice il CONSORZIO INTESA COOPERATIVO che ha affidato il lavoro ala ADOK SYSTEM SOCIETA COOPERATIVA alle cui dipendenze ci sono nove lavoratori egiziani. L’intervento del funzionario della Fillea Cgil era prevalentemente rivolto ai problemi di sicurezza visto le precarie condizioni in cui i lavoratori stavano lavorando; inoltre la stessa azienda risultava non essere iscritta sia alla Cassa Edile di Roma che alla Edilcassa, enti che certificano la regolarità dell’impresa e del lavoro. Questi sono stati i motivi scatenanti che hanno visto la reazione violenta del capocantiere che solo il senso di responsabilità del nostro funzionario e il successivo intervento della Polizia di Stato e Vigili Urbani hanno impedito che degenerasse con conseguenze gravi Continuano a manifestarsi atti di estrema gravità che noi denunciammo già a novembre nel nostro convegno sulla legalità e le infiltrazioni mafiose, aggiungendo in quella occasione i fatti gravi che avevamo riscontrato nella costruzione delle piscine mondiali e nel fatto che al Comune di Roma erano aumentati per numero ed importo i lavori affidati a trattativa privata e di massima urgenza ma rimanemmo in quella occasione inascoltati. Insieme alla crisi che sta investendo il settore con segnali negativi di tutti gli indicatori economici, c’è un degrado evidente nei cantieri edili che si manifesta attraverso rapporti di lavoro fasulli attraverso finti part-time o il ricorso fuori regola dell’apprendistato e le basse qualifiche o peggio con il ricorso al caporalato e al lavoro nero che in un nostro studio ed analisi recente quantificavamo in circa 90.000 lavoratori che oltre a produrre un mercato drogato e sleale producono una rilevante evasione contributiva e fiscale. Tutto questo dovrebbe da monito alle Amministrazioni Appaltanti e alle Associazioni di rappresentanza a tutela della regolarità e della difesa del lavoro e del territorio. Noi riscontriamo scarsa sensibilità e attenzione ai fenomeni negativi descritti e molta più attenzione come i recenti fatti di cronaca hanno dimostrato alla ricerca di pratiche sleali e fuori legge.
Due edili morti in poche ore a Tivoli e Anagni Sandro Grugnetti (Fillea CGIL di Roma): “Siamo di fronte ad una vera e propria mattanza”
La morte di due lavoratori edili, il primo un rumeno Claudio Melu di 37 anni morto in un cantiere e  scaricato da alcuni uomini, poi arrestati dai carabinieri, davanti al Pronto soccorso di Tivoli;  il secondo, Claudio  Briglianti di 35 anni ucciso dall’esplosione di un silos di cemento ad Anagni all’interno della ditta Italgas Beton ripropone con drammaticità il problema delle morti bianche in edilizia.
Una vera e propria mattanza – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio – Sandro Grugnetti - che  porta a 9 le vittime nel 2007. Nel 2006 sono stati 23 coloro che hanno perso la vita nei cantieri.
Nel nostro Paese – commenta Grugnetti. – continuiamo ad assistere, nonostante le tante denunce del sindacato e delle più alte cariche istituzionali, a partire dal Presidente della Repubblica,  a fatti di una gravità inaudita. Si uccidono i lavoratori e si scaricano davanti agli ospedali: se questa non è una mattanza cosa è allora?
La Fillea Cgil di Roma e Lazio chiama in causa ancora una volta le istituzioni e annuncia una mobilitazione nel Lazio contro la mattanza degli edili nel nostro Paese”

Morti bianche in edilizia: Grugnetti, Roma oggi ha un nuovo martire.

“Anche oggi Roma ha il suo martire. E’ la seconda morte bianca che si verifica nei cantieri del Lazio in pochissimi giorni, e  viene dopo l’infortunio mortale in cui e’ rimasto vittima un edile a Latina”.
E’ quanto afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti commentando la morte oggi in un cantiere edile romano di un operaio romeno di 44 anni.
“Di martiri il settore dell’edilizia a Roma e nel Lazio ne conta purtroppo tantissimi. Negli anni precedenti – sottolinea Grugnetti - la nostra regione ha mostrato segni preoccupanti.”
Lo scorso anno sono state 23 le vittime e nel 2007 se ne contano già 5. Nel 2005 i morti sono stati 20 e 11 nel 2004.
“Servono subito nuovi ispettori del lavoro – continua Grugnetti. Non c’è più tempo per decidere. Occorre – dice - inoltre aumentare la vigilanza nel sistema degli enti paritetici.”


Morti bianche in edilizia Sandro Grugnetti (Segretario Fillea CGIL Roma e Lazio): "A Roma e nel Lazio sono stati troppi i martiri in questi anni".

Il Testo Unico sulla salute e sulla sicurezza nei posti di lavoro
 approvato dal CDM “e’ un passo importante”

“Ringraziamo il Presidente del Consiglio Romano Prodi per aver riconosciuto “lo status” di martiri ai lavoratori che ogni giorno sacrificano la loro vita per noi. Di martiri il settore dell’edilizia ne conta purtroppo tantissimi.”
E’ quanto afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti che ricorda i tristi numeri delle morti bianche in edilizia in questi anni nella regione Lazio. Lo scorso anno sono state 23 le vittime e nel 2007 se ne contano già 3. Ma negli anni precedenti il “martirio” dei lavoratori edili nella nostra regione ha mostrato comunque segni preoccupanti.
Nel 2005 i morti sono stati 20 e 11 nel 2004. Grugnetti apprezza il varo da parte del governo del  nuovo Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ un passo importante – sottolinea il Segretario Generale della Fillea di Roma e Lazio -  per arginare un fenomeno, quello delle morti bianche – che il sindacato sta combattendo da anni. Dalla Fillea Cgil anche  un appello alle istituzioni locali, in particolare alla regione: deve approvare una legge sugli appalti per regolare la normativa sul massimo ribasso d’asta nei lavori pubblici. Lo prevedeva una legge del governo Amato del 2001. Da allora stiamo ancora aspettando”.


Protesta lavoratori edili a Tor Pignattara, Sandro Grugnetti (segretario Fillea CGIL Roma e Lazio) : "Basta con il mercato delle braccia in edilizia".

Non può più continuare a Roma questo mercato delle braccia. Ai lavoratori edili bisogna dare più garanzie di lavoro e più sicurezza. Questo il commento del Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti, sulla protesta degli operai edili, quasi tutti rumeni, a Roma nella zona di Tor Pignattara.
Dal 4 gennaio questi lavoratori sono senza busta paga – sottolinea Grugnetti. La ditta di Caserta responsabile di quanto sta accadendo si comporta come tante altre imprese: prima prende i lavori di subappalto e poi non rispetta i contratti. A questi ricatti il sindacato non ci sta.
La Fillea Cgil di Roma e Lazio – continua Grugnetti - esprime solidarietà ai lavoratori edili e chiede che gli organi pubblici preposti intervengano con celerità per sanare questa situazione di disagio in cui si trovano i lavoratori edili di Tor Pignattara.


Roma Capitale delle morti bianche in edilizia
Sandro Grugnetti (Fillea CGIL di Roma e Lazio): Il 2007 si preannuncia peggiore dell’anno passato.

Roma occupa il primo posto di questa triste classifica con 15 vittime nel 2006, al secondo posto Brescia con 9 seguita da Milano, Trento e Napoli. In totale in Italia lo scorso anno sono state 258 le morti bianche nel settore delle costruzioni, questi i dati resi noti dalla Fillea CGIL di Roma e Lazio, che annuncia una nuova vittima nei cantieri della capitale. In un cantiere di Ostia un operaio 60enne e' morto dopo essere caduto da una scala. “Purtroppo Invece di privilegiare la qualità del lavoro e dunque la sicurezza, nei cantieri edili il metro di misura di molti costruttori rimane quello della tempistica, di fare presto senza tutelare la salute e la sicurezza del lavoratore” sottolinea Sandro Grugnetti segretario della Fillea CGIL Roma e Lazio.Il 2006 è stato l’anno più nero per quanto riguarda gli incidenti nei cantieri della nostra regione e non vorremmo che questa situazione così drammatica si ripetesse anche per questo anno, che già conta 2 vittime in soli 15 giorni.

Infortuni nel posto di lavoro
Sandro G
rugnetti Fillea CGIL Roma e Lazio: "bene la proposta di Veltroni
per un tavolo sulla sicurezza".

La Fillea cgil di Roma e Lazio accoglie con grande soddisfazione l’intenzione del sindaco di Roma Walter Veltroni di attivare al più presto un tavolo di confronto tra istituzioni, imprese e sindacati per discutere delle misure da adottare per sconfiggere la piaga delle morti bianche .
Nell’edilizia di Roma e del Lazio – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio Sandro Grugnetti – il fenomeno degli infortuni nei cantieri sta assumendo contorni molto preoccupanti. Quest’anno – aggiunge Grugnetti – sono morti 22 lavoratori. Praticamente uno ogni quindici giorni . Il tavolo proposto da Veltroni deve essere un’occasione per mettere insieme le sinergie e le competenze delle istituzioni - ricorda Grugnetti – ma servono misure nuove, nuove soluzioni , una nuova cultura della prevenzione per arginare questo triste fenomeno.


Morti in edilizia: promuovere il 2 novembre la giornata della memoria
La proposta della Fillea Cgil di Roma e Lazio

Tra i defunti che si commemorano oggi 2 novembre ci sono anche gli edili rimasti vittime di un infortunio mortale. A loro la Fillea Cgil di Roma e Lazio vuole dedicare questa giornata. Una giornata della memoria da celebrare ogni anno.
A Roma e nel Lazio sono purtroppo ancora tanti gli edili che hanno subito un infortunio mortale in edilizia.
Negli ultimi quattro anni sono stati 68. Si è passati dai 16 del 2003 agli 11 nel 2004 e ai 20 nel 2005. Quest’anno, e siamo ancora a novembre, le vittime di infortuni mortali sono state 21.
L’ultima l’altro giorno. Dopo tre mesi di ricovero è morto in ospedale Stefan Dumea, un clandestino romeno, rimasto vittima il 9 agosto scorso di un infortunio sul lavoro. Lo straniero stava lavorando alla ristrutturazione di una palazzina del quartiere dei Cappuccini, a Civitavecchia.
In Italia nel 2006 finora sono state 211 le morti bianche in edilizia. Ben il 10% di questi infortuni mortali è avvenuto a Roma e nel Lazio – sottolinea il segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti. La nostra regione è ai vertici di questa triste classifica e nonostante gli impegni presi dalle istituzioni – aggiunge - il fenomeno delle morti bianche non regredisce, anzi aumenta. Per questo serve “non dimenticare”.


Morti bianche in edilizia:
Non bastano più le parole e non sono sufficienti gli impegni presi.

Non facciamo in tempo a denunciare l’infortunio mortale di un lavoratore edile che subito dopo dobbiamo denunciarne un altro. Siamo angosciati da un fenomeno, sottolinea il segretario generale della Fillea CGIL Roma e Lazio Sandro Grugnetti, contro il quale non bastano più le parole, non sono sufficienti gli impegni presi. La morte dell’operaio edile di 54 anni, avvenuta oggi a Torvajanica, è la ventesima in dieci mesi, e mette la capitale ai primi posti nella triste classifica degli infortuni mortali in edilizia. La Fillea CGIL di Roma e Lazio ha deciso la mobilitazione di tutti i lavoratori edili nei cantieri di Roma e del lazio.


Un’altra vittima nei cantieri edili – Sono 18 nel 2006
Sandro Grugnetti, Fillea Cgil di Roma e Lazio : "è come lavorare ogni giorno su un campo minato"

Dopo quella di lunedì scorso oggi un’altra vittima nei cantieri edili romani. Ormai lo stillicidio è quotidiano. La morte di Pietro Osnelli edile di 59 anni, causata dal ribaltamento del camion mentre scaricava ghiaia e sabbia in una cava a Ponte Galeria, dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che siamo come in guerra. Una guerra che i lavoratori non hanno dichiarato a nessuno e che invece porta già a 18 le vittime nel 2006.
“E’ come se i nostri lavoratori edili – sostiene il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti – lavorassero ogni giorno camminando su un campo minato.
“La Fillea Cgil di Roma e Lazio – sostiene Grugnetti – chiede che in caso di recidiva le ditte coinvolte siano escluse dalle gare di appalto pubbliche. Gli enti locali devono svolgere un ruolo nel campo della sicurezza – avverte Grugnetti - non si può più delegare agli organismi tecnici. Servono normative serie – conclude Grugnetti – che costringano le imprese ad un maggior rispetto della sicurezza.


A Roma ennesimo incidente mortale in edilizia: il 2006 registra record negativi
Fillea Cgil Roma e Lazio: faremo un Libro Bianco sulle imprese che non rispettano le norme di sicurezza
.

La morte di un giovane edile di Aprilia, Marco Bortolomeotti di 37 anni
causata dal ribaltamento della betoniera carica di cemento a Roma nel quartiere di Tor de Cenci è l’ennesima tragedia che si compie nei cantieri del Lazio nel 2006. Sono ormai 17 gli edili rimasti vittima di un infortunio mortale quest’anno e molti sono giovani. Da sottolineare che lo scorso anno gli infortuni mortali totali sono stati complessivamente 20, tre in piu’ rispetto al 2006, ma siamo solo a settembre e con la ripresa delle attività nei cantieri c’è da aspettarsi una ripresa del triste fenomeno delle morti bianche.
“Nei cantieri del Lazio e della Capitale – sostiene il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio Sandro Grugnetti – le norme di prevenzione sugli infortuni spesso non vengono rispettate. Molte imprese edili preferiscono rischiare la vita dei loro dipendenti, piuttosto che investire in sicurezza.
Il sindacato degli edili romani – aggiunge Grugnetti - sta preparando un “Libro Bianco” , che verrà pubblicato prossimamente nel quale annotiamo e denunciamo pubblicamente tutte quelle imprese che non rispettano le norme di sicurezza.
Quello delle morti bianche in edilizia – conclude Grugnetti - è un tributo troppo alto per i lavoratori e un prezzo troppo oneroso per il nostro settore che va addebitato a quei datori di lavoro, purtroppo sempre più numerosi, che per risparmiare sulla sicurezza mettono a rischio la vita dei loro lavoratori.”


Incidente sul lavoro a Terracina: 2 operai morti folgorati
La Fillea Cgil di Roma e Lazio :”Pronti alla mobilitazione”
Sandro Grugnetti : “Basta con i bollettini di guerra in edilizia!”
La tragedia di oggi a Terracina, dove hanno perso la vita un giovane edile romeno di 16 anni ed il titolare della ditta di ristrutturazioni, mette in evidenza una situazione ormai insostenibile per il nostro settore. Quest’anno ci sono stati già 15 morti nei cantieri edili di Roma e del Lazio: 3 solo negli ultimi due giorni. Un record tristemente negativo rispetto al 2005 quando gli infortuni sul lavoro erano stati 12 nello stesso periodo e rispetto al 2004 quando erano state 11 le vittime in tutto l’anno.
La Fillea CGIL di Roma e Lazio, sottolinea il segretario generale Sandro Grugnetti, è pronta a mobilitarsi e dice basta a questo stillicidio. Quello degli infortuni sul lavoro in edilizia è un vero e proprio bollettino di guerra.
La Fillea CGIL di Roma e Lazio, aggiunge Grugnetti, si adopererà con tutte le proprie forze per arginare queste tragedie; è un prezzo troppo alto per il settore che non possiamo e non vogliamo pagare.

Continua la strage nei cantieri del Lazio
Sandro Grugnetti, Fillea Cgil di Roma e Lazio: "ancora una morte annunciata"

“Continua la strage nei cantieri del Lazio. E’ di un’ora fa la notizia dell’infortunio mortale avvenuto in un cantiere di Via Anagnina, dove un lavoratore edile di 50 anni dipendente della ditta Sorac SRL, è precipitato nella tromba dell’ascensore di una palazzina in costruzione, dall’altezza del quarto piano. Non c’è stato nulla da fare, l’operaio è morto sul colpo.”
E’ quanto afferma Sandro Grugnetti, segretario generale della Fillea – Cgil Roma e Lazio, che aggiunge “siamo alla tredicesima vittima dall’inizio dell’anno nel settore edile della nostra regione. E si tratta ancora una volta di una morte annunciata per assenza di rispetto delle norme in materia di sicurezza. Quanto ancora dovremo aspettare per vedere la politica fare il suo mestiere, cioè imporre il rispetto delle leggi e delle normative in materia di sicurezza sul lavoro, estendere i controlli e punire – conclude Grugnetti - in modo esemplare quelle ditte che continuano a mettere a rischio la vita umana in nome del profitto?”


Non bastano più le assurde morti dei lavoratori delle costruzioni, a questo dobbiamo aggiungere le “morti nascoste” all’opinione pubblica e agli organismi di controllo.

Giugno 2006 sarà ricordato come il mese nero delle morti bianche nel settore delle costruzioni. A tutte le vittime nei cantieri, dobbiamo aggiungere la morte di un operaio di 29 anni, Morini Luigi di Colleferro, morto presso una cava per l’escavazione del basalto in Località Laghetto, nel comune di Montecompatri (Rm), il giorno 24\06\2006, alle prime ore dell’alba.
La cava è denominata “Valle Romanella” del gruppo “SCHINA” in Via dell’Acquedotto Felice.

“Non bastano più le assurde morti dei lavoratori delle costruzioni, a questo dobbiamo aggiungere le “morti nascoste” all’opinione pubblica e agli organismi di controllo.
Della morte di questo lavoratore, avvenuta Sabato scorso, nessuno né ha saputo nulla, compreso il servizio della Asl Rm H, sino a questa mattina.
Vogliamo protestare per il mancato coordinamento tra la polizia mineraria, la polizia giudiziaria intervenuta e il servizio ispettivo della ASL Rm H.
La Regione Lazio deve assolutamente intervenire, favorendo un tavolo di coordinamento sulla sicurezza nei Luoghi di lavoro,e in particolare in quelli delle costruzioni, che sia agile e che dia risultati tangibili immediatamente..
E’ necessario che, la Regione Lazio intervenga prontamente, dotando di mezzi e uomini tutti gli organi ispettivi deputati al controllo del rispetto delle norme per la tutela dei lavoratori.
Dell’infortunio specifico al momento abbiamo pochissime informazioni, sappiamo però, che la cava coinvolta ha sempre avuto delle difficoltà, sia nel rispetto delle norme sulla coltivazione della cava stessa, che nell’applicazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori. La polizia mineraria, competente in materia, cosa ha fatto sino ad ora?
La FILLEA CGIL Comprensoriale, si attiverà a tutti i livelli per fare chiarezza sui fatti e non esclude la possibilità di costituirsi parte civile, perché vogliamo che chi ha eventuali responsabilità nell’infortunio, risponda nelle sedi opportune e per verificare che lo “strano silenzio” sull’incidente mortale, non sia figlio di eventuali omertose connivenze.”

Queste sono le dichiarazioni del Segretario Generale della FILLEA CGIL del Comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco, il Sig Marco Carletti.


Ennesima morte oggi a Frosinone di un lavoratore edile
Fillea Cgil di Roma e Lazio:
basta con i cantieri della vergogna!
Sandro Grugnetti:
il Lazio, la regione che si avvia a battere un triste primato in Italia

Con la morte dell’operaio edile Angelo Boccadamo di 45 anni oggi a Frosinone siamo arrivati a dieci infortuni mortali nel settore dell’edilizia del Lazio nel 2006.
“Il Lazio risulta una delle regioni più colpite dal fenomeno degli infortuni nel settore – sottolinea il Segretario Generale Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti. Neanche di fronte alla denuncia del Presidente della Repubblica Napolitano – continua il Segretario della Fillea Cgil di Roma e Lazio - si interrompe questo stillicidio. Cosa dobbiamo fare? Come possiamo bloccare questi cantieri della vergogna?
Non ci vengano a dire che si tratta di fatalità. La cosiddetta “fatalità” non esiste: ogni infortunio, soprattutto se grave, è sempre determinato da più cause, singolarmente prevedibili. La sicurezza – aggiunge Grugnetti - comincia dall’organizzazione del lavoro e dalla qualità della stessa impresa, fattori che sembrano sempre più estranei a molte imprese.
Insieme ai morti, come nel caso di Frosinone, si accompagnano infortuni gravi che spesso lasciano le persone invalide. Non si può continuare a lavorare così – continua Grugnetti. Spesso le responsabilità non vengono accertate e si rimane senza un futuro, senza giustizia e senza adeguati risarcimenti”.


Ennesima vittima oggi a Roma di un lavoratore edile in un cantiere della Roma Fiumicino.
Sandro Grugnetti: chi paga ora per la morte del giovane edile?

La morte di edile di 24 anni Carlo Merola, rimasto vittima di un infortunio mortale in un cantiere della Roma - Fiumicino obbliga le imprese edili ad una riflessione rigorosa: che prezzo debbono pagare i lavoratori edili per lavorare? Perché le imprese non mettono in sicurezza i lavori e i lavoratori? Perché tanta sordità e negligenza?
“L’edilizia paga un tributo troppo alto. Nel 2006 si sono registrati già 8 incidenti mortali nel Lazio di cui 5 a Roma – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti. E’ un vero e proprio stillicidio – aggiunge Grugnetti – nonostante il sindacato abbia più volte sensibilizzato del problema le imprese e le istituzioni. Il sindacato degli edili della Cgil di Roma e Lazio farà di tutto, utilizzando gli strumenti in suo possesso – aggiunge Grugnetti - per arginare il fenomeno degli infortuni mortali in edilizia a Roma e nel Lazio che lo scorso anno ha registrato la perdita di 20 vite umane, molte delle quali hanno lasciato le loro famiglie senza un sostegno economico su cui contare.
La Fillea Cgil di Roma e Lazio denuncia anche il continuo ricorso al subappalto in edilizia. L’impresa SIF dove lavorava la giovane vittima aveva ottenuto il subappalto dalla società Tonini per la realizzazione di opere specialistiche (la messa in opera di pali per costruzioni). Soprattutto nella realizzazione delle opere pubbliche, le grandi società – sottolinea Grugnetti - una volta acquisiti grandi lavori, impegnano direttamente una quantità di lavoratori che si possono contare sulle dita di una mano. Il resto è formato da una catena di sub appalti, fuori dai limiti del normale e da ogni pur ragionevole comprensione dell’uso proprio di tale strumento”.


“Basta con i morti nei cantieri del Lazio!”

Dall’inizio del 2006 sono già otto le vittime di incidenti sul lavoro nel Lazio, un numero troppo elevato nonostante la questione sia stata ripetutamente sottoposta all’attenzione delle istituzioni competenti.
È di oggi pomeriggio la notizia della morte di un operaio di 36 anni che ha perso la vita precipitando dall’impalcatura di un palazzo in via dell’Olmata 9, nel quartiere Esquilino a Roma.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo stava svolgendo dei lavori di ristrutturazione in un convento appartenente ad un ordine religioso, quando improvvisamente ha perso l’equilibrio. E’ morto sul colpo cadendo da un’altezza di circa otto metri.
L’incidente è avvenuto nel cortile interno dell’edificio, ma le cause sono ancora da accertare. Ancora una volta un operaio paga con la propria vita la mancanza di rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.


Fermo il settore legno per contratto scaduto
Adesioni superiori all’80% allo sciopero nazionale di otto ore. Interessati
200.000 addetti e 90.000 tra grandi, medie e piccole imprese.

Grandissima la partecipazione allo sciopero nazionale del legno che oggi, 2 maggio, ha visto impegnati i sindacati di categoria e i lavoratori in tutta Italia; altissime le adesioni, superiori all’80%, con punte tra il 90 e 100% nelle grandi aziende e nei distretti del mobile e del salotto.
Hanno incrociato le braccia circa duecentomila addetti della grande e piccola industria del settore, occupati in novemila imprese. Lo sciopero è stato indetto dalle organizzazioni sindacali delle costruzioni Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil che hanno proclamato una giornata di mobilitazione a sostegno della vertenza per il rinnovo del secondo biennio economico del contratto nazionale di categoria, scaduto a fine 2005. La decisione del sindacato è maturata in seguito alla rottura delle trattative con le due controparti Federlegno e Unital Confapi, associazione delle piccole e medie imprese. Fillea, Filca e Feneal reclamano un aumento in busta paga pari ad 83 euro lordi mensili al 3° livello mentre Federlegno ne propone 75, ripartiti in tre tranche. Lo scoglio per gli aumenti contrattuali non è la cifra richiesta dai sindacati, ma la subordinazione del rinnovo a quattro condizioni: il prolungamento della vigenza del contratto nazionale fino a sei mesi oltre la naturale scadenza, 30 giugno 2008, l'erogazione del bonus sotto forma di Edr, cioè elementi distinti dalla retribuzione e quindi non conteggiabili nella paga base e non validi ai fini di Tfr, ferie, straordinari, la rinuncia all'una tantum per la vacanza contrattuale e lo slittamento di cinque mesi dell'entrata in vigore degli incrementi dei parametri, relativi al nuovo inquadramento professionale, che non entrerebbero in vigore dall’1 gennaio 2007, così come prevede il Ccnl, bensì 5 mesi più tardi, quindi dall’1 giugno 2007.
Le condizioni di Federlegno, oltre a non essere assolutamente sufficienti a coprire l'aumento del costo della vita, snaturano l'intero impianto contrattuale con una perdita in busta paga stimata nell'ordine dei 500 euro l'anno. Anche per quanto riguarda le medie e piccole imprese, l’Unital Confapi ha offerto una cifra a regime insufficiente e non ben precisata per poter chiudere positivamente il contratto.
“Quello di oggi è stato uno sciopero importante – hanno sottolineato in una nota i Segretari nazionali della Fillea Cgil, Piero Leonesio; Filca Cisl, Paolo Acciai e Feneal Uil, Fabrizio Pascucci - la sua piena riuscita ci permetterà di riaprire nei prossimi giorni la trattativa, continuando a rinnovare le richieste contenute nella piattaforma.”


Legno: rotte trattative sul 2° biennio economico.
Inaccettabili le proposte di Federlegno.
I sindacati proclamano uno sciopero di 8 ore per il 2 maggio.

Rotte le trattative tra i sindacati di categoria, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil e Federlegno sul rinnovo del secondo biennio economico del contratto di lavoro, scaduto lo scorso 31 dicembre 2005. Dopo cinque incontri tra le delegazioni delle parti, è stato impossibile giungere a qualsiasi accordo in merito al rinnovo dell'intesa, Le organizzazioni sindacali in risposta alle proposte avanzate dagli imprenditori, ritenute inaccettabili, hanno deciso di dichiarare un giorno di sciopero per l'intero settore del legno-arredamento. I lavoratori, circa 400 mila in Italia, si fermeranno, dunque, otto ore nella giornata di martedì 2 maggio per protestare contro il mancato rinnovo contrattuale. Molto lontane la richiesta di 83 euro di aumento per il terzo livello aumento presentata dal sindacato e la controproposta delle imprese che non è andata oltre i 75 euro. Federlegno, inoltre, non ha voluto riconoscere l'una-tantum sul pregresso, cioè il pagamento dei tre mesi passati da quando il contratto è scaduto.


Le Segreterie Nazionali FeNEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, unitamente alla Delegazione Trattante, a seguito dell’incontro effettuato il 5 aprile 2006, per la trattativa di rinnovo del 2° biennio economico del CCNL LEGNO Industria, giudicano inaccettabili ed improponibili le risposte esternate da FEDERLEGNO.

Infatti, contrariamente da quanto richiesto in termini economici (€ 83,00 a livello C), FEDERLEGNO propone € 75.00 a livello C, ripartite su tre tranches. Inoltre è condizionata dai seguenti 4 punti “ a corollario”:

1. prolungamento del periodo di vigenza del CCNL al 30/6/2008;

2. gli aumenti verrebbero erogati sotto forma di EDR (elementi distinti dalla retribuzione) e quindi non utilizzabili ai fini degli istituti diretti ed indiretti del contratto (TFR – Ferie – Straordinari – ecc.);

3. l’ ”una tantum” a copertura del periodo di vacanza contrattuale (dall’1/1/2006 alla firma dell’accordo) non verrebbe erogata;

4. gli incrementi dei parametri, relativi al nuovo inquadramento professionale, non entrerebbero in vigore dall’1/1/2007, così come prevede il CCNL, bensì 5 mesi più tardi , quindi dall’1/6/2007.

Le Segreterie Nazionali, unitamente alla Delegazione Trattante, a fronte di queste proposte che considerano inaccettabili proclamano:

SCIOPERO GENERALE DI 8 ORE
MARTEDI’ 2 MAGGIO 2006
BLOCCO IMMEDIATO DEGLI STRAORDINARI
E DELLE FLESSIBILITA’

Le Segreterie Nazionali FeNEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, sono disponibili a partecipare alle assemblee informative che a livello territoriale saranno organizzate.

Le Segreterie Nazionali
La Delegazione Trattante


Lavoratori Metro B1: grandissima adesione allo sciopero.
I lavoratori hanno chiesto l’immediata riapertura del tavolo di trattativa.

Oltre 100 lavoratori tra operai e impiegati impegnati nei quattro cantieri della Metro B1 di Roma, hanno aderito allo sciopero di due ore con assemblea proclamato dai sindacati delle costruzioni Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil di Roma e le R.S.A., per protestare contro il perdurare della posizione immotivata della società consortile B1, che non ha rispettato le date del 17 e del 20 marzo concordate per l’approfondimento della piattaforma presentata il 7 marzo e che ad oggi non ha avuto alcuna risposta. I lavori per la realizzazione della nuova linea metropolitana sono iniziati a settembre 2005 e sono entrati a regime a gennaio 2006. Nella piattaforma le organizzazioni sindacali avevano richiesto il controllo sui subappalti, il controllo della manodopera con requisiti sulla tipologia delle assunzioni e sul rispetto degli orari e sulla sicurezza. I lavoratori, riuniti questa mattina in assemblea hanno deciso di mantenere lo stato di agitazione e hanno richiesto la riapertura della trattativa per il giorno 6 aprile, ore 10.00 presso gli uffici del cantiere e la partecipazione della Direzione lavori di Roma Metropolitane.


Roma, Metro B: due ore di Sciopero
La società consortile B1 non intende approfondire la piattaforma presentata dai sindacati delle costruzioni

Permane lo stato di agitazione in corso e si proclamano due ore di sciopero dalle ore 13.00 alle ore 15.00 per il giorno 4 aprile con assemblea presso il locale mensa del cantiere base di Conca d’Oro. E’ quanto dichiarano i sindacati delle costruzioni Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil di Roma e le R.S.A., per protestare contro il perdurare della posizione immotivata della società consortile B1, che non ha rispettato le date del 17 e del 20 marzo concordate per l’approfondimento della piattaforma presentata il 7 marzo e che ad oggi non ha avuto alcuna risposta.


Appalti : Fillea Cgil di Roma e Lazio:
”Anomalo ribasso del 31,24% per gara lavori stazione Tiburtina”

''E' anomalo il ribasso del 31,24% con cui la societa' Consta si e' aggiudicata l'appalto
dei lavori di ammodernamento della stazione Tiburtina''. E’ quanto afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti, secondo il quale ''e' incomprensibile che
un'opera del valore di 155 milioni di euro essere realizzata con 107 milioni di euro''.
''O c'e' un errore da parte della Rete Ferroviaria Italiana SpA, in qualita' di stazione appaltante – continua il sindacalista - o l'impresa che eseguirà i lavori pensa di eseguirli con qualche miracolo, visto il ribasso di 48 milioni di euro che ha fatto''. A giudizio di Grugnetti ''E' legittimo sospettare che esiste il pericolo che si cerchera' di risparmiare sui materiali, o forse ancora una volta sulla manodopera e sulla sicurezza. Inoltre, ribassi d'asta di queste dimensioni sono incompatibili con il rispetto delle leggi e delle norma contrattuali.”
''Per ultimare quest'opera nei tempi previsti dal bando di gara - ha aggiunto Grugnetti - bisognera' ricorrere ad una organizzazione del lavoro su piu' turni, che richiede un maggior costo salariale e contributivo, come previsto dal contratto nazionale del settore edile. Come sindacato chiederemo
all'impresa di trattare le condizioni dei lavoratori impegnati nella realizzazione dell'opera, ma contemporaneamente chiediamo alla RFI SpA una seria valutazione dei prezzi e dei costi
presentati dalle imprese che hanno partecipato alla gara, altrimenti le conseguenze saranno le stesse che oggi verifichiamo nei lotti di collegamento dell'Alta Velocita' alla stessa stazione Tiburtina, che hanno anni di ritardi a causa di continui contenziosi e fallimenti delle imprese''.
''Sarebbe stato molto meglio- conclude Grugnetti - se RFI avesse accettato un confronto con il sindacato come avviene con molte stazioni appaltanti pubbliche e si fosse fatto un protocollo di intesa sulle regole che riguardano le relazioni sindacali.”


Sciopero Generale dell’Edilizia.
Fillea Cgil Roma e Lazio:
alta l’adesione degli edili romani fermi i cantieri della Terza corsia GRA, Metro B1, Fiera di Roma, TAV e centrale a carbone di Civitavecchia.

Forte adesione degli edili di Roma e Lazio allo sciopero generale indetto per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro. Si sono fermati i cantieri edili in tutta la regione. Hanno incrociato le braccia anche i lavoratori dell’edilizia interessati alla realizzazione delle grandi opere: la Terza Corsia del G.R.A. metro B1, cantiere Todini, nuova Fiera di Roma, Tav e Centrale a carbone di Civitavecchia.
E’ quanto sottolinea in una nota la Fillea Cgil di Roma e Lazio.
Sono oltre 41.000 i lavoratori della Capitale, di cui un terzo straniero. Con gli irregolari secondo stime della Fillea Cgil di Roma e Lazio il numero dei lavoratori edili raddoppia.
Dopo oltre quattro mesi dall’apertura del confronto sul rinnovo del secondo biennio economico 2006 -2007 del contratto di lavoro degli edili e sul tetto per l’individuazione della parte economica territoriale – avverte la Fillea Cgil di Roma e Lazio – ancora non sono state formulate controproposte quantitative da parte dell’Ance, che invece mira a destrutturate il settore attraverso richieste pretestuose relative alla normativa sull’art. 22 del contratto (trasferta) e dell’art.15 (responsabilità in solido delle imprese appaltanti).


Continua la strage quotidiana nei cantieri della Capitale
Un morto e due feriti in poche ore. Sono quattro le vittime dall’inizio dell’anno.

Un giovane operaio rumeno ha perso la vita in cantiere ad Ostia, travolto dal braccio di una pompa che si è ribaltato, altri due a Tivoli sono rimasti gravemente feriti mentre trasferivano delle lastre di marmo in un laboratorio, tutto in poche ore. Continua la strage quotidiana nei cantieri di Roma, che ormai dallo scorso anno è diventata la Capitale delle morti bianche.
Dall’inizio dell’anno sono quattro le vittime di infortuni sul lavoro nel Lazio e tre a Roma; a febbraio del 2005 la Fillea Cgil aveva registrato solo un infortunio mortale.
“Roma cresce, crescono le imprese edili e il fatturato, cresce il numero dei progetti e dei lavori appaltati, di pari passo raddoppiano, triplicano le vittime di questa crescita, alla quale dovrebbe seguire una crescita della qualità del lavoro. – E’ quanto afferma in una nota Sandro Grugnetti, Segretario Generale della Fillea Cgil.
“Abbiamo finito le parole e non abbiamo più voce per denunciare questo stillicidio quotidiano - continua il Segretario Generale - , le istituzioni continuano a rispondere che mancano i fondi da spendere per la sicurezza, ma la vita dei nostri operai non può dipendere dalla non volontà di tutti di assumersi responsabilità e competenze.
Una Capitale che possa dirsi tale – conclude Grugnetti - non può permettersi di dimenticare le condizioni di lavoro di chi ogni giorno esce da casa e non sa se la sera tornerà dalla sua famiglia. La qualità di una città si misura soprattutto sulla sicurezza di chi ci vive e lavora.”
“Lo sciopero generale del settore delle costruzioni, che si terrà il 14 marzo prossimo – conclude Grugnetti – sarà a Roma uno sciopero per il contratto, ma soprattutto uno sciopero per difendere con forza la salvaguardia della vita dei lavoratori.


Contratto edilizia: Rotte le trattative con l’Ance
Lo sciopero a Roma

Le Segreterie Nazionali delle Federazioni dei lavoratori delle costruzioni (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil) hanno dichiarato la mobilitazione di tutta la categoria edile che culminerà il giorno 14 marzo 2006 con una giornata di lotta nazionale con sciopero generale di 8 ore.

Dopo cinque mesi di inutili e defatiganti trattative con l’ANCE per convenire sull’aumento salariale per il 2° biennio 2006-2007 del CCNL e sulla determinazione della misura massima dell’aumento per la contrattazione integrativa territoriale, la categoria si trova nella impossibilità di intravedere la chiusura positiva del confronto negoziale.
Le Federazioni dei lavoratori delle costruzioni si trovano di fronte ad una posizione dettata dal prevalere delle opinioni più retrive nell’Associazione dei Costruttori, che persegue il tentativo di modificare le norme sulla mobilità dei lavoratori nel mercato nazionale, con l’unico intento di diminuire i costi e rendere ancora più difficile il controllo di un mercato del lavoro che è già fortemente ammalato di lavoro nero e di evasione contributiva e retributiva.
A ciò è da aggiungersi, ad opera delle stesse parti più retrive dell’Associazione imprenditoriale, la richiesta di vanificare la normativa contrattuale e legislativa sulla responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore per gli obblighi nei confronti dei lavoratori da questi ultimi dipendenti.
Una posizione che tende a deresponsabilizzare l’impresa appaltatrice e ad incentivare i processi di destrutturazione del ciclo lavorativo edile , così già fortemente provato da una polverizzazione e da un nanismo delle imprese, non motivato da specializzazione organizzativa e tecnologica, ma da fenomeni di concorrenza sleale basati sul non rispetto dei diritti e della sicurezza dei lavoratori.
Le Federazioni dei lavoratori delle costruzioni, di fronte al perseguimento da parte dell’ANCE di obiettivi così palesemente di retroguardia, che sono in contrasto con il positivo decennale andamento produttivo ed occupazionale del settore e con il percorso inaugurato con il CCNL del 2002 e con l’Avviso Comune di contrasto al lavoro nero e agli infortuni sul lavoro, non possono non ritenere inagibile il tavolo contrattuale al fine di far mutare tale posizione.
FILLEA CGIL – FeNEAL UIL – FILCA CISL di Roma a sostegno della mobilitazione nazionale e in preparazione dello sciopero generale proclamano lo stato di agitazione della categoria con iniziative di mobilitazioni locali in preparazione dello sciopero generale del 14 marzo p.v. di 8 ore.
In questo ambito sono proclamate assemblee con sciopero di 2 ore:
- il 28 febbraio nel cantiere della terza corsia del Gra
- il 6 Marzo nel cantiere metro B1
- il 7 Marzo cantiere Todini nuova Fiera di Roma
- l’8 Marzo cantiere Tav Condotte all’inizio dei turni di lavoro


BLOCCO DEL TAVOLO CONTRATTUALE
- per il rinnovo salariale per il secondo biennio del contratto degli edili
- dell’incremento dell’ Elemento Economico Territoriale

DOPO CINQUE MESI DI INUTILI TRATTATIVE NON SONO STATE DATE RISPOSTE ADEGUATE ALLE RICHIESTE DEL SINDACATO.

PER LA POSIZIONE DEGLI IMPRENDITORI, DETTATA DAL PREVALERE DELLE OPINIONI PIU’ RETRIVE nell’Associazione dei Costruttori, che vuole:
• rendere più difficile il controllo sindacale e degli organi preposti dello Stato,
• modificare delle norme sulla mobilità dei lavoratori
• eliminare della responsabilità dell’impresa nei confronti dei lavoratori delle imprese subappaltatrici

NONOSTANTE dieci anni di continua crescita del settore delle costruzioni nel nostro paese, si negano ai lavoratori dell’edilizia:
• 81 euro per il recupero salariale dovuto all’inflazione
• 79 euro per l’incremento dell’Elemento Economico Territoriale.

FILLEA CGIL – FeNEAL UIL – FILCA CISL di Roma PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE DELLA CATEGORIA CON INIZIATIVE DI MOBILITAZIONI LOCALI IN PREPARAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE DEL 14 MARZO P.V. DI 8 ORE.

In questo ambito sono proclamate assemblee con sciopero di 2 ore:
- il 28 febbraio nel cantiere della terza corsia del Gra
- il 6 Marzo nel cantiere metro B1
- il 7 Marzo cantiere Todini nuova Fiera di Roma
- l’8 Marzo cantiere Tav Condotte all’inizio dei turni di lavoro


Tre morti nei cantieri edili in un mese: sono cifre da guerra!!
La Fillea Cgil di Roma e Lazio non darà più tregua a nessuno
Dichiarazione del Segretario Generale, Sandro Grugnetti

Tre morti in un mese nei cantieri edili del Lazio: dove vogliamo arrivare? Sono cifre da guerra queste, non riconducibili a quella che dovrebbe essere una normale attività di lavoro dentro un cantiere.
“La Fillea Cgil di Roma e Lazio non può accettare questa situazione – sottolinea il Segretario Generale Sandro Grugnetti – commentando l’ennesimo incidente sul lavoro che si è verificato oggi a Roma in Via Barberini e in cui ha perso la vita un lavoratore di soli 29 anni. Dove sono finiti i nostri appelli? Perché chi deve assumersi delle responsabilità ancora non lo fa?
La Fillea neanche qualche settimana fa – continua Grugnetti - aveva chiesto un intervento risolutivo da parte delle istituzioni di intervenire subito per fermare questo stillicidio. Prima tra tutte – avverte Grugnetti – deve intervenire la Regione Lazio, che ha nei suoi compiti istituzionali, quello importante di tutelare e salvaguardare la salute dei lavoratori, e di prevenire con adeguate misure i possibili infortuni sul lavoro”.
Basta con le morti nei cantieri. Sono stati 20 gli infortuni mortali nel 2005 contro gli 11 del 2004.. La battaglia per un lavoro più sicuro sarà da oggi maggiormente rafforzata. La Fillea Cgil di Roma e Lazio non darà più tregua a nessuno: né alle istituzioni, né alle associazioni delle imprese, né agli enti preposti per la sicurezza nei cantieri. Vogliamo i fatti non più le promesse. Il sindacato degli edili ha deciso di incrementare la campagna sulla sicurezza per salvaguardare il diritto alla vita dei lavoratori edili.


La Fillea Cgil di Roma e Lazio: lotta ai cantieri edili illegali
Nel 2005 aumentati vertiginosamente gli infortuni mortali e il lavoro nero
Serve un intervento immediato della Regione Lazio.

Nella Capitale sono quasi 8.000 le imprese edili attive e oltre 41.000 i lavoratori regolari iscritti alla Cassa Edile. I lavoratori irregolari sono almeno 40 mila. La stragrande maggioranza di chi lavora in nero è straniero. Tra gli immigrati edili si conta una presenza massiccia di romeni e albanesi..
E’ quanto è emerso nel III Congresso della Fillea Cgil di Roma e Lazio che si è aperto oggi a Roma presso Hotel Holiday Inn - Parco dei Medici. Il Congresso si chiuderà domani.
Il settore delle costruzioni della Capitale - afferma il Segretario Generale della Fillea di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti - anche quest’anno ha avuto una funzione anticongiunturale, registrando, rispetto ad altri comparti dell’economia romana, una crescita.
Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) un vero e proprio certificato di trasparenza contributiva e previdenziale che attesta la regolarità di un’impresa edile per quanto concerne gli adempimenti nei confronti della Cassa Edile, dell’Inps e dell’Inail. è già entrato in funzione nel Lazio.
“E’ un grande risultato voluto fortemente dal sindacato ma – afferma Grugnetti - è tutt’altro che acquisito, se non verrà raggiunto obiettivo di legare il DURC alla congruità.
Le imprese edili – rileva la Fillea Cgil di Roma e Lazio - negli ultimi cinque anni, solo nella Capitale, sono aumentate di oltre 2.000 unità passando dalle 5.623 nel 2000 alle 7.660 di quest’anno. I lavoratori denunciati in questo intervallo di tempo sono passati da 32.726 a 41.725 (+28%). Più di un lavoratore edile su tre è straniero. La presenza più significante di stranieri riguarda i rumeni (più di 8.000 quelli regolari solo a Roma). al secondo posto gli albanesi seguiti dai polacchi dagli ex Urss e dagli ex jugoslavi.
Molti gli stranieri che lavorano in nero: la maggior parte di loro non ha nemmeno il permesso di soggiorno. “Lo sfruttamento degli immigrati in edilizia – aggiunge Grugnetti - è quasi totale. Un immigrato lavora per 20-30 euro al giorno. E se si infortuna sul lavoro deve dire che si è fatto male cadendo a casa o per strada. Se non lo fa è minacciato e a volte pestato. E quando non ce la fa più è buttato fuori dal sistema”.
Spesso sono proprio loro le prime vittime degli incidenti mortali nei cantieri.
Nel 2005 – rileva la Fillea cgil – si è toccato il massimo storico con 20 incidenti mortali. Quest’anno dopo appena 20 giorni si contano già due vittime.
La Fillea chiede alle istituzioni di intervenire subito per fermare questo stillicidio.
“Prima tra tutte – avverte Grugnetti – deve intervenire la Regione Lazio, che ha nei suoi compiti istituzionali, quello importante di tutelare e salvaguardare la salute dei lavoratori, e di prevenire con adeguate misure i possibili infortuni sul lavoro.
La Fillea Cgil di Roma e Lazio denuncia anche il continuo ricorso al subappalto. Nella realizzazione delle opere pubbliche le grandi società – sottolinea Grugnetti - una volta acquisiti grandi lavori, impegnano direttamente una quantità di lavoratori che si possono contare sulle dita di una mano. Il resto è formato da una catena di sub appalti, fuori dai limiti del normale e da ogni pur ragionevole comprensione dell’uso proprio di tale strumento. Un esempio? I lavori per l’allargamento della terza corsia del G.R.A. per 15 Km di strada da realizzare sono stati utilizzati più di 150 sub appalti.


venti morti nei cantieri edili 2005
Sandro Grugnetti Fillea Cgil Roma : "Basta con questo stillicidio"

“L’incidente mortale che si è verificato oggi presso un cantiere di scavi archeologici in Via Casal Boccone al Nomentano rileva ancora una volta che purtroppo avevamo ragione. Da anni chiediamo misure energiche contro gli infortuni, ma il nostro grido di allarme rimane senza risposta. . E’ quanto afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti “Se non si mette fine a questo stillicidio di morti nei cantieri edili e non si interviene in modo radicale – continua Grugnetti - le vittime nei cantieri aumenteranno ogni giorno di più Troppi cantieri edili di Roma e Lazio non sono messi in sicurezza. Nel 2005 sono stati ben 20 i morti nei cantieri edili. Un record a cui – continua Grugnetti – vorremmo fare proprio a meno.

Dichiarazioni di Sandro Grugnetti Segretario della Fillea Cgil di Roma e Lazio :
"Occorre un'unica cabina di regia che coordini tutte le ispezioni. Serve una consulta regionale con associazioni, imprese e sindacati per monitorare il territorio in modo che ognuno si prenda le proprie responsabilità ed infine bisogna fermare il fenomeno del sub-appalto."


torna in cima alla pagina